Il Tirreno

Prato

la crisi vista da vicino

Inseguendo il lavoro che non c'è

Barbara Burzi
Persona in cerca di un lavoro davanti al Centro per l’impiego
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Persona in cerca di un lavoro davanti al Centro per l’impiego

Sarà un Natale all'insegna dell'austerità per il nutrito popolo di disoccupati e cassintgrati alla ricerca disperata di un lavoro. Una caccia che non conosce stagioni e che a Natale più di sempre, è finalizzata a racimolare un po'di soldi in più. Perché la crisi colpisce indifferentemente anche laddove ci sono i regali da comprare per i figli

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PRATO. Sarà un Natale all'insegna dell'austerità per il nutrito popolo di disoccupati e cassintgrati alla ricerca disperata di un lavoro. Una caccia che non conosce stagioni e che a Natale più di sempre, è finalizzata a racimolare un po'di soldi in più. Perché la crisi colpisce indifferentemente anche laddove ci sono i regali da comprare per i figli, una famiglia da mettere a tavola, dei genitori anziani da accudire, e i soldi della cassa integrazione (quando arriva) non bastano a sotenere anche i costi fissi di un affitto, di un mutuo o le spese per la scuola.

Per toccare con mano questa realtà, basta guardarsi intorno. Il Centro per l'impiego in questo senso è un osservatorio privilegiato: qui anche ieri, era un via vai continuo di gente, in bacheca però, gli annunci di lavoro si contano sulle dita delle mani.

In fila ci sono soprattutto adulti. La grande distribuzione, a detta dei presenti, ha assorbito sopprattutto i più giovani. In ginocchio adesso restano per lo più gli over quaranta. Tra loro, aspettando il suo turno, c'è Mengistu Netsere arrivato dall'Eritrea più di diciott'anni fa per ritrovarsi oggi tessitore in cassa integrazione da 4 mesi, senza averne ancora riscosso un centesimo. «Mi sono trovato senza stipendio con un mutuo di mille euro al mese da pagare - racconta - Non potevo più andare avanti, così prima di vendere la casa che sto ancora pagando ho deciso di darla in affitto e con i soldi, pagarci il mutuo e una stanza per me. Intanto mi sto dando da fare per cercare un altro lavoro, ma non ce n'è. Per ora, in accordo con l'azienda ho deciso di farmi mettere in mobilità poi m'iscriverò a un corso nel settore della ristorazione. Se almeno imparassi a fare il cuoco potrei lavorare in tutto il mondo, con la qualifica di tessitore, che interessa solo a Prato o a Biella, quale futuro mi aspetta ormai?».

Anche Maurizio Giorgetti non risparmia critiche ai limiti di questa città. Per lui, ex operaio di rifinizione con due figli carico, gli ammortizzatori sociali sono finiti da un pezzo. Non per questo si dà da perdere, ma è convinto che la colpa di tutta questa situazione sia di chi ha permesso lo sviluppo di un distretto monosettore: «Una volta venuto meno il tessile - dice - non c'è nient'altro da fare. Sono già stato costretto a stravolgere il mio stile di vita adesso dovrò anche fare i conti con un Natale diverso dal solito, a consumi zero. L'importante però è passarlo in famiglia poi mi preoccuperò di cercare lavoro in un altro settore: sto già frequentando un corso di gastronomia, ho sentito dire che nella grande distribuzione cercano».

Sotto l'albero di Natale c'è una speranza per Saverio Picerno, 59 anni, ex artigiano e disoccupato da oltre un anno e mezzo, da quando in pratica ha cessato la sua attività. «Mi hanno chiamato qui per un colloquio - spiega - forse mi vogliono parlare di un lavoro. Penso sia qualcosa riservato alle categorie protette perchè io sono invalido, anche se non ne ho mai approfittato, sarebbe la prima volta». Saverio infatti, aveva messo in piedi una ditta tessile e sarebbe andato avanti fino alla pensione con quella, se le cose non fossero peggiorate: «Padossalmente chi ha rischiato in proprio investendo in un'attività - continua - oggi è penalizzato. Se almeno fossi stato dipendente, avrei diritto agli ammortizzatori. Invece neanche quelli.»

Inevitabilmente i discorsi finiscono sul piano politico e le voci sono un unico coro: «Prato ha contribuito per qurant'anni alla crescita dell'economia del paese, perché oggi che è in ginocchio non arrivano gli aiuti?».

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