La protesta
CALCIO POCO SPORTIVO
Giovanissimi rissosi e indisciplinatila società si ritira dal campionato
Troppe espulsioni, troppi litigi tra giocatori della stessa squadra, fino a quando un tredicenne è finito all'ospedale dopo una lite negli spogliatoi. Per questo la Virtus Comeana, con un'iniziativa che ha pochi precedenti nel mondo del calcio giovanile, ha deciso di ritirare la propria squadra dal campionato dei Giovanissimi A
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PRATO. Troppe espulsioni, troppi litigi tra giocatori della stessa squadra, fino a quando un tredicenne è finito all'ospedale dopo una lite negli spogliatoi. Per questo la Virtus Comeana, con un'iniziativa che ha pochi precedenti nel mondo del calcio giovanile, ha deciso di ritirare la propria squadra dal campionato dei Giovanissimi A. La decisione è stata presa prima di Natale ma i non addetti ai lavori lo hanno appreso solo in questi giorni leggendo il bollettino della Federazione, dal quale era sparita una squadra, quella della Virtus appunto.
La fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra sia stata una lite negli spogliatoi, al culmine della quale il secondo portiere, un ragazzo classe '96, è stato colpito al volto con un parastinchi da un compagno di un anno più grande. Il ragazzo è anche finito all'ospedale per accertamenti e non si è capito se si è trattato di una lite vera e propria o di uno scherzo finito male.
Per i dirigenti della Virtus Comeana fa poca differenza. Le perplessità sulla formazione c'erano già prima. In particolare per la eccessiva vivacità, chiamiamola così, dei ragazzi del '95, protagonisti di episodi che alla società non sono piaciuti. Si è parlato anche di qualcosa successo fuori dal campo, ma i dirigenti di questo dicono di non sapere niente. In campo invece si registrano cinque espulsioni nell'ultimo mese di attività e una partita a Mezzana finita con una rissa.
Per la società la misura era colma e così si è deciso di convocare una riunione con tutti i genitori dei ragazzi per informarli che la squadra sarebbe stata ritirata. Non tutti i ragazzi dovranno rinunciare al calcio: tre, probabilmente i più tranquilli, sono stati aggregati alla formazione di quelli più grandi.
«Abbiamo inviato una lettera alla Federazione poco prima delle feste - ha detto il direttore sportivo Massimo Bigalli - e alla ripresa dell'attività non abbiamo mandato in campo la squadra dei Giovanissimi A». Tutte le altre formazioni della Virtus, dalla prima squadra che milita in Seconda categoria ai più piccoli, sono invece regolarmente tornate in campo. Il direttore sportivo è stato chiaro: «Siamo una società in crescita e teniamo sia all'educazione che all'immagine. Purtroppo le intemperanze dei Giovanissimi A sono state numerose e nonostante i nostri inviti ad evitare simili comportamenti, non abbia registrato alcun cambio di tendenza e quindi è stato inevitabile quanto fatto».
Bigalli dichiara di aver ampiamente riferito ai genitori e a tutti i dirigenti quale sarebbe stata la conseguenza se la squadra non avesse cambiato «registro». Ed è stato di parola.
La fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra sia stata una lite negli spogliatoi, al culmine della quale il secondo portiere, un ragazzo classe '96, è stato colpito al volto con un parastinchi da un compagno di un anno più grande. Il ragazzo è anche finito all'ospedale per accertamenti e non si è capito se si è trattato di una lite vera e propria o di uno scherzo finito male.
Per i dirigenti della Virtus Comeana fa poca differenza. Le perplessità sulla formazione c'erano già prima. In particolare per la eccessiva vivacità, chiamiamola così, dei ragazzi del '95, protagonisti di episodi che alla società non sono piaciuti. Si è parlato anche di qualcosa successo fuori dal campo, ma i dirigenti di questo dicono di non sapere niente. In campo invece si registrano cinque espulsioni nell'ultimo mese di attività e una partita a Mezzana finita con una rissa.
Per la società la misura era colma e così si è deciso di convocare una riunione con tutti i genitori dei ragazzi per informarli che la squadra sarebbe stata ritirata. Non tutti i ragazzi dovranno rinunciare al calcio: tre, probabilmente i più tranquilli, sono stati aggregati alla formazione di quelli più grandi.
«Abbiamo inviato una lettera alla Federazione poco prima delle feste - ha detto il direttore sportivo Massimo Bigalli - e alla ripresa dell'attività non abbiamo mandato in campo la squadra dei Giovanissimi A». Tutte le altre formazioni della Virtus, dalla prima squadra che milita in Seconda categoria ai più piccoli, sono invece regolarmente tornate in campo. Il direttore sportivo è stato chiaro: «Siamo una società in crescita e teniamo sia all'educazione che all'immagine. Purtroppo le intemperanze dei Giovanissimi A sono state numerose e nonostante i nostri inviti ad evitare simili comportamenti, non abbia registrato alcun cambio di tendenza e quindi è stato inevitabile quanto fatto».
Bigalli dichiara di aver ampiamente riferito ai genitori e a tutti i dirigenti quale sarebbe stata la conseguenza se la squadra non avesse cambiato «registro». Ed è stato di parola.
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