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Metastasio, è boom di abbonamenti

Cri.Or.
A destra una scena dello spettacolo “La Buona Novella” di David Riondino, in basso la presidente del Metastasio Gerardina Cardillo
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A destra una scena dello spettacolo “La Buona Novella” di David Riondino, in basso la presidente del Metastasio Gerardina Cardillo

Già duemila prima della fine dell’anno, tutto esaurito per Adriana Asti e per “La Buona Novella” di Riondino

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PRATO. Duemila abbonamenti. Il Metastasio diretto da Federico Tiezzi, vola. A livelli che non si vedevano dalla fine degli anni Ottanta, inizi anni Novanta. E Geraldina Cardillo, la presidente dello stabile toscano non nasconde la soddisfazione. «Il trend negli ultimi 3 anni si è mantenuto in crescita ma questo è il migliore, ancora prima della fine dell'anno c'è stato il boom degli abbonamenti».
Presidente qual è stata la formula vincente?
«Da un lato l'aver creato molte formule di abbonamento ma dall'altro certamente la grande qualità del cartellone scelto dal direttore Tiezzi e il successo delle produzioni dello Stabile».
Partiamo dall'inizio, dagli abbonamenti.
«Abbiamo verificato che ampliando e diversificando le formule otteniamo ottimi risultati nelle vendite. Ciò che ci fa piacere è che il 25% degli abbonamenti venduti riguarda il pacchetto completo con dieci spettacoli, ma abbiamo creato l'abbonamento con dieci spettacoli a scelta, quello a sei spettacoli e gli abbonamenti per i ragazzi delle medie che sono arrivati a quota 759».
Gli spettacoli in cartellone come stanno andando?
«Benissimo anche quelli, soprattutto nello sbigliettamento. "Giorni felici" con quell'interprete straordinaria che è Adriana Asti ha fatto sempre il tutto esaurito. Ora per la "Buona Novella" di Fabrizio De Andrè con e di David Riondino resta solo qualche posto nel loggione».
Segno che la stagione piace.
«Segno che la qualità della programmazione assicura il successo di pubblico e di critica e che il progetto culturale della direzione riesce a interpretare il rilancio del teatro a livello regionale e nazionale anche sulla base degli obiettivi che si è dati il consiglio di amministrazione. Tre sono i principali: riaffermare il Metastasio come centro del sistema regione dello spettacolo, rilanciarne il ruolo sul piano nazionale, favorendo la diffusione degli spettacoli prodotti e terzo, continuare a offrire un servizio di qualità ai pratesi».
Le produzioni, appunto, c'è stato il salto di qualità che lo stabile ha tanto cercato?
«Direi proprio di sì e due aspetti lo dimostrano. Prima di tutto il fatto che le produzione del Metastasio - a fronte di contributi rimasti invaritai (un milione e 400.000 quello del Comune dal 2004 al 2009 ndr) e un bilancio assolutamente in equilibrio - sono servite anche ad aumentare il fatturato e a ricavare delle quote da reinvestire nelle attività, in secondo luogo le produzioni del Metastasio sono andate in tutti i più grandi teatri italiani dal "Piccolo" di Milano fino al "Mercadante" di Napoli passando per Roma e per Modena in più, ancora oggi ci sono repliche di "Passaggio in India" per la regia di Tiezzi e di "Frankenstein" di Stefano Massini».
Cosa augura al Met per il suo futuro?
«Che continui sulla strada tracciata da uno dei più grandi registi italiani, mi riferisco a Federico Tiezzi, che ha assicurato il successo dello Stabile e ha saputo governarne il rilancio. Mi auguro anche qualche certezza economica in più. Ad oggi infatti non è ancora dato di sapere di quanto sarà abbattto il contributo ministeriale».

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