Il Tirreno

Prato

“Ensemble”

L'integrazione sul telefonino

Maria Lardara
L'assessore alla Integrazione Giorgio Silli
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L'assessore alla Integrazione Giorgio Silli

Genitori e figli. Prime e seconde generazioni di cittadini stranieri. Una sfida, quella per mettere in comunicazione queste due realtà spesso distanti tra loro, che passa anche attraverso la frontiera del multimediale, grazie a un progetto sperimentale

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PRATO. Così, mentre il figlio è a lezione di educazione civica, il telefonino di babbo e mamma s'illumina e segnala l'arrivo di un Mms (i messaggini multimediali, per intendersi) contenente informazioni di vario tipo. Il tutto rigorosamente in lingua italiana, anche per le famiglie straniere: dalla cittadinanza europea alla salute, passando per problemi come la dipendenza da alcol e droghe. Pronto a decollare da metà gennaio, "Ensemble" è un progetto sperimentale finanziato per il 70% dalla Commissione europea e per il restante 30% da Comune e Università di Firenze.

Le porte del pianeta virtuale si spalancheranno così fino alla fine dell'anno scolastico per 70 studenti della scuola media Ser Lapo Mazzei: le classi 3A, 3B e 3C riceveranno su appositi Mp3 messi a loro disposizione quattro podcast audio, corrispondenti ai quattro momenti su cui si svilupperanno i percorsi di approfondimento per gli studenti. L'approccio dei ragazzi sarà tutto audiovisivo e all'insegna del divertimento, prendendo a prestito il linguaggio del radiodramma: l'argomento di volta in volta selezionato, infatti, sarà lo spunto per girare una scenetta di quattro minuti. Il trucco per rendere i genitori partecipi del dibattito (che hanno fornito alla scuola i loro numeri di telefono), sarà tutto racchiuso in un Mms: i messaggini che illumineranno il display del loro cellulare riprodurranno infatti con una veste grafica semplice gli stessi argomenti llustrati in classe.

Ma quanto costa al Comune questo progetto? «Praticamente le nostre spese sono al minimo - precisa l'assessore all'Integrazione Giorgio Silli - visto che per erogare questo servizio mettiamo a disposizione le nostre professionalità del Ced informatico». Duplice il tentativo d'integrazione che, con questo progetto, cammina a braccetto con la tecnologia: verso gli studenti stranieri e verso quelli italiani, per fare in modo che interagiscano meglio con le loro famiglie. «Spesso - osserva Rita Pieri, assessore alla Pubblica istruzione - nelle comunità straniere i genitori non sono d'aiuto all'inserimento dei loro figli. La scuola deve svolgere un ruolo cruciale in queste complesse dinamiche d'integrazione. E il fatto è che questo progetto pilota coinvolga la Ser Lapo Mazzei, dove la percentuale degli stranieri si attesta al 50%, non è casuale».

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