Sicurezza
PRATO
Prato chiederà a Maroni più poliziotti e carabinieri
L' idea del Governo è che ci debba essere "un centro di identificazione ed espulsione in ogni regione italiana e quindi anche in Toscana. Siamo nella fase della valutazione dei siti, Stiamo sentendo le autorità locali, le regioni e le province. La scelta ancora non è stata fatta per la Toscana come per le altre regioni"
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PRATO. L' idea del Governo è che ci debba essere "un centro di identificazione ed espulsione in ogni regione italiana e quindi anche in Toscana. Siamo nella fase della valutazione dei siti, Stiamo sentendo le autorità locali, le regioni e le province. La scelta ancora non è stata fatta per la Toscana come per le altre regioni". Ad affermarlo il ministro dell'Interno Roberto Maroni che questa mattina ha visitato Prato, dove ha firmato un accordo per la sicurezza.
Il patto della sicurezza per Prato firmato oggi dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, dal prefetto Maria Guia Federico, dal vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, dal sindaco di Prato Roberto Cenni e dal presidente della provincia Lamberto Gestri prevede l'invio nel comune del tessile di 20 uomini in più tra polizia, carabinieri e guardia di finanza particolarmente esperti nella criminalità di tipo economico. Maroni ha anche sottolineato che invierà a Prato i tecnici dei servizi ispettivi del Welfare per appurare il rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene negli ambienti di lavoro. Il ministro dell'Interno pensa a un focus che analizzi la situazione e ripristini "le regole del diritto. Tutti - ha detto, riferendosi alla numerosa comunità cinese - sono benvenuti a casa nostra se vengono per lavorare e rispettare le nostre leggi".
Il ministro ha anche parlato di immigrazione. "Stiamo facendo molto sul fronte della prevenzione - ha detto Maroni -. Il messaggio che sta passando nei paesi del Maghreb è che l'Italia non è più un posto dove si sbarca e si resta senza problemi. Non a caso l'ultimo sbarco è avvenuto in Corsica".
Per la visita del ministro Prato è stata blindata con eccezionali misure di sicurezza. Oltre 60 persone tra carabinieri, polizia e guardia di finanza, hanno presidiato gli obbiettivi 'sensibili'. Due diverse bonifiche, degli artificieri e del nucleo cinofili antiesplosivo della polizia, hanno controllato le zone della prefettura, piazza Buonamici e del Comune, piazza del Municipio, dove sono stati piombati anche i tombini.
Il patto della sicurezza per Prato firmato oggi dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, dal prefetto Maria Guia Federico, dal vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, dal sindaco di Prato Roberto Cenni e dal presidente della provincia Lamberto Gestri prevede l'invio nel comune del tessile di 20 uomini in più tra polizia, carabinieri e guardia di finanza particolarmente esperti nella criminalità di tipo economico. Maroni ha anche sottolineato che invierà a Prato i tecnici dei servizi ispettivi del Welfare per appurare il rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene negli ambienti di lavoro. Il ministro dell'Interno pensa a un focus che analizzi la situazione e ripristini "le regole del diritto. Tutti - ha detto, riferendosi alla numerosa comunità cinese - sono benvenuti a casa nostra se vengono per lavorare e rispettare le nostre leggi".
Il ministro ha anche parlato di immigrazione. "Stiamo facendo molto sul fronte della prevenzione - ha detto Maroni -. Il messaggio che sta passando nei paesi del Maghreb è che l'Italia non è più un posto dove si sbarca e si resta senza problemi. Non a caso l'ultimo sbarco è avvenuto in Corsica".
Per la visita del ministro Prato è stata blindata con eccezionali misure di sicurezza. Oltre 60 persone tra carabinieri, polizia e guardia di finanza, hanno presidiato gli obbiettivi 'sensibili'. Due diverse bonifiche, degli artificieri e del nucleo cinofili antiesplosivo della polizia, hanno controllato le zone della prefettura, piazza Buonamici e del Comune, piazza del Municipio, dove sono stati piombati anche i tombini.
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