Finanza
chiusi tre pronto moda cinesi
Rastrellamento al Macrolotto
Paolo Nencioni
Non è passato inosservato l'imponente rastrellamento organizzato ieri mattina al Macrolotto di Iolo da polizia, guardia di finanza e vigili urbani. E non poteva essere altrimenti, visto che sono state impiegate complessivamente 19 pattuglie, compreso il nucleo cinofilo della polizia municipale, sorvegliate dall'alto da un elicottero
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. L'obbiettivo dei controlli erano i pronto moda cinesi del quadrilatero delimitato da via Calabria, via Puglia, via Piemonte e via Veneto, il cuore pulsante di un "distretto parallelo" che attira compratori da tutta Europa.
Fin dalle 9 le forze dell'ordine hanno circondato la zona filtrando tutti gli ingressi e le uscite di mezzi e persone. Poi è toccato alla polizia e alla guardia di finanza dare un'occhiata all'interno dei pronto moda. In particolare ne erano stati selezionati quattro in via Basilicata, via Calabria, via Trentino Alto Adige e via Veneto, sui quali sono iniziate le verifiche fiscali delle Fiamme gialle. Nel frattempo la polizia verificava la presenza di lavoratori in nero: alla fine ne sono stati trovati 6, di cui due clandestini, mentre un terzo clandestino è stato trovato per strada.
Tre dei pronto moda sono stati sequestrati perché si è accertata la presenza di abusi edilizi, soppalchi realizzati senza autorizzazione. Sequestrati anche 44.000 euro in contanti che erano dentro le aziende e sulla cui provenienza farà verifiche la Finanza.
Complessivamente sono state controllate 204 persone (quasi tutti stranieri) e 170 veicoli. La guardia di finanza ha creato un imbuto sulla Tangenziale prima della rotonda di Tavola, mentre i vigili urbani si sono concentrati sulle strade del Macrolotto. Alla fine sono state staccate 16 multe, contestate quattro violazioni amministrative e un paio di verbali in materia di custodia di animali. Sul posto anche Federico Tosoni, consigliere comunale della Lega Nord, visibilmente soddisfatto dello spettacolo al quale stava assistendo. «Questo è solo l'inizio - ha commentato - E' finita la pacchia».
Ma i controlli della polizia non si sono limitati al solo Macrolotto. Martedì mattina, sempre con l'ausilio di un elicottero, è stata controllata la Confezione Lisa, gestita da un cinese di 29 anni in via Goggi Marcovaldi, nella quale sono stati trovati 19 orientali, 11 dei quali clandestini. Anche qui sono stati scoperti abusi edilizi (i dormitori per i clandestini) e l'immobile è stato sequestrato. I vigili urbani hanno sigillato 39 macchine da cucire e i pompieri hanno portato via 6 bombole di gpl. Il titolare è stato denunciato per gli abusi e lo sfruttamento della manodopera mentre due degli undici clandestini sono stati arrestati perché già intimati a lasciare l'Italia.
Sempre martedì, ma nel pomeriggio, le volanti della polizia, insieme a tre equipaggi del Reparto prevenzione crimine di Firenze e alle pattuglie miste polizia-esercito, si sono concentrati in altre zone "calde" della città: via Nuti e via Ciabatti a San Paolo, via 1º Maggio e via Barsanti a Pratilia, via Marx e poi ancora in via Magnolfi e via Pier Cironi. In particolare, al Soccorso sono stati identificati i clienti di alcuni bar, mentre in via Pier Cironi sono stati rintracciati due pregiudicati, entrambi denunciati perché uno doveva stare agli arresti domiciliari, l'altro con l'obbligo di soggiorno a Montemurlo. Li chiamano servizi straordinari, ma stanno diventando sempre più ordinari.
Fin dalle 9 le forze dell'ordine hanno circondato la zona filtrando tutti gli ingressi e le uscite di mezzi e persone. Poi è toccato alla polizia e alla guardia di finanza dare un'occhiata all'interno dei pronto moda. In particolare ne erano stati selezionati quattro in via Basilicata, via Calabria, via Trentino Alto Adige e via Veneto, sui quali sono iniziate le verifiche fiscali delle Fiamme gialle. Nel frattempo la polizia verificava la presenza di lavoratori in nero: alla fine ne sono stati trovati 6, di cui due clandestini, mentre un terzo clandestino è stato trovato per strada.
Tre dei pronto moda sono stati sequestrati perché si è accertata la presenza di abusi edilizi, soppalchi realizzati senza autorizzazione. Sequestrati anche 44.000 euro in contanti che erano dentro le aziende e sulla cui provenienza farà verifiche la Finanza.
Complessivamente sono state controllate 204 persone (quasi tutti stranieri) e 170 veicoli. La guardia di finanza ha creato un imbuto sulla Tangenziale prima della rotonda di Tavola, mentre i vigili urbani si sono concentrati sulle strade del Macrolotto. Alla fine sono state staccate 16 multe, contestate quattro violazioni amministrative e un paio di verbali in materia di custodia di animali. Sul posto anche Federico Tosoni, consigliere comunale della Lega Nord, visibilmente soddisfatto dello spettacolo al quale stava assistendo. «Questo è solo l'inizio - ha commentato - E' finita la pacchia».
Ma i controlli della polizia non si sono limitati al solo Macrolotto. Martedì mattina, sempre con l'ausilio di un elicottero, è stata controllata la Confezione Lisa, gestita da un cinese di 29 anni in via Goggi Marcovaldi, nella quale sono stati trovati 19 orientali, 11 dei quali clandestini. Anche qui sono stati scoperti abusi edilizi (i dormitori per i clandestini) e l'immobile è stato sequestrato. I vigili urbani hanno sigillato 39 macchine da cucire e i pompieri hanno portato via 6 bombole di gpl. Il titolare è stato denunciato per gli abusi e lo sfruttamento della manodopera mentre due degli undici clandestini sono stati arrestati perché già intimati a lasciare l'Italia.
Sempre martedì, ma nel pomeriggio, le volanti della polizia, insieme a tre equipaggi del Reparto prevenzione crimine di Firenze e alle pattuglie miste polizia-esercito, si sono concentrati in altre zone "calde" della città: via Nuti e via Ciabatti a San Paolo, via 1º Maggio e via Barsanti a Pratilia, via Marx e poi ancora in via Magnolfi e via Pier Cironi. In particolare, al Soccorso sono stati identificati i clienti di alcuni bar, mentre in via Pier Cironi sono stati rintracciati due pregiudicati, entrambi denunciati perché uno doveva stare agli arresti domiciliari, l'altro con l'obbligo di soggiorno a Montemurlo. Li chiamano servizi straordinari, ma stanno diventando sempre più ordinari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
