La manifestazione
IL CASO
Fece una strage, è libero dopo dieci anni
Francesca Gori
Ogni peccatore ha un futuro. Quello di Simone Cantaridi, condannato a sedici anni di carcere per aver sterminato il 14 aprile 1999 la sua famiglia, è tra le corsie di un supermercato. Non a Piombino, ma a Prato. Lontano dalla sua città, da via Landi
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PIOMBINO. Lontano da quella strada rimasta macchiata di sangue. Del sangue della piccola Vanessa, sua figlia, del sangue di Sabrina, sua moglie. Del sangue di Claudia. Sua sorella.
Cantaridi, che oggi ha 35 anni, ha scontato 10 anni di carcere. E alla fine della pena avrebbe dovuto essere rinchiuso per cinque anni in un ospedale psichiatrico giudiziario come pena accessoria. Il magistrato di sorveglianza ha deciso che quella pena poteva essere evitata all'uomo che ha ucciso a coltellate la figlioletta di 4 anni, la moglie e la sorella, per far poi saltare in aria il palazzo dove viveva. Sotto le macerie di quella casa c'era rimasto anche lui. Sotto le macerie di una vita difficile che piano piano, giorno dopo giorno in dieci anni di carcere, ha cercato di ricostruire. Sebbene i pezzi di quella vita, come quelli della palazzina di via Landi, non possano tornare al loro posto.
UN'ALTRA VITA A ottobre Cantaridi è uscito dal carcere di Prato. Nella città laniera Cantaridi ha scontato la sua pena, rinchiuso nell'ottava sezione, quella dove vivono i detenuti che studiano all'Università. Ha scelto teologia. Ha fatto un percorso di studio, ma anche un percorso di vita. A luglio, quando ormai mancavano pochi mesi alla fine della pena che doveva scontare, Cantaridi è stato assegnato allo spaccio del carcere. Un lavoro, una prospettiva diversa. Fino a ottobre, quando l'avvocato Elena Augustin che da quattro anni segue la vicenda giudiziaria dell'uomo di via Landi, ha ottenuto la libertà vigilata. Cantaridi ora lavora in un supermercato pratese. Continua a studiare. Vive nella casa del cappellano del carcere.
ESPIAZIONE Chi lo ha seguito durante tutto questo percorso parla di Cantaridi come di un uomo che, sebbene non abbia mai rivelato il movente di quella nottata di follia, ha cercato con tutte le forze di riprendere in mano il filo di quel destino spezzato. Spezzato da quelle morti, spezzato dal crollo della palazzina, fatta esplodere per nascondere quegli omicidi. Ha scelto teologia. Ha scelto di studiare quella scienza che lo poteva avvicinare a Dio. Fino alla scarcerazione, fino alla libertà vigilata. Quella libertà conquistata, dopo dieci anni di detenzione, grazie allo sconto di tre anni sulla pena per l'indulto. E grazie anche alla buona condotta che ha regalato a Cantaridi un mese e mezzo di libertà ogni sei mesi trascorsi in carcere. Dieci anni, in tutto. Ora è un uomo semilibero con un futuro. Un futuro che però, continuerà a tenerlo lontano da Piombino. Dove per ora non può tornare.
Cantaridi, che oggi ha 35 anni, ha scontato 10 anni di carcere. E alla fine della pena avrebbe dovuto essere rinchiuso per cinque anni in un ospedale psichiatrico giudiziario come pena accessoria. Il magistrato di sorveglianza ha deciso che quella pena poteva essere evitata all'uomo che ha ucciso a coltellate la figlioletta di 4 anni, la moglie e la sorella, per far poi saltare in aria il palazzo dove viveva. Sotto le macerie di quella casa c'era rimasto anche lui. Sotto le macerie di una vita difficile che piano piano, giorno dopo giorno in dieci anni di carcere, ha cercato di ricostruire. Sebbene i pezzi di quella vita, come quelli della palazzina di via Landi, non possano tornare al loro posto.
UN'ALTRA VITA A ottobre Cantaridi è uscito dal carcere di Prato. Nella città laniera Cantaridi ha scontato la sua pena, rinchiuso nell'ottava sezione, quella dove vivono i detenuti che studiano all'Università. Ha scelto teologia. Ha fatto un percorso di studio, ma anche un percorso di vita. A luglio, quando ormai mancavano pochi mesi alla fine della pena che doveva scontare, Cantaridi è stato assegnato allo spaccio del carcere. Un lavoro, una prospettiva diversa. Fino a ottobre, quando l'avvocato Elena Augustin che da quattro anni segue la vicenda giudiziaria dell'uomo di via Landi, ha ottenuto la libertà vigilata. Cantaridi ora lavora in un supermercato pratese. Continua a studiare. Vive nella casa del cappellano del carcere.
ESPIAZIONE Chi lo ha seguito durante tutto questo percorso parla di Cantaridi come di un uomo che, sebbene non abbia mai rivelato il movente di quella nottata di follia, ha cercato con tutte le forze di riprendere in mano il filo di quel destino spezzato. Spezzato da quelle morti, spezzato dal crollo della palazzina, fatta esplodere per nascondere quegli omicidi. Ha scelto teologia. Ha scelto di studiare quella scienza che lo poteva avvicinare a Dio. Fino alla scarcerazione, fino alla libertà vigilata. Quella libertà conquistata, dopo dieci anni di detenzione, grazie allo sconto di tre anni sulla pena per l'indulto. E grazie anche alla buona condotta che ha regalato a Cantaridi un mese e mezzo di libertà ogni sei mesi trascorsi in carcere. Dieci anni, in tutto. Ora è un uomo semilibero con un futuro. Un futuro che però, continuerà a tenerlo lontano da Piombino. Dove per ora non può tornare.
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