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La Fil è tutta in mano pubblica

Sopra l’assessore provinciale Ambra Giorgi
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Sopra l’assessore provinciale Ambra Giorgi

La Provincia acquista le azioni dei soci privati della Fil per costituire una società a capitale interamente pubblico. Votata a maggioranza dal consiglio provinciale nella seduta dello scorso mercoledì, ieri mattina la decisione è stata ratificata anche dall'assemblea dei soci

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PRATO. La Provincia acquista le azioni dei soci privati della Fil per costituire una società a capitale interamente pubblico. Votata a maggioranza dal consiglio provinciale nella seduta dello scorso mercoledì, ieri mattina la decisione è stata ratificata anche dall'assemblea dei soci.
La delibera che proponeva il riassetto della gestione delle attività inerenti il mercato del lavoro ha avuto il voto favorevole di Pd e Idv e quello contrario del Pdl. Le dichiarazioni di voto sono state espresse dal capogruppo del Pd Fabio Rossi, dal capogruppo dell'Udc Francesco Querci, da Giovanni Luchetti del Pdl e da Mario Tognocchi per l'Idv.
La vice presidente Ambra Giorgi ha spiegato che la Provincia con l'acquisto delle quote attualmente detenute per il 27% da CO.Ge.FIS (Unione industriale, Cgil, Cisl e Uil), da Confartigianato (5,6%), Unione commercianti (0,2%), Camera di Commercio (5%), Confesercenti (5,6%) e Cna (5,6%) compie il primo passo per trasformare la Fil da una società a capitale misto ad una a capitale pubblico. «Questa scelta ci viene richiesta dalla normativa, il decreto Bersani infatti permette la presenza di soci privati in questo tipo di società, ma solo se vengono scelti con una procedura di evidenza pubblica - ha sottolineato Giorgi - Il percorso più veloce ed efficace senza interrompere il servizio e salvaguardando i rapporti di lavoro era senz'altro di trasformare la società». La Provincia deteneva già il 30% delle quote, mentre il 18% appartiene al Comune di Prato, l'1% a quello di Montemurlo e lo 0,4% al Comune di Vaiano. Le quote dei privati sono state acquistate al valore nominale di 130 mila euro (l'intero valore delle quote ammonta a 260 mila euro).
Il percorso che adesso si apre per la Fil è quello della gestione in house providing, cioè diretta. Continuerà a gestire il centro per l'impiego, compito specifico della Provincia per legge, e la formazione sociale (per le categorie protette). Il resto della formazione tornerà sul mercato, ma la vice presidente si augura «che tutti i Comuni entrino nella società perché il territorio sia rappresentato interamente e che si dia vita a una nuova società in grado di interloquire con la Fil riguardo alla formazione».
Nel corso del dibattito in consiglio il capogruppo Pd Rossi ha affermato che il centro per l'impiego svolge un ruolo fondamentale per chi cerca lavoro ma anche per le imprese. «Dobbiamo saper guardare al futuro con progetti mirati per soggetti in difficoltà, ma anche offrire a laureati e laureandi occasioni di formazione specialistica anche all'estero».
Giovanni Luchetti del Pdl ha contestato che la delibera sia stata esaminata solo dalla commissione competente per l'istruzione e la formazione e non da quella del bilancio e giudicato non corretta la valutazione del prezzo di acquisto solo sulla base del valore nominale. Riccardo Bini (Pdl) ha espresso dubbi sul mantenimento del personale della società con il nuovo assetto e ha chiesto attenzione alla qualità e all'economicità del servizio. Infine il capogruppo dell'Udc Querci ha dichiarato che al centro per l'impiego serve una progettualità ben precisa in armonia con Creaf, Università e distretto, annunciando la sua "astensione con riserva" in modo da valutare in futuro l'operato della giunta. Al momento del voto però non era in aula.

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