Il Tirreno

Prato

MINICRIMINLITA'

«Mio figlio non è un delinquente»

Il questore Savi e il vicequestore Pichierri in conferenza stampa
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Il questore Savi e il vicequestore Pichierri in conferenza stampa

Meno male che la polizia li ha fermati in tempo: se non fosse successo questa storia poteva finire anche peggio

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PRATO. «Ancora non riesco a crederci. Sì, lo so che mio figlio e i suoi amici hanno fatto quelle cose, lo hanno ammesso davanti alla polizia, ma non riesco a capire come è potuto accadere». E' un uomo smarrito quello che parla al telefono, l'imprenditore tessile padre di uno dei quattro ragazzi (due frequentano il Buzzi, due il Dagomari) denunciati dalla polizia per aver danneggiato, in certi casi devastato, sei scuole in poco meno di tre mesi.
Martedì sera è stato convocato in Questura insieme agli altri genitori e ci è rimasto fino alle 4. Piano piano ha capito quello che stava succedendo, ha nominato i difensori (Costanza Malerba e Federico Febbo, che ieri sono andati a parlare col pm della Procura dei minori Emma Cosentino per dare la disponibilità del ragazzo a essere sentito) ma ancora oggi non sa darsi una spiegazione. «Ora lo voglio far vedere da uno bravo» dice. Intende un dottore, uno psicologo che possa aiutare il figlio quindicenne.
«Però non infierite su di loro - aggiunge subito - Non sono delinquenti».
Ma lei si è chiesto se per caso non ha sbagliato qualcosa nell'educazione di suo figlio?
«Certo che me lo sono chiesto, ma non mi sono ancora dato una risposta».
Che cosa ha detto a suo figlio quando siete tornati a casa dopo l'interrogatorio in Questura?
«Quasi nulla, sono stato due giorni quasi in stato di choc. Gli ho chiesto perché sono andati a spaccare i giochi dei bambini, questo sì, e lui mi ha risposto che era buio e non vedevano nemmeno quello che buttavano a terra. Quando mi hanno detto che nella macchina del suo amico hanno trovato martelli e scalpelli mi si è gelato il sangue e ora mi dico: meno male che li hanno fermati in tempo, poteva finire anche peggio. Fossero stati sotto l'effetto della droga, qualcosa mi sarei spiegato, ma gli hanno fatto il test ed è negativo».
Suo figlio e i suoi amici hanno provocato molti danni a beni pubblici. Come intende far fronte a questo problema?
«Metterò mano al portafoglio, questo l'ho detto subito. Spero che anche gli altri genitori facciano lo stesso».
Poi cosa farà con suo figlio quando la situazione sarà più tranquilla?
«In agosto niente vacanze, lo manderò a lavorare».
Molti si sono chiesti se a questi ragazzi non sia stata data un po' troppa libertà.
«Ma guardi che loro di solito tornavano a casa presto, mio figlio va a letto alle dieci e mezzo. Quelle cose le hanno fatte quasi sempre nel tardo pomeriggio. Si figuri che l'ultimo dell'anno sono andati a casa di un amico e il padre di uno degli altri mi ha detto che sarebbe andato a riprenderlo a mezzanotte e mezzo».
Suo figlio e gli amici frequentavano le medie Fermi di via Gherardi. Hanno danneggiato l'auto della preside durante una delle loro bravate.
«Infatti gli ho chiesto il motivo. Mi ha detto che era l'unica macchina parcheggiata nel cortile, non sapevano nemmeno che fosse sua. E fino all'anno scorso andavano sempre a salutare i vecchi amici all'uscita da scuola».
La domanda a cui non sa dare risposta il padre del quindicenne è la stessa che è frullata in testa a chi ha letto le gesta dei vandali negli ultimi giorni. Quanta responsabilità portano i genitori per il comportamento dei figli? Possibile che non si siano mai accorti di nulla? Sembrerebbe così. Tutti hanno detto di essere caduti dalle nuvole. L'importante è che non cedano alla tentazione di giustificare, e che mettano mano al portafoglio per risarcire la comunità. I loro figli, sul piano penale, non rischiano quasi niente. C'è la teorica possibilità che il sostituto procuratore Cosentino chieda la custodia in carcere, non prima di lunedì, ma la cosa più probabile è che si utilizzi lo strumento della "messa alla prova", un periodo di osservazione trascorso il quale il reato è estinto. D'altronde andò così per un adolescente albanese che aveva massacrato a morte un cinese, anni fa. Sarebbe curioso che i vandali delle scuole avessero un trattamento peggiore.
P.N.

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