Il Tirreno

Prato

Incerca di una soluzione

Cenni e Abati, prove di dialogo

La sede del Consiag in via Panziera
◗
La sede del Consiag in via Panziera

Consiag, dopo la guerra il dialogo. Giorni di incontri e di scambi. Con un nuovo attore, il segretario del Pd Bruno Ferranti che giovedì pomeriggio ha avuto un colloquio con il sindaco Roberto Cenni di una ventina di minuti

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Consiag, dopo la guerra il dialogo. Giorni di incontri e di scambi. Con un nuovo attore, il segretario del Pd Bruno Ferranti che giovedì pomeriggio ha avuto un colloquio con il sindaco Roberto Cenni di una ventina di minuti. Ieri invece lo scambio è avvenuto tra il presidente del Consiag Paolo Abati, riconfermato al vertice dell'azienda grazie al voto dei sindaci della Piana, in un pranzo servito ad iniziare a discutere delle possibili soluzioni. Fase delicatissima. Perché per ricomporre la frattura di venerdì scorso c'è bisogno che i pezzi del puzzle Consiag aderiscano perfettamente. E sono tanti: la pedina del centrosinistra pratese che cerca di riallacciare i fili, quella del centrodestra pratese e regionale pronto a dare battaglia e in cerca di soluzioni probabilmente non proprio in linea con quelle del sindaco Cenni; la pedina dei sindaci della Piana, veri vincitori del primo round Consiag, il cui contributo sarà decisivo per gli assetti futuri dell'azienda. E poi gli attori protagonisti: il sindaco, capo di un Comune azionista di maggioranza relativa dell'azienda più grande e più strutturata della città al cui vertice siede Abati.
Bocche cucite sul contenuto degli incontri. C'era da aspettarselo. Dunque è necessario procedere per esclusione. Nell'incontro con il segretario Pd, il sindaco Cenni protrebbe avere chiesto: «per il bene della città» e con la volontà precisa di non compiere azioni che vanno nella direzione di soddisfare esclusivamente gli appetiti politici, il riequilibrio della composizione del consiglio di amministrazione Consiag (consiglieri Vincenzo Felleca, Marcello Dugini, Gianni Panerai). Tutto si gioca sul come. Sembra che lo "status quo" - i consiglieri eletti, ma soprattutto la presidenza Abati, vero motivo dello scontro politico - potrebbe non venire messo in discussione. Un punto fermo. Il voto dei soci della spa potrebbe, cioè, non essere messo in discussione. Quali strade alternative restano aperte per far rientrare il Comune e dunque il centrodestra nell'azienda? La più immediata resta la nomina del quarto consigliere di amministrazione che i sindaci Chini, Gianassi e Gheri hanno lasciato a disposizione del Comune di Prato. Soluzione fin troppo semplice che il sindaco Cenni difficilmente vorrà percorrere senza una soluzione concertata di più ampio respiro. Che, per una parte almeno, potrebbe riguardare un accordo sui tempi della successione ad Abati (destinato a fare il salto come direttore generale in Estra Group, la holding della mega società per l'acquisizione e la distribuzione del gas tra Prato, Arezzo e Siena che nascerà il primo gennaio 2010). Anticipare di qualche mese la nomina del nuovo presidente potrebbe bastare? Cenni aveva proposto, una volta partita l'operazione Estra, di cambiare lo statuto Consiag e di creare la figura del'amministratore delegato. Proposta che i sindaci dell'hinterland fiorentino si erano detti disponibili a valutare. Accadrà anche questo? Presidente e amministratore delegato a Prato? Sempre Chini, Gheri e Gianassi avevano messo sul piatto anche la nomina del presidente Ato3, un altro manager da far scegliere al Comune di centrodestra. Sarà un "pacchetto" sufficiente? Infine c'è la grande partita Estra dove però gli attori sono tanti, forti e potenti.
C.O.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze