Il Tirreno

Prato

Furto-record a Montemurlo

Rubano lana per 400.000 euro

Dal deposito di Santorezzo sono sparite centinaia di balle
◗
Dal deposito di Santorezzo sono sparite centinaia di balle

Ha dell'incredibile il furto messo a segno ai danni della Nuova Fratelli Boretti, una società che commercia materie prime tessili con sede in via dell'Artigianato, a Santorezzo. Ieri mattina, alla riapertura dopo la pausa natalizia, i titolari hanno scoperto che qualcuno aveva letteralmente svuotato il deposito

2 MINUTI DI LETTURA





MONTEMURLO. Ha dell'incredibile il furto messo a segno ai danni della Nuova Fratelli Boretti, una società che commercia materie prime tessili con sede in via dell'Artigianato, a Santorezzo.
Ieri mattina, alla riapertura dopo la pausa natalizia, i titolari hanno scoperto che qualcuno aveva letteralmente svuotato il deposito, portando via qualcosa come 500 quintali tra lana e angora, per un valore di circa 400.000 euro, non assicurato. Si tratta del più ingente furto di materie tessili degli ultimi anni. E ora Daniela Boretti, socio amministratore dell'azienda, promette una «lauta ricompensa» a chi fornirà informazioni utili per ritrovare la merce sparita.

«Io e mio zio Mario - spiega - siamo convinti che la merce sia ancora a Prato. Abbiamo già ingaggiato degli investigatori privati e abbiamo intenzione si passare al setaccio tutte le filature e i commercianti, non gliela vogliamo far passare liscia».

Sul furto intanto indagano i carabinieri della Tenenza di Montemurlo, avvertiti ieri mattina di quanto era successo. Secondo una prima ricostruzione, i ladri sono entrati forzando il cancello principale, che non è dotato di allarme, e poi si sono dedicati a svuotare il deposito. Hanno preso lana in fiocchi nuova (quasi 400 quintali) e angora in fiocchi nuova (130 balle, circa 100 quintali). Deve essere stato un lavoro molto lungo che ha richiesto almeno sette o otto viaggi. Il cassone scoperto dell'autocarro dell'azienda (sparito) ha una portata di 65 quintali: se hanno usato solo quello ci sono volute ore. Ciò nonostante, nessuno ha visto niente. «L'ultima volta che sono stata al magazzino - racconta Daniela Boretti - è stato il 29 dicembre. Stamattina quando abbiamo scoperto il furto sono corsa al capannone accanto, ci lavorano i cinesi. Quando ho chiesto se qualcuno parlava italiano ne ho visti scappare una decina». Un'altra azienda che produce pannelli solari ha una telecamera, che però è puntata sul proprio piazzale e non ha ripreso immagini interessanti. Se è vero che la merce è rimasta a Prato, come credono i titolari, forse non tutto è perduto. I carabinieri e gli investigatori privati assoldati dall'azienda hanno qualche speranza di ritrovarla. E poi c'è sempre la «lauta ricompensa» che potrebbe sciogliere qualche lingua.
P.N.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa