Il Tirreno

Prato

TESSILE

«Prezzi più bassi o moriremo»

Maria Lardara / Barbara Burzi
Mario Maselli, ex presidente dell’Unione e titolare della Emmetex
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Mario Maselli, ex presidente dell’Unione e titolare della Emmetex

Dopo un 2009 da dimenticare sul piano delle esportazioni, dai mercati esteri - a detta degli imprenditori tessili - cominciano ad arrivare i primi segnali positivi che stanno facendo sperare i produttori di tessuto in un 2010 migliore del presente.

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PRATO. Dopo un 2009 da dimenticare sul piano delle esportazioni, dai mercati esteri - a detta degli imprenditori tessili - cominciano ad arrivare i primi segnali positivi che stanno facendo sperare i produttori di tessuto in un 2010 migliore del presente.
Non la pensa allo stesso modo Mario Maselli (Emmetex), che invita i colleghi del manifatturiero alla cautela lanciando un grido d'allarme. «Se non scendiamo sul mercato a prezzi più bassi - sottolinea - prima o poi moriremo tutti».

Una voce critica, lontana dal clima ottimista che ieri faceva da padrone tra i corridoi della Fortezza Basso dove sono in corso la kermesse di Pitti Filati e la seconda edizione di Prima, con 39 aziende del distretto pratese. «C'è la necessità di formare un movimento di opinione forte - osserva Maselli - che prema soprattutto a livello europeo cercando di concretizzare modifiche che portino a una pesante riduzione dei costi delle aziende del manifatturiero». Dunque una lobby influente, ma soprattutto un piano di politica industriale che risolva gli attuali problemi del manifatturiero: «Occorrono soluzioni per regolarizzare la competizione internazionale. Prima di tutto serve una riduzione della fiscalità, perché non è giusto che le aziende italiane che lavorano all'interno di un mercato globale debbano essere penalizzate nella competizione a causa di un sistema del credito protetto».
Quando Maselli fa riferimento a un sistema da correggere, parla anche di quello messo in piedi dai confezionisti orientali: «Se le imprese gestite da cinesi stanno crescendo lavorando senza regole mentre noi che obbediamo al fisco stiamo chiudendo uno dopo l'altro - spiega - mi pare evidente che entrambi i sistemi siano da correggere. Dobbiamo pretendere, semmai, che ci siano trattamenti di fiscalizzazione e obblighi differenti per le imprese manifatturiere che vendono i propri prodotti nel mondo».

«Basta con la logica delle nicchie e con l'equazione prezzo alto uguale fascia alta» sostiene Luigi Banci del Lanificio Pontetorto. Secondo il titolare dell'azienda di Montemurlo, una delle new entry della vetrina dei tessuti targata Pratotrade, «il mercato richiede oggi prodotti giusti al prezzo giusto». Che non significa giocare alla partita del ribasso dei costi per vincere la concorrenza con la Cina.

Non torna a Cavicchi (Furpile), al timone di un'azienda che rifornisce di tessuti anche Zara (è anche il presidente del Museo del Tessuto), il ragionamento che occorra spingere verso una politica di ribasso dei prezzi per competere con la Cina.
«Sappiamo che i prezzi della lana d'importazione stanno lievitando. Non avrebbe senso che i pratesi si mettessero ad abassare i prezzi proprio adesso».

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