Il Tirreno

Prato

Corte dei conti

Gli rubano la pistola e gli tocca ripagarla

Un’arma da fuoco
◗
Un’arma da fuoco

Era andato a portare i figli a scuola e qualcuno gli ha rubato la pistola. Ora dovrà ripagarla di tasca propria

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Gli hanno rubato pistola e munizioni mentre lui andava a portare i figli a scuola e ora gli toccherà ripagarla di tasca propria, dopo una sentenza di condanna della Corte dei conti.
Protagonista della curiosa vicenda è un assistente della polizia penitenziaria in servizio al carcere della Dogaia, che in questi giorni è stato condannato a risarcire l'Erario con 292 euro oltre agli interessi.

L'episodio che ha dato origine alla singolare sentenza risale al 2 maggio del 2006. Quel giorno l'assistente della Dogaia, come d'abitudine, prima di presentarsi al lavoro era andato ad accompagnare i figli alla scuola elementare, lasciando il marsupio con la pistola d'ordinanza, le munizioni, la tessera di riconoscimento e la placca di identificazione poggiato davanti al sedile anteriore destro. Al suo ritorno, dopo pochi minuti, aveva scoperto che qualcuno aveva forzato la portiera e si era impadronito del marsupio.

Il poliziotto denunciò il fatto al Comando della Dogaia, che ha girato per competenza la faccenda alla Corte dei conti. L'8 novembre del 2008 la Procura presso la magistratura contabile ha inviato all'assistente un "invito a dedurre", una sorta di avviso di chiusura indagini. L'assistente non ha dedotto alcunché e così la Corte dei conti ha chiesto la condanna al risarcimento di 292 euro sostenendo che il dipendente dell'amministrazione penitenziaria non aveva vigilato correttamente sull'arma, insomma che non avrebbe dovuto abbandonarla nell'auto, anche se dopo averla chiusa e solo per i pochi minuti necessari ad accompagnare i figli in classe. Il 13 maggio di quest'anno il presidente della Corte ha proposto uno sconto: con 150 euro l'assistente se la sarebbe cavata, se accettava entro 15 giorni, ma così non è stato. E dunque al termine dell'udienza conclusiva, alla quale l'assistente non si è presentato, è scattata la condanna a risarcire l'Erario.

La Corte ha sostenuto che il personale della polizia, nella custodia delle armi, «è tenuto a osservare la massima diligenza nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia». Oltre ai 292 euro e agli interessi, l'assistente dovrà pagare anche 143 euro di spese legali.
P.N.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa