Il dolore
scappato di casa dopo un rimprovero
Bimbo ritrovato dopo 23 ore
P.N. /
Ha negato fino all'ultimo. Cristian non ne voleva proprio sapere di tornare a casa e quando il capo della squadra mobile, Francesco Nannucci, gli ha chiesto al telefono dov'era, lui ha risposto senza fare una piega: «Sono a Roma, dalla nonna»
4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Ha negato fino all'ultimo. Cristian non ne voleva proprio sapere di tornare a casa e quando il capo della squadra mobile, Francesco Nannucci, gli ha chiesto al telefono dov'era, lui ha risposto senza fare una piega: «Sono a Roma, dalla nonna». Invece questo frugolo che compirà 12 anni a luglio era lì accanto, a casa di un amico di Galciana, dove i poliziotti l'hanno trovato dopo 23 lunghissime ore, almeno per i genitori che erano a casa in ansia.
Per quasi un giorno il piccolo Cristian ha tenuto col fiato sospeso familiari, parenti, vicini di casa e decine di uomini delle forze dell'ordine che lo cercavano dalle 20 di lunedì, quando è uscito di casa ed è svanito nel nulla. Per riapparire ieri sera alle 19 a poche centinaia di metri dalla sua abitazione di via del Fondaccio, a Galciana.
A casa del poliziotto. Con una certa sorpresa i poliziotti hanno scoperto che è stato tutto il tempo a casa di un loro collega, un agente che lavora al gabinetto di polizia scientifica della Questura di Firenze, ignaro del clamore suscitato dalla scomparsa del bambino, e soprattutto convinto che i genitori di Cristian sapessero che il bambino era ospite dal suo amichetto, figlio del poliziotto. Oggi la squadra mobile farà altri accertamenti per chiarire gli ultimi dubbi, ma sostanzialmente il caso è chiuso.
La fuga. L'allarme, come detto, è scattato lunedì sera alle 20, quando i genitori di Cristian si sono accorti che il figlio non era in casa. Nel pomeriggio lo avevano rimproverato, probabilmente per il suo rendimento scolastico (frequenta la scuola media), ma non si aspettavano certo questa reazione da parte sua. Quando babbo e mamma hanno realizzato che Cristian, oltretutto, era uscito senza il giubbotto, hanno cominciato a preoccuparsi sul serio. Fuori faceva un freddo cane e il bambino non poteva resistere più di tanto. Le ricerche nelle vie intorno al via del Fondaccio non hanno dato esito. Non c'era altro da fare che chiamare il 113.
Le patatine. Di solito in questi casi le "fughe" durano al massimo poche ore, ma stavolta è andata diversamente. Di Cristian non è stata trovata traccia per tutta la notte, nonostante sui cruscotti delle volanti di polizia e delle pattuglie dei carabinieri ci fosse la foto del ragazzino, faccia vispa e uno sbarazzino ciuffo rosso. O meglio, una traccia è stata trovata, ma non è servita: il banconiere del circolo Renzo Degl'Innocenti, in via Costa, ha detto che Cristian è venuto al bar a comprare un pacchetto di patatine, poco dopo le 20, ma lì per lì non ha dato importanza alla cosa.
La telefonata. Dopo una notte in bianco, i genitori hanno cominciato a temere il peggio. Non riuscivano a capire dove il figlio avesse potuto passare la notte. Ma intorno alle 9 si sono rianimati. Il ragazzino ha acceso il telefono cellulare e ha risposto a una chiamata dello zio, poi ha parlato col capo della squadra mobile, ha detto di essere ospite di un compagno di scuola a Quarrata, in località Forrottoli. Sembrava tutto risolto. I genitori, accompagnati dalla polizia, si sono subito messi in macchina, ma quando hanno suonato il campanello, i genitori del compagno di scuola sono caduti dalle nuvole. Il figlio era a scuola e di Cristian non sapevano nulla.
Le ricerche. Più tardi Cristian ha fatto brevissime chiamate ad alcuni compagni di scuola, dicendo che era scappato da casa, poi più niente. La polizia ha capito che bisognava giocare d'astuzia e così, in accordo con la Procura, è stato deciso di seguire i movimenti del telefono cellulare di Cristian. Si è così scoperto che nel pomeriggio il ragazzino era a Prato, dove probabilmente è sempre rimasto, molto vicino a casa sua. E' stata diffusa una foto per le emittenti televisive in vista di un appello, mentre davanti all'abitazione di via del Fondaccio si concentravano vicini e cronisti.
Il lieto fine. La svolta poco prima delle 19, quando il vicequestore Francesco Nannucci ha fatto l'ultima di tre chiamate a Cristian e ha ascoltato l'ultima bugia: «Sono a Roma dalla nonna». Pochi istanti più tardi i poliziotti l'hanno rintracciato a casa del collega e l'hanno portato in Questura, dove alle 19,30 ha potuto riabbracciare i genitori.
Per quasi un giorno il piccolo Cristian ha tenuto col fiato sospeso familiari, parenti, vicini di casa e decine di uomini delle forze dell'ordine che lo cercavano dalle 20 di lunedì, quando è uscito di casa ed è svanito nel nulla. Per riapparire ieri sera alle 19 a poche centinaia di metri dalla sua abitazione di via del Fondaccio, a Galciana.
A casa del poliziotto. Con una certa sorpresa i poliziotti hanno scoperto che è stato tutto il tempo a casa di un loro collega, un agente che lavora al gabinetto di polizia scientifica della Questura di Firenze, ignaro del clamore suscitato dalla scomparsa del bambino, e soprattutto convinto che i genitori di Cristian sapessero che il bambino era ospite dal suo amichetto, figlio del poliziotto. Oggi la squadra mobile farà altri accertamenti per chiarire gli ultimi dubbi, ma sostanzialmente il caso è chiuso.
La fuga. L'allarme, come detto, è scattato lunedì sera alle 20, quando i genitori di Cristian si sono accorti che il figlio non era in casa. Nel pomeriggio lo avevano rimproverato, probabilmente per il suo rendimento scolastico (frequenta la scuola media), ma non si aspettavano certo questa reazione da parte sua. Quando babbo e mamma hanno realizzato che Cristian, oltretutto, era uscito senza il giubbotto, hanno cominciato a preoccuparsi sul serio. Fuori faceva un freddo cane e il bambino non poteva resistere più di tanto. Le ricerche nelle vie intorno al via del Fondaccio non hanno dato esito. Non c'era altro da fare che chiamare il 113.
Le patatine. Di solito in questi casi le "fughe" durano al massimo poche ore, ma stavolta è andata diversamente. Di Cristian non è stata trovata traccia per tutta la notte, nonostante sui cruscotti delle volanti di polizia e delle pattuglie dei carabinieri ci fosse la foto del ragazzino, faccia vispa e uno sbarazzino ciuffo rosso. O meglio, una traccia è stata trovata, ma non è servita: il banconiere del circolo Renzo Degl'Innocenti, in via Costa, ha detto che Cristian è venuto al bar a comprare un pacchetto di patatine, poco dopo le 20, ma lì per lì non ha dato importanza alla cosa.
La telefonata. Dopo una notte in bianco, i genitori hanno cominciato a temere il peggio. Non riuscivano a capire dove il figlio avesse potuto passare la notte. Ma intorno alle 9 si sono rianimati. Il ragazzino ha acceso il telefono cellulare e ha risposto a una chiamata dello zio, poi ha parlato col capo della squadra mobile, ha detto di essere ospite di un compagno di scuola a Quarrata, in località Forrottoli. Sembrava tutto risolto. I genitori, accompagnati dalla polizia, si sono subito messi in macchina, ma quando hanno suonato il campanello, i genitori del compagno di scuola sono caduti dalle nuvole. Il figlio era a scuola e di Cristian non sapevano nulla.
Le ricerche. Più tardi Cristian ha fatto brevissime chiamate ad alcuni compagni di scuola, dicendo che era scappato da casa, poi più niente. La polizia ha capito che bisognava giocare d'astuzia e così, in accordo con la Procura, è stato deciso di seguire i movimenti del telefono cellulare di Cristian. Si è così scoperto che nel pomeriggio il ragazzino era a Prato, dove probabilmente è sempre rimasto, molto vicino a casa sua. E' stata diffusa una foto per le emittenti televisive in vista di un appello, mentre davanti all'abitazione di via del Fondaccio si concentravano vicini e cronisti.
Il lieto fine. La svolta poco prima delle 19, quando il vicequestore Francesco Nannucci ha fatto l'ultima di tre chiamate a Cristian e ha ascoltato l'ultima bugia: «Sono a Roma dalla nonna». Pochi istanti più tardi i poliziotti l'hanno rintracciato a casa del collega e l'hanno portato in Questura, dove alle 19,30 ha potuto riabbracciare i genitori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
