Il Tirreno

Prato

Sant’Antonio Abate

Torna la messa in rito romano antico

La cappella di Sant’Antonio Abate
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La cappella di Sant’Antonio Abate

Sabato 28 alle ore 16 nella cappella della Villa del Mulinaccio a Vaiano, dedicata a Sant'Antonio Abate, verrà celebrata come prefestiva una messa in rito romano antico in latino, in occasione della prima domenica di Avvento e dell'inizio del nuovo anno liturgico

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VAIANO. L'iniziativa è stata promossa a seguito del grosso successo che ha riscosso alcune settimane fa in Vallata una celebrazione analoga.

Sarà anche un'occasione per visitare questa cappella, elegante esempio di barocchetto pratese, solitamente chiusa al pubblico: dopo la messa verrà effettuata una visita guidata della cappella con la sacrestia e il coretto laterale da cui, attraverso una grata in legno, i proprietari della famiglia Vai potevano nei secoli passati assistere alla messa, senza "mescolarsi" al resto dei fedeli presenti.

La messa, in pieno accordo con il proposto di Vaiano don Carlo Bergamaschi che assisterà alla cerimonia, è promossa dal Museo della Badia di Vaiano e sarà celebrata da un sacerdote pratese don Enrico Bini, bibliotecario della Biblioteca Roncioniana e storico della chiesa, autore di numerose pubblicazioni.

Lo stesso sacerdote ha celebrato sempre la messa in latino, cui hanno partecipato oltre centocinquanta persone, domenica 8 novembre nella chiesa parrocchiale di Vaiano in occasione della Festa di San Salvatore, festa titolare dell'antica abbazia, che è stata ripristinata nel 2008 in occasione del bicentenario della soppressione napoleonica del monastero del 1808.

La messa secondo l'antico rito latino, si è mantenuta sostanzialmente intatta dall'epoca apostolica, attraverso l'opera di riordino del papa Gregorio magno (secolo VI) e del Concilio di Trento (1543-1565) e l'opera di revisione del "papa buono" Giovanni XXIII nel 1962 alla apertura del Concilio Vaticano II.

Come è noto, il papa attuale Benedetto XVI con un atto giuridico chiamato "motu proprio" del 7 luglio 2007, ed entrato in vigore il 14 settembre dello stesso anno, ha "liberalizzato" in tutte le chiese la celebrazione della messa latina secondo l'antico rito romano, considerando che "la liturgia celebrata secondo l'uso romano arricchì non solo la fede e la pietà, ma anche la cultura di molte popolazioni" e per tale motivo "ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande".
L'esigenza è nata anche dal fatto che - come scrive il papa - "anche giovani persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi trovano una forma, particolarmente appropriata per loro".

Ed anche i fedeli a Vaiano potranno partecipare attivamente alla celebrazione con la preghiera e rispondendo al sacerdote tutte le parti che sono loro proprie, esattamente come avviene con la messa in italiano: a questo scopo saranno messi a disposizione appositi foglietti e libretti con i testi della messa e le letture con la traduzione in Italiano. Un modo tale che anche chi non conosce il latino possa comprendere.

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