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«Senza soldi e normenon si può allungare la mobilità a Prato»

Ilenia Reali
L’assessore regionale Simoncini
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L’assessore regionale Simoncini

Scettico l'assessore regionale sulla proposta Viespoli «Il Fondo non basta neppure per la cassa in deroga»

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PRATO. E' perplesso l'assessore regionale Gianfranco Simoncini. Conti alla mano i soldi per far fronte alle richieste di chi non ha più sostegno al reddito con la mobilità in deroga non ci sono. E in più esisterebbero problemi di competenza: mancano le norme per prolungare la mobilità per i lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti.
Il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli ha prospettato al sindaco Cenni e ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil la mobilità in deroga per quei lavoratori che hanno terminato gli altri ammortizzatori sociali e sono senza alcun sostegno al reddito. Lei cosa ne pensa?
«C'è un accordo con le parti sociali che non prevede la mobilità in deroga perché il costo sarebbe molto elevato e perché una parte dei sindacati ritenne che questo avrebbe incentivato i licenziamenti. Abbiamo però chiesto al Governo di raddoppiare i tempi della cassa integrazione. E' quello che al Governo chiediamo tutti: Regione, sindacati, associazioni artigiane e industriali».
In questo caso però la mobilità in deroga non sarebbe data al momento del licenziamento ma a seguire, dopo gli altri ammortizzatori sociali. Viespoli ha anche detto che si potranno utilizzare i fondi gestiti dalla Regione sulla cassa integrazione in deroga e se questi non bastassero il Governo provvederà a nuovi stanziamenti?
«Per la cassa integrazione in deroga sono stati stanziati complessivamente 113 milioni di euro per l'intera Toscana. L'ultima tranche per cui ho firmato un accordo con Viespoli due settimane fa è stata di 50 milioni di euro. Dopo aver fatto i conti su quanto utilizzato e sulle prospettive avevo chiesto 98 milioni di euro. Viespoli ce ne ha dati 50 perché gli altri non li aveva. Se le cose sono cambiate non posso che essere soddisfatto ma ad oggi il fondo della cig non ci basta neppure per arrivare a fine anno. I residui, frutto dello scarto tra cigs in deroga effettivamente utilizzata e cigs in deroga richiesta, serviranno per finire il 2009. Di fatto i 50 milioni sono stati già spesi».
Quindi niente mobilità in deroga con i soldi del Fondo?
«Ho proposto in giunta di firmare un nuovo accordo per fare dei piccoli interventi limitati nel tempo e ne stiamo discutendo con le parti sociali. Ma ripeto abbiamo già problemi di risorse. Come si fa a sobbarcarsi anche i lavoratori che hanno finito gli ammortizzatori?»
Il sindaco Cenni ha riferito che Viespoli ha parlato di un anno di mobilità in più. E l'intervento a Prato riguarderebbe 4.000 persone. Un numero calcolato sommando chi non ha più l'indennità di disoccupazione, chi ha finito la mobilità o la cigs in deroga e chi è ancora in mobilità.
«Coloro che erano dipendenti di aziende con più di 15 dipendenti non potranno usufruire della mobilità in deroga perché il prolungamento della mobilità non è di competenza della Regione. Noi, al massimo, ma solo se ci danno i soldi necessari possiamo allungare gli ammortizzatori sociali a chi proviene da aziende con meno di 15 dipendenti».
Insisto. Viespoli lo ha garantito alla delegazione pratese.
«Siamo nella Repubblica italiana e non nella Repubblica di Prato. La legge prevede che la mobilità è materia non di competenza della Regione e per prolungarla serve una norma statale. E per il resto servono risorse aggiuntive da subito».

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di Redazione web