La manifestazione
SANITÀ
Pronto soccorsoed esami: che caos
G.C.
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La sala d’attesa del pronto soccorsoNon ce l'hanno coi loro colleghi che lavorano all'ospedale Misericordia e Dolce. I tre medici che hanno firmato la lettera di protesta indirizzata ai mezzi di informazione (i dottori Carlo Frassetti, Alessio Cangioli e Pier Franco Mantovani) attaccano i vertici dell'Asl 4, colpevoli, a loro dire, di non curarsi a sufficienza dei diritti dei loro pazienti. Il dottor Carlo Frassetti quattro mesi aveva presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Prato per segnalare una lunga serie di disfunzioni
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PRATO. Non ce l'hanno coi loro colleghi che lavorano all'ospedale Misericordia e Dolce. I tre medici che hanno firmato la lettera di protesta indirizzata ai mezzi di informazione (i dottori Carlo Frassetti, Alessio Cangioli e Pier Franco Mantovani) attaccano i vertici dell'Asl 4, colpevoli, a loro dire, di non curarsi a sufficienza dei diritti dei loro pazienti. Il dottor Carlo Frassetti quattro mesi aveva presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Prato per segnalare una lunga serie di disfunzioni.
Da allora ad oggi però non c'è stata risposta. Ma dove puntano il dito i tre medici? «Sulle lunghe file al Pronto Soccorso con tempi di attesa esosi, sul personale insufficiente rispetto alle esigenze di lavoro, sulla difficoltà a svolgere il proprio lavoro dei medici di famiglia per l'impossibilità di avvalersi della diagnostica e degli specialisti in tempi congrui». «Ma come si può - commenta il dottor Frassetti, che fa parte insieme ai colleghi della Medicina di gruppo di Narnali - programmare per metà giugno una richiesta di visita di terapia antalgica presentata a dicembre? I tempi medi per Tac e Rmn sono tre mesi. Per l'endoscopia digestiva sono tre mesi. Per altre visite specialistiche si devono attendere alcuni mesi».
Il dottor Frassetti critica anche le logiche esasperate del risparmio: «Sull'ambulanza del 118 si è deciso di ridurre la presenza del medico a bordo. Le direttive dell'Asl sono quelle di ricoverare il meno possibile e per tempi sempre più brevi. C'è gente che viene dimessa coi punti o con le ferite ancora aperte. Eppure i risparmi vengono fatti: nel 2008 si è risparmiato un milione e 800mila euro di spesa farmaceutica. Sono state ridotte le prescrizioni di pluriconfezioni e aumentate quelle di farmaci meno costosi.
Lo sforzo anche i medici di famiglia lo hanno fatto. Se prescriviamo esami specialistici lo facciamo perché la tecnologia oggi permette accertamenti che un tempo non erano possibili. Non è mica che ci divertiamo».
Il dottor Frassetti è poi sconcertato da quanto accade al Pronto Soccorso: «Non capisco perché sia stato affidato ad un infermiere, che non può avere conoscenze specifiche, il compito di assegnare i codici di accesso. Giorni addietro - prosegue il dottor Frassetti - chiamai il 118 perché una mia paziente di 99 anni e 6 mesi, era svenuta. E' stata tre giorni in barella senza essere sottoposta ad alcun esame. E poi è stata dimessa».
Da allora ad oggi però non c'è stata risposta. Ma dove puntano il dito i tre medici? «Sulle lunghe file al Pronto Soccorso con tempi di attesa esosi, sul personale insufficiente rispetto alle esigenze di lavoro, sulla difficoltà a svolgere il proprio lavoro dei medici di famiglia per l'impossibilità di avvalersi della diagnostica e degli specialisti in tempi congrui». «Ma come si può - commenta il dottor Frassetti, che fa parte insieme ai colleghi della Medicina di gruppo di Narnali - programmare per metà giugno una richiesta di visita di terapia antalgica presentata a dicembre? I tempi medi per Tac e Rmn sono tre mesi. Per l'endoscopia digestiva sono tre mesi. Per altre visite specialistiche si devono attendere alcuni mesi».
Il dottor Frassetti critica anche le logiche esasperate del risparmio: «Sull'ambulanza del 118 si è deciso di ridurre la presenza del medico a bordo. Le direttive dell'Asl sono quelle di ricoverare il meno possibile e per tempi sempre più brevi. C'è gente che viene dimessa coi punti o con le ferite ancora aperte. Eppure i risparmi vengono fatti: nel 2008 si è risparmiato un milione e 800mila euro di spesa farmaceutica. Sono state ridotte le prescrizioni di pluriconfezioni e aumentate quelle di farmaci meno costosi.
Lo sforzo anche i medici di famiglia lo hanno fatto. Se prescriviamo esami specialistici lo facciamo perché la tecnologia oggi permette accertamenti che un tempo non erano possibili. Non è mica che ci divertiamo».
Il dottor Frassetti è poi sconcertato da quanto accade al Pronto Soccorso: «Non capisco perché sia stato affidato ad un infermiere, che non può avere conoscenze specifiche, il compito di assegnare i codici di accesso. Giorni addietro - prosegue il dottor Frassetti - chiamai il 118 perché una mia paziente di 99 anni e 6 mesi, era svenuta. E' stata tre giorni in barella senza essere sottoposta ad alcun esame. E poi è stata dimessa».
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