Il dolore
il dibattito
Ora di religione senza alternative
Miriam Monteleone
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Si discute anche sulla presenza del crocifisso in classePer come stanno le cose è quasi una materia scolastica di serie B. Di fatto l'ora di religione cattolica, in tutte le scuole di ordine e grado, non è più obbligatoria dal 1985, quando il Concordato tra Stato e Chiesa cattolica ne abolì l'obbligatorietà
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PRATO. In più, la sua valutazione non viene espressa in voto, né fa media matematica in sede di scrutinio finale; non è oggetto di sospensione di giudizio, né ha un ruolo determinante ai fini del credito scolastico. Nelle scuole private o nei corsi serali, il suo insegnamento non è nemmeno previsto. Insomma, farla o non farla, almeno sotto il profilo didattico, apparentemente non toglie e non aggiunge nulla ai fini della promozione o della bocciatura di un allievo.
Eppure è ancora prevista dal curriculum e mentre a livello nazionale i politici dibattono, dopo la sentenza della Corte europea, sulla presenza del simbolo del crocefisso nelle aule, nessuno tuttavia sembra ancora voler cancellare il Cristianesimo dai programmi scolastici.
I contenuti. Nonostante la matrice cattolica e confessionale della materia, durante l'ora di religione gli insegnanti parlano anche di altro. I contenuti, per tutte le scuole di ordine e grado, sono stabiliti dagli Osa (Obiettivi specifici apprendimento). Si va dalla Creazione ai Dieci comandamenti nella scuola dell'infanzia e nella primaria, fino alla famiglia e alle relazioni affettive nelle secondarie di primo grado, accompagnate dai contenuti del Cristianesimo e delle altre religioni monoteiste. Gli stessi temi, affrontati in maniera diversa a seconda del tipo di scuola, vengono trasmessi anche nelle superiori, con maggiore attenzione all'attualità.
La materia alternativa. Chi non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica o resta a scuola, usando l'ora come studio individuale, oppure opta per una materia alternativa, attualmente prevista solo nelle scuole dell'obbligo.
«Non ci sono soldi per pagare gli insegnanti per una materia alternativa o per un' ora di studio assistito - commenta Maria Grazia Tempesti, preside del Gramsci Keynes - Chi non si avvale in genere esce prima o entra un'ora dopo. Se ha religione alla prima o all'ultima ora, oppure rimane dentro l'edificio scolastico a studiare».
«Negli anni passati sono stati realizzati dei progetti didattici per i ragazzi che non si avvalevano dell'insegnamento della religione - aggiunge invece Lucia Napolitano, dirigente del Copernico - Ma con i fondi che scarseggiano, non so se quest'anno potremo continuare».
L'ora di religione nelle scuole pratesi. A ricostruire la situazione in città ci ha dato una mano Enza Fasulo, ex insegnante di religione e responsabile dal 1999 dell'Ufficio scolastico pastorale di Prato. «Gli alunni che si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica a Prato sono oltre l'85% nelle scuole dell'obbligo - spiega la dottoressa Fasulo - poco più del 60 negli istituti superiori. Una percentuale che negli ultimi anni ha subìto una flessione, tenendo conto della numerosa presenza nelle scuole di studenti stranieri di altra professione religiosa».
«Rispetto agli anni passati- continua la responsabile - ormai gli insegnanti di religione sono quasi tutti laici - Su 62 docenti attualmente impegnati nelle scuole del territorio solo tre sono sacerdoti. Purtroppo il precariato è molto diffuso anche tra questi insegnanti. Di questi 62 solo 25 hanno il ruolo, il resto si divide tra insegnanti quasi stabilizzati, ossia con l'incarico da più di 4 anni e incaricati annuali».
Eppure è ancora prevista dal curriculum e mentre a livello nazionale i politici dibattono, dopo la sentenza della Corte europea, sulla presenza del simbolo del crocefisso nelle aule, nessuno tuttavia sembra ancora voler cancellare il Cristianesimo dai programmi scolastici.
I contenuti. Nonostante la matrice cattolica e confessionale della materia, durante l'ora di religione gli insegnanti parlano anche di altro. I contenuti, per tutte le scuole di ordine e grado, sono stabiliti dagli Osa (Obiettivi specifici apprendimento). Si va dalla Creazione ai Dieci comandamenti nella scuola dell'infanzia e nella primaria, fino alla famiglia e alle relazioni affettive nelle secondarie di primo grado, accompagnate dai contenuti del Cristianesimo e delle altre religioni monoteiste. Gli stessi temi, affrontati in maniera diversa a seconda del tipo di scuola, vengono trasmessi anche nelle superiori, con maggiore attenzione all'attualità.
La materia alternativa. Chi non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica o resta a scuola, usando l'ora come studio individuale, oppure opta per una materia alternativa, attualmente prevista solo nelle scuole dell'obbligo.
«Non ci sono soldi per pagare gli insegnanti per una materia alternativa o per un' ora di studio assistito - commenta Maria Grazia Tempesti, preside del Gramsci Keynes - Chi non si avvale in genere esce prima o entra un'ora dopo. Se ha religione alla prima o all'ultima ora, oppure rimane dentro l'edificio scolastico a studiare».
«Negli anni passati sono stati realizzati dei progetti didattici per i ragazzi che non si avvalevano dell'insegnamento della religione - aggiunge invece Lucia Napolitano, dirigente del Copernico - Ma con i fondi che scarseggiano, non so se quest'anno potremo continuare».
L'ora di religione nelle scuole pratesi. A ricostruire la situazione in città ci ha dato una mano Enza Fasulo, ex insegnante di religione e responsabile dal 1999 dell'Ufficio scolastico pastorale di Prato. «Gli alunni che si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica a Prato sono oltre l'85% nelle scuole dell'obbligo - spiega la dottoressa Fasulo - poco più del 60 negli istituti superiori. Una percentuale che negli ultimi anni ha subìto una flessione, tenendo conto della numerosa presenza nelle scuole di studenti stranieri di altra professione religiosa».
«Rispetto agli anni passati- continua la responsabile - ormai gli insegnanti di religione sono quasi tutti laici - Su 62 docenti attualmente impegnati nelle scuole del territorio solo tre sono sacerdoti. Purtroppo il precariato è molto diffuso anche tra questi insegnanti. Di questi 62 solo 25 hanno il ruolo, il resto si divide tra insegnanti quasi stabilizzati, ossia con l'incarico da più di 4 anni e incaricati annuali».
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