Il Tirreno

Prato

POGGIO A CAIANO

Caporalato tra i cinesi per la raccolta delle olive, denunciati due italiani

Padre e figlia si sarebbero rivolti a un caporale per trovare manodopera per la raccolta. Ma poi non hanno pagato il lavoro ai braccianti clandestini (due uomini e una donna). L'intervento dei militari è scaturito da una lite fra gli italiani e i cinesi che lamentavano il mancato pagamento di quanto pattuito

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Indietro con la raccolta delle olive, padre e figlia si sono rivolti a un cinese, 'caporale' di turno. Secondo quanto appurato dai carabinieri, non hanno però pagato i braccianti che erano tutti orientali (due uomini e una donna quarantenni) e clandestini. 

I due italiani sono stati denunciati per sfruttamento della manodopera clandestina, mentre altre tre denunce hanno raggiunto i braccianti cinesi, perché irregolari, uno dei quali è stato arrestato per non aver dato seguito a un ordine d'espulsione del questore di Terni. I carabinieri stanno cercando di capire se il 'caporale', del quale non si conosce l'identità, abbia svolto 'una tantum' il suo servizio a favore dei due olivocoltori verificare oppure eserciti abitualmente e a nero.   

L'intervento dei militari è scaturito da una lite fra gli italiani e i cinesi che lamentavano il mancato pagamento di quanto pattuito: 40 euro al giorno per 12 ore di lavoro, oltre all'alloggio in un appartamento di Poggio a Caiano dove è scaturita la lite tra gli orientali e la figlia del proprietario del podere che, sempre secondo i carabinieri, avrebbe cercato di liquidare le due settimane di lavoro svolte dai tre con 600 euro.

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