Lutto
MULTISALA STORY
La storia infinita: ma non è il film
◗
Tribolazioni fino all’ultimo giorno per la multisala di San Giusto: un progetto datato 1999 e che solo ora vede la luceDieci anni di baruffe politiche e polemiche, di conferenze di servizi fra Comune, Provincia e Regione, di varianti al piano regolatore, di norme scritte e riscritte, passaggi di proprietà, guerre commerciali (fin qui) più minacciate che reali, di problemi aperti fino all'ultimo minuto e qualche inchiesta giudiziaria
6 MINUTI DI LETTURA
PRATO. In mezzo a tutto questo anche il dramma di un operaio morto nel giugno 2008 sul cantiere del Centro multifunzionale di S.Giusto, il complesso commerciale, ludico e cinematografico meglio noto come Multisala.
Quando due lustri orsono l'imprenditore Paolo Sarti, già presidente dell'Unione industriale, si presentò in Comune, accompagnato dall'ingegner Leonardo Lombardi, prospettando a Fabrizio Mattei, sindaco di allora, la possibilità di costruire un mega multiplex con annessi spazi commerciali, pochi avrebbero immaginato che sarebbe stato l'inizio di una complessa e controversa operazione urbanistica.
Vale la pena scorrere questa storia, che ha praticamente occupato l'intero decennio amministrativo d'inaugurazione del terzo millennio.
1999. Siamo a fine anno, ferve ancora il dibattito sul nuovo Piano strutturale elaborato da Bernardo Secchi, che di lì a poco, dopo sette anni di discussioni diffuse, a tratti aspre, sarà definitivamente approvato dal Consiglio comunale. Eppure proprio quando quel Piano è alle battute finali, Paolo Sarti (e la sua Oasis) e con lui la Coop mettono gli occhi su quegli appezzamenti di terra fra S. Giusto e Tobbiana, delimitati da Declassata e Tangenziale, di proprietà della Cassa di Risparmio, su cui era previsto sorgesse una sorta di cittadella dello sport, sempre rimasta nel limbo delle intenzioni.
L'inizio fu da subito al calor bianco, perché quello scorcio di territorio ancora aperto è nel mirino anche di un altro gigante della distribuzione, Pam, affiancato dalla famiglia Pecci. Stesso obiettivo: riempire quei metri quadri con un multiplex e tanta attività commerciale. Inizia una dura trattativa con la Cassa di Risparmio, che vende i terreni a Sarti e Coop per 18 miliardi di lire, con annesso esposto degli sconfitti depositato in Procura. Guerra solo abbozzata, perché le mire di Pam e Pecci, insieme al gruppo veneto Vis e alla francese Pathè, si spostano su Campi, dove realizzano il loro multiplex, spuntandola su un'altra cordata, la Omnia, rappresentata da un trio di commercialisti dietro i quali si celano altri imprenditori pratesi.
2000. Già l'esordio non è un granchè, con la Pam che ricorre alla Procura, infuriata per la scelta di CariPrato di vendere i terreni ad Oasis, accogliendo un'offerta inferiore di 5 miliardi. La Procura acquisisce i documenti, ma è quasi niente rispetto alle polemiche che immediatamente si sollevano per le dimensioni degli spazi commerciali, aumentate di 2500 mq. "Parametri fuori norma", tuonano dalle associazioni dei commercianti, "rispetto ai contingenti previsti dalla Regione". Fuori norma o meno non è l'ostacolo principale che Oasis e Coop dovranno superare, anche perché la Coop non realizza un nuovo negozio ma vi trasferisce quello che ha in via Viareggio. C'è soprattutto da modificare il Piano strutturale che prevede, sì, nella zona una multisala e un centro commerciale, ma non certo la presenza di un marchio della grande distribuzione. E inizia soprattutto la trattativa col Comune, intorno alle opere di urbanizzazione, che Oasis deve realizzare come contropartita all'investimento (alla fine varranno 12 milioni di euro).
2001. La discussione infuria e con essa giunge anche il primo sì, in sede tecnica e politica, all'ipotesi Multisala, anche se il cammino è tutt'altro che in discesa, con perplessità varie che animano la maggioranza di centro sinistra (verdi e ambientalisti in testa) e lo stesso partito (Ds) di maggioranza relativa.
2002.Le modifiche al Piano strutturale comunque vengono realizzate, ed anche la Regione supera lo scoglio della vastità degli spazi commerciali, dando il proprio benestare ad aumentare le superfici oltre il limite di 15mila mq. Con il disco verde regionale arriva anche il nulla osta del Consiglio comunale alla variante. Nel frattempo, a ottobre, apre il multiplex Vis Pathè a Campi, costruito in soli due anni.
2003. Non basta comunque la legislatura per chiudere l'iter urbanistico e amministrativo. Anzi. Proprio dall'interno della giunta, per voce del vicesindaco Antonello Giacomelli, parte un siluro alla Multisala, con la proposta di congelare il tutto e rimandare ogni cosa alla legislatura successiva. L'opposizione al progetto cresce e Legambiente e Wwf presentano un'osservazione che demolisce l'investimento di Oasis.
2004. E' uno degli anni più complicati per le speranze di Oasis e Coop, che fa anche capire che potrebbe procedere da sola. Il sindaco Mattei cessa per fine mandato (non può ripresentarsi) e la patata bollente è ereditata dal successore Marco Romagnoli, non senza il colpo di scena della Oasis medesima, che poco prima delle elezioni comunali di giugno, irritata dalla lungaggini burocratiche, chiede al Comune di sospendere il procedimento. Passa la tornata elettorale e la trattativa riprende (ottobre). In ballo le infrastrutture e soprattutto il sottopasso sulla Declassata, a Capezzana, che il Comune vuole a quattro corsie (come poi è effettivamente avvenuto) e Sarti intende limitare a due. Sta di fatto che nel dicembre si celebra l'intesa, approvata e sottoscritta dal Consiglio comunale. Tutto sembra appianato ma non è così. Sulla testa di Oasis cade la tegola più insidiosa: pochi giorni prima della chiusura dell'anno, il 27 dicembre, appena tre giorni dopo il definitivo ok del Consiglio comunale, il Consiglio regionale approva la nuova legge per l'esercizio delle attività cinematografiche. La normativa fissa una distanza fra una multisala e l'altra: devono essere separate da 30 km. Per i sogni del gruppo pratese è una mazzata: a Campi Bisenzio, a soli 7 km, c'è il multiplex Vis Pathè. Troppo pochi, la Multisala di Capezzana non si può fare.
2006. La Regione cambia idea sulle distanze: un pò perché non può smentire se stessa visto che col Comune e la Provincia di Prato ha sottoscritto, pochi mesi prima in una conferenza di servizio, un documento che dà il via libera all'investimento di Oasis; un pò perché la norma - viene detto all'epoca - non si può applicare retroattivamente ad un procedimento già in essere, deliberato dal Consiglio comunale di Prato e precedentemente registrato dalla stessa Regione; e un po' perché cambia la normativa nazionale che liberalizza le attività commerciali e non specifica niente relativamente ai multiplex, togliendo dagli impicci la Regione, pressata da tutte le parti e dal Comune di Prato.
La deroga arriva in autunno fra furibonde grida di tutte le opposizioni alla giunta Martini, ma anche di parte della maggioranza. La Multisala riprende a correre.
Arrivano le autorizzazioni, arriva la convenzione col gruppo Poli per le opere di urbanizzazione (viabilità principale soprattutto), col cantiere che effettivamente apre per il sottopasso sulla Declassata sul finire dell'anno.
2007. Ogni tassello sembra andare al suo posto. Ma ci pensa la magistratura con un'inchiesta su frodi legate a crediti Iva, che coinvolge il gruppo Sarti e la cessione dei diritti di superficie sui terreni della Multisala, a togliere di mezzo uno dei protagonisti di questa intricata vicenda. Sarti passa la mano (su di lui, notizia recente pende una stangata di 18 milioni di euro da pagare all'Erario)) e subentra Omnia center del gruppo Poli, che diventa socio di maggioranza della società costruttrice della Multisala (Oasis detiene la quota minoritaria della nuova società) e di tutto quello che sta intorno, nei 23mila e passa metri quadri occupati.
2008. Il lungo calvario della Multisala sprofonda anche nel dramma. Nel cantiere aperto si verifica la tragedia di un operaio morto. Un'altra "morte bianca", la terza in poche settimane che si verifica nella provincia di Prato.
2009. Lo sgomento per l'ennesima vittima sul lavoro non ferma la Multisala, che infatti ora apre, anche se non tutto è risolto definitivamente: la strada di collegamento con via Traversa Pistoiese, per la quale l'accordo è appena di due giorni fa.
C'è bisogno comunque di un'altra aggiustatina: ad aprile il Consiglio comunale approva una nuova modifica al piano di lottizzazione, senza la quale una parte delle attività commerciali (1250 metri quadri) non avrebbero potuto essere, nonostante il manufatto quasi completato.
Quando due lustri orsono l'imprenditore Paolo Sarti, già presidente dell'Unione industriale, si presentò in Comune, accompagnato dall'ingegner Leonardo Lombardi, prospettando a Fabrizio Mattei, sindaco di allora, la possibilità di costruire un mega multiplex con annessi spazi commerciali, pochi avrebbero immaginato che sarebbe stato l'inizio di una complessa e controversa operazione urbanistica.
Vale la pena scorrere questa storia, che ha praticamente occupato l'intero decennio amministrativo d'inaugurazione del terzo millennio.
1999. Siamo a fine anno, ferve ancora il dibattito sul nuovo Piano strutturale elaborato da Bernardo Secchi, che di lì a poco, dopo sette anni di discussioni diffuse, a tratti aspre, sarà definitivamente approvato dal Consiglio comunale. Eppure proprio quando quel Piano è alle battute finali, Paolo Sarti (e la sua Oasis) e con lui la Coop mettono gli occhi su quegli appezzamenti di terra fra S. Giusto e Tobbiana, delimitati da Declassata e Tangenziale, di proprietà della Cassa di Risparmio, su cui era previsto sorgesse una sorta di cittadella dello sport, sempre rimasta nel limbo delle intenzioni.
L'inizio fu da subito al calor bianco, perché quello scorcio di territorio ancora aperto è nel mirino anche di un altro gigante della distribuzione, Pam, affiancato dalla famiglia Pecci. Stesso obiettivo: riempire quei metri quadri con un multiplex e tanta attività commerciale. Inizia una dura trattativa con la Cassa di Risparmio, che vende i terreni a Sarti e Coop per 18 miliardi di lire, con annesso esposto degli sconfitti depositato in Procura. Guerra solo abbozzata, perché le mire di Pam e Pecci, insieme al gruppo veneto Vis e alla francese Pathè, si spostano su Campi, dove realizzano il loro multiplex, spuntandola su un'altra cordata, la Omnia, rappresentata da un trio di commercialisti dietro i quali si celano altri imprenditori pratesi.
2000. Già l'esordio non è un granchè, con la Pam che ricorre alla Procura, infuriata per la scelta di CariPrato di vendere i terreni ad Oasis, accogliendo un'offerta inferiore di 5 miliardi. La Procura acquisisce i documenti, ma è quasi niente rispetto alle polemiche che immediatamente si sollevano per le dimensioni degli spazi commerciali, aumentate di 2500 mq. "Parametri fuori norma", tuonano dalle associazioni dei commercianti, "rispetto ai contingenti previsti dalla Regione". Fuori norma o meno non è l'ostacolo principale che Oasis e Coop dovranno superare, anche perché la Coop non realizza un nuovo negozio ma vi trasferisce quello che ha in via Viareggio. C'è soprattutto da modificare il Piano strutturale che prevede, sì, nella zona una multisala e un centro commerciale, ma non certo la presenza di un marchio della grande distribuzione. E inizia soprattutto la trattativa col Comune, intorno alle opere di urbanizzazione, che Oasis deve realizzare come contropartita all'investimento (alla fine varranno 12 milioni di euro).
2001. La discussione infuria e con essa giunge anche il primo sì, in sede tecnica e politica, all'ipotesi Multisala, anche se il cammino è tutt'altro che in discesa, con perplessità varie che animano la maggioranza di centro sinistra (verdi e ambientalisti in testa) e lo stesso partito (Ds) di maggioranza relativa.
2002.Le modifiche al Piano strutturale comunque vengono realizzate, ed anche la Regione supera lo scoglio della vastità degli spazi commerciali, dando il proprio benestare ad aumentare le superfici oltre il limite di 15mila mq. Con il disco verde regionale arriva anche il nulla osta del Consiglio comunale alla variante. Nel frattempo, a ottobre, apre il multiplex Vis Pathè a Campi, costruito in soli due anni.
2003. Non basta comunque la legislatura per chiudere l'iter urbanistico e amministrativo. Anzi. Proprio dall'interno della giunta, per voce del vicesindaco Antonello Giacomelli, parte un siluro alla Multisala, con la proposta di congelare il tutto e rimandare ogni cosa alla legislatura successiva. L'opposizione al progetto cresce e Legambiente e Wwf presentano un'osservazione che demolisce l'investimento di Oasis.
2004. E' uno degli anni più complicati per le speranze di Oasis e Coop, che fa anche capire che potrebbe procedere da sola. Il sindaco Mattei cessa per fine mandato (non può ripresentarsi) e la patata bollente è ereditata dal successore Marco Romagnoli, non senza il colpo di scena della Oasis medesima, che poco prima delle elezioni comunali di giugno, irritata dalla lungaggini burocratiche, chiede al Comune di sospendere il procedimento. Passa la tornata elettorale e la trattativa riprende (ottobre). In ballo le infrastrutture e soprattutto il sottopasso sulla Declassata, a Capezzana, che il Comune vuole a quattro corsie (come poi è effettivamente avvenuto) e Sarti intende limitare a due. Sta di fatto che nel dicembre si celebra l'intesa, approvata e sottoscritta dal Consiglio comunale. Tutto sembra appianato ma non è così. Sulla testa di Oasis cade la tegola più insidiosa: pochi giorni prima della chiusura dell'anno, il 27 dicembre, appena tre giorni dopo il definitivo ok del Consiglio comunale, il Consiglio regionale approva la nuova legge per l'esercizio delle attività cinematografiche. La normativa fissa una distanza fra una multisala e l'altra: devono essere separate da 30 km. Per i sogni del gruppo pratese è una mazzata: a Campi Bisenzio, a soli 7 km, c'è il multiplex Vis Pathè. Troppo pochi, la Multisala di Capezzana non si può fare.
2006. La Regione cambia idea sulle distanze: un pò perché non può smentire se stessa visto che col Comune e la Provincia di Prato ha sottoscritto, pochi mesi prima in una conferenza di servizio, un documento che dà il via libera all'investimento di Oasis; un pò perché la norma - viene detto all'epoca - non si può applicare retroattivamente ad un procedimento già in essere, deliberato dal Consiglio comunale di Prato e precedentemente registrato dalla stessa Regione; e un po' perché cambia la normativa nazionale che liberalizza le attività commerciali e non specifica niente relativamente ai multiplex, togliendo dagli impicci la Regione, pressata da tutte le parti e dal Comune di Prato.
La deroga arriva in autunno fra furibonde grida di tutte le opposizioni alla giunta Martini, ma anche di parte della maggioranza. La Multisala riprende a correre.
Arrivano le autorizzazioni, arriva la convenzione col gruppo Poli per le opere di urbanizzazione (viabilità principale soprattutto), col cantiere che effettivamente apre per il sottopasso sulla Declassata sul finire dell'anno.
2007. Ogni tassello sembra andare al suo posto. Ma ci pensa la magistratura con un'inchiesta su frodi legate a crediti Iva, che coinvolge il gruppo Sarti e la cessione dei diritti di superficie sui terreni della Multisala, a togliere di mezzo uno dei protagonisti di questa intricata vicenda. Sarti passa la mano (su di lui, notizia recente pende una stangata di 18 milioni di euro da pagare all'Erario)) e subentra Omnia center del gruppo Poli, che diventa socio di maggioranza della società costruttrice della Multisala (Oasis detiene la quota minoritaria della nuova società) e di tutto quello che sta intorno, nei 23mila e passa metri quadri occupati.
2008. Il lungo calvario della Multisala sprofonda anche nel dramma. Nel cantiere aperto si verifica la tragedia di un operaio morto. Un'altra "morte bianca", la terza in poche settimane che si verifica nella provincia di Prato.
2009. Lo sgomento per l'ennesima vittima sul lavoro non ferma la Multisala, che infatti ora apre, anche se non tutto è risolto definitivamente: la strada di collegamento con via Traversa Pistoiese, per la quale l'accordo è appena di due giorni fa.
C'è bisogno comunque di un'altra aggiustatina: ad aprile il Consiglio comunale approva una nuova modifica al piano di lottizzazione, senza la quale una parte delle attività commerciali (1250 metri quadri) non avrebbero potuto essere, nonostante il manufatto quasi completato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
