voucher formativi
Tremila euro a chi ha perso il lavoro
◗
Disoccupati in fila davanti alla sede della FilBisogna avere più di 25 anni ed essere in mobilità o in cassa integrazione Ecco come fare per ottenere il voucher
4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Riparte di slancio, con una nuova "dote" di 420.000 euro, il bando della Provincia destinato ai voucher formativi che finanzia percorsi di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale dei lavoratori interessati da situazioni di crisi o disoccupati e inoccupati. La misura è stata rifinanziata a tempo di record dopo l'esaurimento dei fondi del bando precedente.
Ed è stato utilizzato ancora una volta l'asse Occupabilità del Fondo sociale europeo. Complessivamente la Provincia in tutto il 2009 ha messo a disposizione per i voucher risorse pari a un milione e 270mila euro. Quello dei voucher è uno strumento cucito addosso al distretto pratese che offre opportunità in particolare a tutti coloro che hanno perduto il lavoro. Con questo sistema sono già stati attivati centinaia di percorsi formativi.
«In questo bando abbiamo aggiunto una nuova priorità che riguarda i progetti di sviluppo per l'occupabilità, il cosiddetto pacchetto lavoro - spiega la vice presidente e assessore a Formazione e lavoro Ambra Giorgi - Vale a dire che se la richiesta di voucher rientra in un settore tra quelli individuati come strategici dagli accordi per lo sviluppo previsti dal pacchetto, ottiene una valutazione superiore».
Al momento è già operativo l'accordo con i Comuni della Vallata, ma sono ormai in dirittura d'arrivo quelli con Montemurlo e i Comuni Medicei. In questo caso si configura un "percorso virtuoso" che combina sostegno al reddito e politiche attive del lavoro: un disoccupato può chiedere un voucher di 3.000 euro per intraprendere un percorso formativo in un settore innovativo e strategico. Nell'ambito di questo corso di formazione, potrà svolgere una fase professionalizzante mediante un tirocinio, per il quale potrà avere una borsa lavoro di massimo 600 euro al mese. Infine, se l'azienda che l'ha ospitato in tirocinio lo assume, quest'ultima può ottenere un incentivo economico fino a cinquemila euro.
Come funziona. Il servizio funziona "a sportello" e viene attivato per ogni lavoratore con le modalità adeguate alle sue esigenze e ai suoi obiettivi professionali. Il bando rimarrà attivo fino all'esaurimento delle risorse disponibili. Per i lavoratori coinvolti in crisi, contrazioni, sospensione ristrutturazione o cessazione dell'attività aziendale il finanziamento arriva fino a quattromila euro, da spendere nell'arco di 12 mesi. Mentre un massimo di tremila euro è previsto per le altre attività di formazione.
A chi si rivolge. Il bando si rivolge a lavoratori domiciliati nella provincia. A quelli coinvolti da situazioni di crisi dell'attività aziendale (iscritti nella lista di mobilità della Provincia o in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria) e a donne disoccupate di almeno 25 anni o in cerca di prima occupazione e uomini disoccupati o inoccupati di almeno 25 anni iscritti ai servizi per l'impiego.
Come si spendono i buoni. I percorsi, organizzati da agenzie accreditate, possono comprendere anche moduli professionalizzanti realizzati in azienda. I buoni formativi dovranno essere spesi presso sedi formative localizzate in Toscana o, eccezionalmente e in casi motivati, anche fuori regione.
Quali sono i percorsi finanziabili. Per migliorare le possibilità di inserimento-reinserimento lavorativo sono privilegiati percorsi che riguardano settori produttivi ad elevata priorità locale. Come si è detto è stata inserita una nuova priorità riguardante i settori specificatamente indicati dai protocolli di intesa siglati nell'ambito del Programma di Azioni speciali per lo Sviluppo locale e l'occupabilità. Ma rimangono anche le indicazioni per il tessile abbigliamento e l'industriale-artigianale tradizionale, per i servizi che migliorano la qualità della vita, oppure culturali e turistici, ambientali, dell'informazione telematica e multimediale e delle nuove tecnologie, della ricerca di base e della ricerca industriale, delle professioni dell'agricoltura, orticoltura, selvicoltura, animali, natura e servizi commerciale e delle vendite.
Come si partecipa. Le domande di finanziamento dovranno essere presentate alla Provincia. Per informazioni o per ritirare copia integrale dell'avviso e del modulo di domanda ci si può rivolgere al servizio Orientamento e Lavoro della Provincia, piazza del Duomo 8 (tel 0574 5341 lunedì e giovedì 9-13 e 15-17, martedì, mercoledì e venerdì 9-13). Oppure al Centro per l'Impiego, via Galcianese 20/F (tel. 0574 613228, lunedì e giovedì 14.30-19, martedì e mercoledì 9-12.30).
Il bando è sul sito www.provincia.prato.it, cliccare su "Formazione e Lavoro" nello spazio riservato a bandi e concorsi e poi su "bandi e incentivi al lavoro". Può anche essere richiesto a: centroimpiego@filprato.it.
Ed è stato utilizzato ancora una volta l'asse Occupabilità del Fondo sociale europeo. Complessivamente la Provincia in tutto il 2009 ha messo a disposizione per i voucher risorse pari a un milione e 270mila euro. Quello dei voucher è uno strumento cucito addosso al distretto pratese che offre opportunità in particolare a tutti coloro che hanno perduto il lavoro. Con questo sistema sono già stati attivati centinaia di percorsi formativi.
«In questo bando abbiamo aggiunto una nuova priorità che riguarda i progetti di sviluppo per l'occupabilità, il cosiddetto pacchetto lavoro - spiega la vice presidente e assessore a Formazione e lavoro Ambra Giorgi - Vale a dire che se la richiesta di voucher rientra in un settore tra quelli individuati come strategici dagli accordi per lo sviluppo previsti dal pacchetto, ottiene una valutazione superiore».
Al momento è già operativo l'accordo con i Comuni della Vallata, ma sono ormai in dirittura d'arrivo quelli con Montemurlo e i Comuni Medicei. In questo caso si configura un "percorso virtuoso" che combina sostegno al reddito e politiche attive del lavoro: un disoccupato può chiedere un voucher di 3.000 euro per intraprendere un percorso formativo in un settore innovativo e strategico. Nell'ambito di questo corso di formazione, potrà svolgere una fase professionalizzante mediante un tirocinio, per il quale potrà avere una borsa lavoro di massimo 600 euro al mese. Infine, se l'azienda che l'ha ospitato in tirocinio lo assume, quest'ultima può ottenere un incentivo economico fino a cinquemila euro.
Come funziona. Il servizio funziona "a sportello" e viene attivato per ogni lavoratore con le modalità adeguate alle sue esigenze e ai suoi obiettivi professionali. Il bando rimarrà attivo fino all'esaurimento delle risorse disponibili. Per i lavoratori coinvolti in crisi, contrazioni, sospensione ristrutturazione o cessazione dell'attività aziendale il finanziamento arriva fino a quattromila euro, da spendere nell'arco di 12 mesi. Mentre un massimo di tremila euro è previsto per le altre attività di formazione.
A chi si rivolge. Il bando si rivolge a lavoratori domiciliati nella provincia. A quelli coinvolti da situazioni di crisi dell'attività aziendale (iscritti nella lista di mobilità della Provincia o in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria) e a donne disoccupate di almeno 25 anni o in cerca di prima occupazione e uomini disoccupati o inoccupati di almeno 25 anni iscritti ai servizi per l'impiego.
Come si spendono i buoni. I percorsi, organizzati da agenzie accreditate, possono comprendere anche moduli professionalizzanti realizzati in azienda. I buoni formativi dovranno essere spesi presso sedi formative localizzate in Toscana o, eccezionalmente e in casi motivati, anche fuori regione.
Quali sono i percorsi finanziabili. Per migliorare le possibilità di inserimento-reinserimento lavorativo sono privilegiati percorsi che riguardano settori produttivi ad elevata priorità locale. Come si è detto è stata inserita una nuova priorità riguardante i settori specificatamente indicati dai protocolli di intesa siglati nell'ambito del Programma di Azioni speciali per lo Sviluppo locale e l'occupabilità. Ma rimangono anche le indicazioni per il tessile abbigliamento e l'industriale-artigianale tradizionale, per i servizi che migliorano la qualità della vita, oppure culturali e turistici, ambientali, dell'informazione telematica e multimediale e delle nuove tecnologie, della ricerca di base e della ricerca industriale, delle professioni dell'agricoltura, orticoltura, selvicoltura, animali, natura e servizi commerciale e delle vendite.
Come si partecipa. Le domande di finanziamento dovranno essere presentate alla Provincia. Per informazioni o per ritirare copia integrale dell'avviso e del modulo di domanda ci si può rivolgere al servizio Orientamento e Lavoro della Provincia, piazza del Duomo 8 (tel 0574 5341 lunedì e giovedì 9-13 e 15-17, martedì, mercoledì e venerdì 9-13). Oppure al Centro per l'Impiego, via Galcianese 20/F (tel. 0574 613228, lunedì e giovedì 14.30-19, martedì e mercoledì 9-12.30).
Il bando è sul sito www.provincia.prato.it, cliccare su "Formazione e Lavoro" nello spazio riservato a bandi e concorsi e poi su "bandi e incentivi al lavoro". Può anche essere richiesto a: centroimpiego@filprato.it.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
