Sicurezza
PRATO
«Capannoni in affitto, solo i cinesi cercano»
Alessandro Pattume
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A sinistra l’interno di una ditta cineseNessuno vuole affittare ai cinesi. Ma i cinesi sono gli unici in grado di affittare i capannoni. Secondo il Comune però, i proprietari dovrebbero tenere d'occhio i propri immobili.
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PRATO. Nessuno vuole affittare ai cinesi. Ma i cinesi sono gli unici in grado di affittare i capannoni. Secondo il Comune però, i proprietari dovrebbero tenere d'occhio i propri immobili. Impossibile, secondo i più. L'amministrazione dal canto suo non demorde: responsabilizzare e punire i proprietari rappresenta un altro piccolo passo verso la legalità. Come reagisce allora il panorama degli affitti ai cinesi? Cambia. Forse pure in meglio. Oltre ai capannoni adesso, i cinesi cercano anche casa.
Ai cinesi per forza. Il mercato degli affitti dei capannoni è semplice. O affitti ai cinesi o non affitti. «Ai cinesi non vuole affittare nessuno ma sono gli unici disposti a sborsare qualcosa in più pur di avere un luogo dove lavorare - confermano dall'agenzia immobiliare Domus Etruria di Poggio a Caiano - e così alla fine torna comodo anche ai proprietari degli immobili affittare a loro. Lo scenario rimarrà praticamente lo stesso». La conferma arriva anche da Pietro Villani, presidente Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) di Prato. «I proprietari sono costretti ad affittare ai cinesi. Poi si deve considerare che esistono molte realtà in cui l'affitto di un capannone mantiene a galla una famiglia - spiega - e sono tutti contratti in regola perché a nessuna delle due parti conviene un contratto in nero, perchè t'impedirebbe di attivare le utenze e quindi di lavorare. Bisognerebbe sforzarsi di riportare la legalità con gli strumenti che già esistono piuttosto che coinvolgere i proprietari dei fondi - aggiunge - Questa è una cosa che mi trova completamente in disaccordo: dobbiamo perseguire solo chi è in difetto. Al proprietario non spetta controllare chi c'è dentro al proprio immobile dopo aver stipulato un contratto regolare».
Punizioni. Eppure la strada sembra questa. «Analizziamo le violazioni una per una - spiega il comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli - e quando è evidente che il proprietario dell'immobile non poteva non sapere quello che stava succedendo dentro al suo immobile, scatta il concorso in abuso edilizio. Stiamo parlando, almeno per il momento, di casi eclatanti e di proprietari per così dire "recidivi", che sono già incappati nelle sanzioni - aggiunge - In seguito li nominiamo custodi giudiziari dei loro immobili e Il passo successivo è l'ordinanza sindacale per la nomina dell'inagibilità. Tutti strumenti che mirano a responsabilizzare i proprietari degli immobili».
Controlli. «Anche noi stiamo combattendo contro i cinesi ma non possiamo certo fare controlli tutti i giorni - spiegano all'agenzia Dionisio - sarebbe impensabile, per una questione pratica e di tempo». «Non è giusto - conferma ancora Pietro Villani - il problema è semmai quello di insegnare a questi signori a vivere in modo corretto dal punto di vista commerciale. Dobbiamo rieducarli: quando sono arrivati a Prato qualcuno ha spiegato loro tutti quei meccanismi per evadere le tasse e per arricchirsi al di fuori della legalità». Ma c'è anche chi guarda la questione da un altro punto di vista. «Se i proprietari hanno cervello - spiega infatti Fabrizio Ciardi dell'Immobiliare 2000 - troveranno il modo per mettersi in linea con l'amministrazione. Anche perché controllare gli immobili è possibile».
Case. «Ci stiamo attivando con i nostri clienti cinesi e le reazioni che riceviamo sono positive - spiegano alla Dionisio - La crescente richiesta di appartamenti da parte cinese la leggiamo proprio in questo senso: stanno capendo che così non si può andare avanti e cominciano a mettersi in regola». Forse, davvero, qualcosa sta cambiando.
Ai cinesi per forza. Il mercato degli affitti dei capannoni è semplice. O affitti ai cinesi o non affitti. «Ai cinesi non vuole affittare nessuno ma sono gli unici disposti a sborsare qualcosa in più pur di avere un luogo dove lavorare - confermano dall'agenzia immobiliare Domus Etruria di Poggio a Caiano - e così alla fine torna comodo anche ai proprietari degli immobili affittare a loro. Lo scenario rimarrà praticamente lo stesso». La conferma arriva anche da Pietro Villani, presidente Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) di Prato. «I proprietari sono costretti ad affittare ai cinesi. Poi si deve considerare che esistono molte realtà in cui l'affitto di un capannone mantiene a galla una famiglia - spiega - e sono tutti contratti in regola perché a nessuna delle due parti conviene un contratto in nero, perchè t'impedirebbe di attivare le utenze e quindi di lavorare. Bisognerebbe sforzarsi di riportare la legalità con gli strumenti che già esistono piuttosto che coinvolgere i proprietari dei fondi - aggiunge - Questa è una cosa che mi trova completamente in disaccordo: dobbiamo perseguire solo chi è in difetto. Al proprietario non spetta controllare chi c'è dentro al proprio immobile dopo aver stipulato un contratto regolare».
Punizioni. Eppure la strada sembra questa. «Analizziamo le violazioni una per una - spiega il comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli - e quando è evidente che il proprietario dell'immobile non poteva non sapere quello che stava succedendo dentro al suo immobile, scatta il concorso in abuso edilizio. Stiamo parlando, almeno per il momento, di casi eclatanti e di proprietari per così dire "recidivi", che sono già incappati nelle sanzioni - aggiunge - In seguito li nominiamo custodi giudiziari dei loro immobili e Il passo successivo è l'ordinanza sindacale per la nomina dell'inagibilità. Tutti strumenti che mirano a responsabilizzare i proprietari degli immobili».
Controlli. «Anche noi stiamo combattendo contro i cinesi ma non possiamo certo fare controlli tutti i giorni - spiegano all'agenzia Dionisio - sarebbe impensabile, per una questione pratica e di tempo». «Non è giusto - conferma ancora Pietro Villani - il problema è semmai quello di insegnare a questi signori a vivere in modo corretto dal punto di vista commerciale. Dobbiamo rieducarli: quando sono arrivati a Prato qualcuno ha spiegato loro tutti quei meccanismi per evadere le tasse e per arricchirsi al di fuori della legalità». Ma c'è anche chi guarda la questione da un altro punto di vista. «Se i proprietari hanno cervello - spiega infatti Fabrizio Ciardi dell'Immobiliare 2000 - troveranno il modo per mettersi in linea con l'amministrazione. Anche perché controllare gli immobili è possibile».
Case. «Ci stiamo attivando con i nostri clienti cinesi e le reazioni che riceviamo sono positive - spiegano alla Dionisio - La crescente richiesta di appartamenti da parte cinese la leggiamo proprio in questo senso: stanno capendo che così non si può andare avanti e cominciano a mettersi in regola». Forse, davvero, qualcosa sta cambiando.
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