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Prato

PRATO

Con le parole non si mangia

Ilenia Reali
Il segretario Manuele Marigolli
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Il segretario Manuele Marigolli

«Nel nostro distretto ci sono persone che non hanno più reddito. Se nessuno le aiuta come possono fare la spesa?»

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PRATO. Zero risposte per gli ammortizzatori sociali. Nessun provvedimento per aiutare chi rimane senza sostegno al reddito. Il segretario confederale della Cgil Manuele Marigolli è fortemente deluso. Dal Governo e anche dal Comune che, per ora, non hanno fatto vedere fatti concreti.

Marigolli, il sindacato è un osservatorio privilegiato dell'economia locale. Qual è la situazione nel distretto?
«La crisi è tutt'altro che finita e la situazione si fa via via sempre più difficile. Stiamo assistendo a un ulteriore deterioramento del sistema economico e con il forte disimpegno del sistema del credito in atto ci troveremo ancora davanti ad aziende in serie difficoltà. Il numero di coloro che perdono e perderanno il posto di lavoro è destinato a salire ancora e qualunque sia il contratto che i lavoratori hanno sono, nella stragrande maggioranza dei casi, in una situazione di precariato. Aggiungo che c'è una mancanza di prospettiva e a questo va sommato un problema gravissimo: dall'inizio dell'anno ci sono 100 persone al mese che rimangono senza alcun sostegno al reddito. Inoltre stanno andando a scadenza le casse integrazioni in numerose aziende».

Un quadro nerissimo. Ci sono prospettive di un allungamento dei tempi degli ammortizzatori sociali?
«Sugli ammortizzatori sociali, al di là di ciò che i ministri dicono in televisione, non abbiamo risposte. Per quanto riguarda Prato abbiamo avuto garanzie di un interessamento del Governo almeno in due incontri: il primo a giugno e poi l'ultima volta che siamo stati a Roma. Dovevano creare un tavolo ad hoc per gli ammortizzatori ma ad oggi non siamo stati neppure richiamati. Non c'è, al di là delle parole, nessun impegno concreto. E noi, a Prato, abbiamo un'emergenza da risolvere. Subito. Il Governo deve farsi carico di chi non ha più sostegno al reddito. Come pensano che queste persone possano andare avanti? Continuare a fare la spesa?»

Un aiuto del Governo è arrivato con l'inserimento di Prato nelle aree di crisi.
«E' positivo che ci sia la volontà di rientrare nelle aree di crisi e su questo abbiamo e stiamo lavorando ma non ci illudiamo: non si tratta certo dello strumento più idoneo per risolvere i problemi di Prato. Gli strumenti utilizzabili sono solo per le società di capitali e lo sportello Invitalia pone tutta una serie di condizioni per cui alla fine saranno davvero pochi coloro che potranno accedervi. E' interessante il patto di programma se potremo inserirci progetti come l'acquedotto industriale e le energie pulite ma, ripeto, non abbiamo niente per dare risposte all'emergenza che questo distretto sta vivendo».

Eppure con la vittoria di Cenni sembrava che il Governo avesse qualche attenzione in più per Prato.
«Non è cambiato proprio nulla. Promesse avevamo e promesse abbiamo. Non si sa neppure quante risorse saranno stanziate per le aree di crisi. E poi non possiamo aspettare che faccia tutto il Governo ci sono provvedimenti che dovrebbero prendere anche le istituzioni locali. La Provincia ha stanziato dei voucher ma il Comune cosa sta facendo per andare incontro alle esigenze dei lavoratori? Dei progetti di cui si è parlato non c'è traccia. Che fine ha fatto il cardato rigenerato? E' stato fatto uno studio per Bruxelles?. Io so che come sindacati abbiamo dei progetti da presentare per aiutare famiglie e lavoratori da inserire nel sociale ma il Comune di Prato ancora non ci ha risposto a una richiesta di incontro. E ancora: per dare un po' di rilancio dovrebbero partire quei progetti pubblici già cantierabili e invece...».

Per un periodo il sindacato è sembrato molto vicino a Cenni per quanto riguarda le idee di rilancio dell'economia. Mi pare che l'opinione sia cambiata?
«Abbiamo creduto che alcune idee come il cardato rigenerato e le produzioni rispettose dell'ambiente potessero dare ossigeno a questa città e quindi, anche con il tavolo di distretto, le abbiamo appoggiate ma ora è arrivato il tempo del fare e invece non si muove niente. Il tempo della politica del dire è finito, la città attende fatti. Se si annunciano progetti e poi non si portano avanti il giudizio è negativo. Per il Governo come per il Comune».

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