Lutto
Prato
Le fibre di lana si carbonizzano in Egitto
Ilenia Reali / Barbara Burzi
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A sinistra l’imprenditore valbisentino Sauro Guerri e a destra una macchina in un carbonizzo prateseUn carbonizzo e una pettinatura per lane in Egitto. E' il nuovo investimento di quattro società tra cui Progetto Lana dell'imprenditore valbisentino Sauro Guerri già in fase di realizzazione nel paese del Nord Africa. I lavori sono già cominciati e si prevede che entro giugno sarà completato lo stabilimento di 20.000 metri quadrati
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PRATO. Un carbonizzo e una pettinatura per lane in Egitto. E' il nuovo investimento di quattro società tra cui Progetto Lana dell'imprenditore valbisentino Sauro Guerri già in fase di realizzazione nel paese del Nord Africa. I lavori sono già cominciati e si prevede che entro giugno sarà completato lo stabilimento di 20.000 metri quadrati.
A gennaio del 2011 usciranno dal nuovo stabilimento egiziano, che occuperà 180-200 persone, i primi prodotti tessili.
Un investimento cospicuo di cui per il momento non sono stati resi noti i nomi di tutti i soci - pratesi e non - che in occasione dell'inagurazione, prima dell'estate, presenteranno ufficialmente il progetto. Intanto l'imprenditore Guerri precisa che la nuova fabbrica va ad integrare la tipologia di offerte per i clienti: già socio di un carbonizzo in Cina e di un'azienda a Vaiano, l'imprenditore con il nuovo stabilimento in Egitto intende creare una via di mezzo tra le due produzioni.
«A costi contenuti - dice - saremo in grado di realizzare prodotti di qualità europea a costi addirittura inferiori rispetto alla produzione cinese grazie al costo dell'energia molto più basso. In più potremo però garantire consegne più veloci.
Per quanto riguarda Vaiano continueremo con la produzione attuale orientata sempre più sul pronto moda e su stoffe realizzate con attenzione per l'ambiente. Qui abbiamo attualmente 10 dipendenti ma non escludiamo di aumentarli».
L'Egitto, ormai per diversi produttori pratesi (Guazzini e Becagli in testa) sta diventando una seconda patria per il tessile.
«Strategicamente - spiega i motivi Guerri - è vicino al canale di Suez e all'Europa e quindi snodo obbligatorio per le materie prime che arrivano dall'Australia e molto vicino ai mercati del nostro continente. La manodopera inoltre ha un costo basso, o terreni anche e il governo egiziano sta facendo moltissimo per attirare investitori stranieri. A tutto questo si aggiunge, e per il manifatturiero è importante, costi energetici inferiori anche alla Cina».
Dei soci Guerri non parla «saranno loro a parlarne quando lo vorranno» né tantomeno del valore dell'investimento.
«Facciamo già in Cina il 42% della produzione e con l'Egitto saremo ancora più in grado di competere sui prezzi con le aziende asiatiche garantendo però ai nostri clienti - anche i lanifici pratesi - un ottimo rapporto qualità/prezzo oltre, e questo solo con l'impianto cinese potevamo farlo molto meno, consegne rapide».
Un disegno che tiene Vaiano come centro nevralgico invece per una produzione di altissima qualità: «Qui investiremo molto di più sul riciclato tessile e con consegne ovviamente ancora più veloci».
A gennaio del 2011 usciranno dal nuovo stabilimento egiziano, che occuperà 180-200 persone, i primi prodotti tessili.
Un investimento cospicuo di cui per il momento non sono stati resi noti i nomi di tutti i soci - pratesi e non - che in occasione dell'inagurazione, prima dell'estate, presenteranno ufficialmente il progetto. Intanto l'imprenditore Guerri precisa che la nuova fabbrica va ad integrare la tipologia di offerte per i clienti: già socio di un carbonizzo in Cina e di un'azienda a Vaiano, l'imprenditore con il nuovo stabilimento in Egitto intende creare una via di mezzo tra le due produzioni.
«A costi contenuti - dice - saremo in grado di realizzare prodotti di qualità europea a costi addirittura inferiori rispetto alla produzione cinese grazie al costo dell'energia molto più basso. In più potremo però garantire consegne più veloci.
Per quanto riguarda Vaiano continueremo con la produzione attuale orientata sempre più sul pronto moda e su stoffe realizzate con attenzione per l'ambiente. Qui abbiamo attualmente 10 dipendenti ma non escludiamo di aumentarli».
L'Egitto, ormai per diversi produttori pratesi (Guazzini e Becagli in testa) sta diventando una seconda patria per il tessile.
«Strategicamente - spiega i motivi Guerri - è vicino al canale di Suez e all'Europa e quindi snodo obbligatorio per le materie prime che arrivano dall'Australia e molto vicino ai mercati del nostro continente. La manodopera inoltre ha un costo basso, o terreni anche e il governo egiziano sta facendo moltissimo per attirare investitori stranieri. A tutto questo si aggiunge, e per il manifatturiero è importante, costi energetici inferiori anche alla Cina».
Dei soci Guerri non parla «saranno loro a parlarne quando lo vorranno» né tantomeno del valore dell'investimento.
«Facciamo già in Cina il 42% della produzione e con l'Egitto saremo ancora più in grado di competere sui prezzi con le aziende asiatiche garantendo però ai nostri clienti - anche i lanifici pratesi - un ottimo rapporto qualità/prezzo oltre, e questo solo con l'impianto cinese potevamo farlo molto meno, consegne rapide».
Un disegno che tiene Vaiano come centro nevralgico invece per una produzione di altissima qualità: «Qui investiremo molto di più sul riciclato tessile e con consegne ovviamente ancora più veloci».
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