Sicurezza
PRATO
Da tessitori ad agricoltori, parte il progetto
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Al lavoro nei campiI primi sei agricoltori ex cassintegrati o disoccupati del tessile, potrebbero entrare nel campo e cominciare a coltivare ortaggi già da gennaio o al massimo da febbraio.
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PRATO. I primi sei agricoltori ex cassintegrati o disoccupati del tessile, potrebbero entrare nel campo e cominciare a coltivare ortaggi già da gennaio o al massimo da febbraio. Galoppa, infatti, il progetto pilota targato assessore alla Attività produttive Roberto Caverni che martedì scorso ha relazionato in giunta.
«Mi pare che si vada nella direzione giusta - è stato il commento dell'assessore - perchè spazi nella bioagricoltura e nella filiera corta per occupare qualche lavoratore che ha perso lavoro, ce ne sono». Il progetto, probabilmente il primo in Toscana e che avrà l'appoggio di Asm e della Fil, l'agenzia della Provincia, è nato quasi per caso. Perchè un coltivatore diretto, Fabio Bessi, colonica e appezzamento di terreno in via Gavinana a Viaccia, si è rivolto al Comune dopo aver sentito dell'idea di impiegare i fuoriusciti dal tessile nei campi. Proprio adiacente al suo appezzamento di terreno, ne esiste un altro - 5mila metri quadrati - di proprietà del Comune. Il patto è stato presto stipulato: l'agricoltore penserà ad attrezzare il campo con l'acqua e con i macchinari necessari (trattori e quanto altro) spostandoli di poche decine di metri, il Comune invece penserà agli uomini. Ed è qui che il giro si allarga e che entrano in campo Asm e Provincia. I sei futuri agricoltori saranno pagati grazie ai voucher formativi che la Provincia ha messo a disposizione ma che sono destinati esclusivamente a quelle imprese che assumono. Quindi il progetto del Comune prevede che sia Asm ad assumere in qualità di tirocinanti i futuri coltivatori diretti - affidati al tutor Bessi - che verranno retribuiti dalla Fil attraverso i voucher. Il piano è triennale stabilisce una retribuzione fino a seicento euro per tutti il primo anno di attività. «Per gli altri due anni, 2011 e 2012 - continua Caverni - i lavoratori, se non potranno più contare sui voucher, resteranno a carico del Comune».
Le preselezioni della Fil alle quali potranno partecipare i lavoratori senza più occupazione, partiranno tra gennaio e febbraio. Unica condizione posta dal Comune in cambio della cessione senza oneri dell'area è dare gratuitamente una parte dei prodotti coltivati agli asili nido comunali, alla mensa dei poveri e alla Caritas.
Il progetto pilota del Comune è riuscito grazie a una serie di condizioni favorevoli he difficilmente in futuro si riproporranno. Ma gli uffici di Caverni e del vicesindaco Goffredo Borchi con delega all'Ambiente stanno lavorando anche su altri fronti: primo dei quali riguarda il reperimento di altre aree da destinare all'agricoltura. Il problema, in questo caso, è l'investimento iniziale per attrezzarle che il Comune, attualmente con le casse vuote, ha difficoltà a fare. Altri progetti riguardano il giardinaggio e la bioagricoltura.
«Mi pare che si vada nella direzione giusta - è stato il commento dell'assessore - perchè spazi nella bioagricoltura e nella filiera corta per occupare qualche lavoratore che ha perso lavoro, ce ne sono». Il progetto, probabilmente il primo in Toscana e che avrà l'appoggio di Asm e della Fil, l'agenzia della Provincia, è nato quasi per caso. Perchè un coltivatore diretto, Fabio Bessi, colonica e appezzamento di terreno in via Gavinana a Viaccia, si è rivolto al Comune dopo aver sentito dell'idea di impiegare i fuoriusciti dal tessile nei campi. Proprio adiacente al suo appezzamento di terreno, ne esiste un altro - 5mila metri quadrati - di proprietà del Comune. Il patto è stato presto stipulato: l'agricoltore penserà ad attrezzare il campo con l'acqua e con i macchinari necessari (trattori e quanto altro) spostandoli di poche decine di metri, il Comune invece penserà agli uomini. Ed è qui che il giro si allarga e che entrano in campo Asm e Provincia. I sei futuri agricoltori saranno pagati grazie ai voucher formativi che la Provincia ha messo a disposizione ma che sono destinati esclusivamente a quelle imprese che assumono. Quindi il progetto del Comune prevede che sia Asm ad assumere in qualità di tirocinanti i futuri coltivatori diretti - affidati al tutor Bessi - che verranno retribuiti dalla Fil attraverso i voucher. Il piano è triennale stabilisce una retribuzione fino a seicento euro per tutti il primo anno di attività. «Per gli altri due anni, 2011 e 2012 - continua Caverni - i lavoratori, se non potranno più contare sui voucher, resteranno a carico del Comune».
Le preselezioni della Fil alle quali potranno partecipare i lavoratori senza più occupazione, partiranno tra gennaio e febbraio. Unica condizione posta dal Comune in cambio della cessione senza oneri dell'area è dare gratuitamente una parte dei prodotti coltivati agli asili nido comunali, alla mensa dei poveri e alla Caritas.
Il progetto pilota del Comune è riuscito grazie a una serie di condizioni favorevoli he difficilmente in futuro si riproporranno. Ma gli uffici di Caverni e del vicesindaco Goffredo Borchi con delega all'Ambiente stanno lavorando anche su altri fronti: primo dei quali riguarda il reperimento di altre aree da destinare all'agricoltura. Il problema, in questo caso, è l'investimento iniziale per attrezzarle che il Comune, attualmente con le casse vuote, ha difficoltà a fare. Altri progetti riguardano il giardinaggio e la bioagricoltura.
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