Attenzione
Centro storico
Disagi e anarchia, così non va
Cri.Or.
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Il segretario Pd Bruno FerrantiInterventi sul centro storico del Comune di centrodestra: «Fino a ora solo errori che provocheranno anarchia nel traffico, più disagi ai cittadini e nessun beneficio ai commercianti». E' il segretario pd Bruno Ferranti a dire «no, così proprio non va, perchè il centro storico è un malato, ma non terminale e la situazione, lavorando bene, può essere recuperata»
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PRATO. Interventi sul centro storico del Comune di centrodestra: «Fino a ora solo errori che provocheranno anarchia nel traffico, più disagi ai cittadini e nessun beneficio ai commercianti». E' il segretario pd Bruno Ferranti a dire «no, così proprio non va, perchè il centro storico è un malato, ma non terminale e la situazione, lavorando bene, può essere recuperata».
Boccia la "manovrina" natalizia che apre una parte di Ztl come: «Devastante per i residenti e assolutamente antitistorica visto che i centri antichi sono stati costruiti per andare a piedi e non in auto come accade in tutta Europa tranne che a Prato». Boccia i parcheggi gratuiti: «Perchè il pagamento della tariffa era una mediazione accettabile e garantiva il turn over. Quando diventeranno gratuiti saranno occupati dalle migliaia di persone che lavorano in centro dalla mattina fino alla sera e non porteranno benefici ai negozianti, ma provocheranno ulteriori disagi a chi in centro ci abita. Avrei capito i bus gratis per Natale - continua - con navette dai parcheggi attorno alle mura».
Per bloccare misure «che aumenteranno degrado e insicurezza» il Pd inizierà una raccolta di firme. L'obiettivo: «Aree pedonali esistenti garantite, altre zone pedonalizzate, accessi controllati dai vigili». Quello della polizia municipale è un capitolo a parte: «I vigili sono spariti dal centro, non se ne vedono più - dice Ferranti - e infatti nessuno rispetta i divieti. Tutto il centro è percorso da auto, camion piccoli e grandi senza controlli. E i cittadini si sentono sempre meno tutelati». Avanti invece con i varchi elettronici: «Così come aveva previsto nel suo programma il centrosinistra - continua - che per il centro storico ha sempre avuto una politica lungimirante, puntando a mantenere funzioni pubbliche qualificate nell'area entro le mura, recuperando una buona fetta di palazzi storici, prediligendo il trasporto pubblico a quello privato. E' così che si tutela la qualità della vita».
Sul capitolo "fondi sfitti" Ferranti lancia una proposta: «Gli affitti sono troppi cari. E' necessario pensare a forme di sostegno che aiutino i giovani imprenditori a occupare i negozi sfitti insediando attività commerciali e artigianali di servizi e artistiche. Perchè non pensare, allora, a una sorta di incubatori di imprese: luoghi già attrezzati per i quali, grazie ad accordi, chi entra non paga per un periodo e i costi se li assumono le istituzioni». Ferranti liquida la delibera che vieta a kebab e negozi etnici nuove aperture in centro come «bischerate». «Non voglio parlare di questo argomento - dice - perchè Prato ha bisogno di grandi idee. Basta cocomerate e sbruciatate, bisogna andare avanti e non pensare a questa città com'era 50 anni fa».
Critico anche sulla "privatizzazione" dell'area del vecchio ospedale: «La delibera del 2002, votata all'unanimità, cioè anche dal centrodestra, era chiara: riduzione dei volumi esistenti, incremento di verde, inserimento della riqualificazione dell'area in un progetto complessivo per il centro che partiva dal recupero dell'ex Campolmi, per passare a Politeama, palazzo Pretorio, Metastasio, tutti tasselli di una strategia per dare un'identità culturale alla città». «Il Pd non è contrario - aggiunge - all'ingresso di capitali privati nell'operazione, ma è necessario che la regia resti in mano pubblica e che le destinazioni d'uso siano università, parcheggi e verde. Bisogna evitare il rischio di speculazioni e che si parli di concorso di idee per sapere cosa fare in quell'area. Le idee dobbiamo metterle noi, il concorso si potrà fare, ma solo sulla progettazione».
Boccia la "manovrina" natalizia che apre una parte di Ztl come: «Devastante per i residenti e assolutamente antitistorica visto che i centri antichi sono stati costruiti per andare a piedi e non in auto come accade in tutta Europa tranne che a Prato». Boccia i parcheggi gratuiti: «Perchè il pagamento della tariffa era una mediazione accettabile e garantiva il turn over. Quando diventeranno gratuiti saranno occupati dalle migliaia di persone che lavorano in centro dalla mattina fino alla sera e non porteranno benefici ai negozianti, ma provocheranno ulteriori disagi a chi in centro ci abita. Avrei capito i bus gratis per Natale - continua - con navette dai parcheggi attorno alle mura».
Per bloccare misure «che aumenteranno degrado e insicurezza» il Pd inizierà una raccolta di firme. L'obiettivo: «Aree pedonali esistenti garantite, altre zone pedonalizzate, accessi controllati dai vigili». Quello della polizia municipale è un capitolo a parte: «I vigili sono spariti dal centro, non se ne vedono più - dice Ferranti - e infatti nessuno rispetta i divieti. Tutto il centro è percorso da auto, camion piccoli e grandi senza controlli. E i cittadini si sentono sempre meno tutelati». Avanti invece con i varchi elettronici: «Così come aveva previsto nel suo programma il centrosinistra - continua - che per il centro storico ha sempre avuto una politica lungimirante, puntando a mantenere funzioni pubbliche qualificate nell'area entro le mura, recuperando una buona fetta di palazzi storici, prediligendo il trasporto pubblico a quello privato. E' così che si tutela la qualità della vita».
Sul capitolo "fondi sfitti" Ferranti lancia una proposta: «Gli affitti sono troppi cari. E' necessario pensare a forme di sostegno che aiutino i giovani imprenditori a occupare i negozi sfitti insediando attività commerciali e artigianali di servizi e artistiche. Perchè non pensare, allora, a una sorta di incubatori di imprese: luoghi già attrezzati per i quali, grazie ad accordi, chi entra non paga per un periodo e i costi se li assumono le istituzioni». Ferranti liquida la delibera che vieta a kebab e negozi etnici nuove aperture in centro come «bischerate». «Non voglio parlare di questo argomento - dice - perchè Prato ha bisogno di grandi idee. Basta cocomerate e sbruciatate, bisogna andare avanti e non pensare a questa città com'era 50 anni fa».
Critico anche sulla "privatizzazione" dell'area del vecchio ospedale: «La delibera del 2002, votata all'unanimità, cioè anche dal centrodestra, era chiara: riduzione dei volumi esistenti, incremento di verde, inserimento della riqualificazione dell'area in un progetto complessivo per il centro che partiva dal recupero dell'ex Campolmi, per passare a Politeama, palazzo Pretorio, Metastasio, tutti tasselli di una strategia per dare un'identità culturale alla città». «Il Pd non è contrario - aggiunge - all'ingresso di capitali privati nell'operazione, ma è necessario che la regia resti in mano pubblica e che le destinazioni d'uso siano università, parcheggi e verde. Bisogna evitare il rischio di speculazioni e che si parli di concorso di idee per sapere cosa fare in quell'area. Le idee dobbiamo metterle noi, il concorso si potrà fare, ma solo sulla progettazione».
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