Gioco
PRATO
Allarme furti: ladri nelle aziende chiuse
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L’esterno della Rifinizione FlaminiaSono scattati i sensori ma si pensa che si stesse per smontare dei pezzi
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PRATO. Come ai vecchi tempi tornano i furti nelle aziende che hanno cessato l'attività. Una squadra del Metronotte securitas lunedì notte ha sventato un furto ai danni della rifinizione Flaminia e dall'istituto di vigilanza lanciano l'allarme: «E' il terzo caso di cui siamo venuti a conoscenza».
L'allarme nello stabilimento dell'ex rifinizione è scattato intorno alle 19,20. Ad allarmare gli operatori della centrale del Metronotte il fatto che i vari sensori scattavano in sequenza e che quindi all'interno dello stabilimento c'era qualcuno che non aveva staccato gli allarmi. Quando una squadra è arrivata davanti all'azienda ha subito notato due tronchesi appoggiate al muro e che nel frattempo i sensori erano stati "incappucciati" e la sbarra perimetrale esterna incerottata con della plastica. «Un colpo - riferisce Beppe Stilo dell'istituto di vigilanza - studiato nel dettaglio con l'obiettivo evidente di tentare di avere più tempo possibile a disposizione da parte dei ladri che quasi certamente erano interessati ai macchinari custoditi all'interno».
E' probabile infatti che i ladri pensassero che i dispositivi di sicurezza fossero disattivati dal momento che l'azienda da tempo ha cessato l'attività. «Non si tratta della prima volta che ci troviamo in una situazione analoga e che ci segnalano furti, o tentativi in aziende che hanno cessato l'attività: mi risulta che sia accaduto in un'altra rifinizione e in una tintoria».
A far riprendere un costume noto a Prato è probabilmente la crisi: il furto dei macchinari - o di parte di questi - in aziende non controllate ha infatti pochi rischi e il fatto che si trovino acquirenti di pezzi (se venduti a pochi euro) incentiva a tentare. Anche nel Nord Italia sono avvenuti furti simili: sicuramente in una filatura dove sono stati asportati quadri elettrici e parti di macchinari.
L'allarme nello stabilimento dell'ex rifinizione è scattato intorno alle 19,20. Ad allarmare gli operatori della centrale del Metronotte il fatto che i vari sensori scattavano in sequenza e che quindi all'interno dello stabilimento c'era qualcuno che non aveva staccato gli allarmi. Quando una squadra è arrivata davanti all'azienda ha subito notato due tronchesi appoggiate al muro e che nel frattempo i sensori erano stati "incappucciati" e la sbarra perimetrale esterna incerottata con della plastica. «Un colpo - riferisce Beppe Stilo dell'istituto di vigilanza - studiato nel dettaglio con l'obiettivo evidente di tentare di avere più tempo possibile a disposizione da parte dei ladri che quasi certamente erano interessati ai macchinari custoditi all'interno».
E' probabile infatti che i ladri pensassero che i dispositivi di sicurezza fossero disattivati dal momento che l'azienda da tempo ha cessato l'attività. «Non si tratta della prima volta che ci troviamo in una situazione analoga e che ci segnalano furti, o tentativi in aziende che hanno cessato l'attività: mi risulta che sia accaduto in un'altra rifinizione e in una tintoria».
A far riprendere un costume noto a Prato è probabilmente la crisi: il furto dei macchinari - o di parte di questi - in aziende non controllate ha infatti pochi rischi e il fatto che si trovino acquirenti di pezzi (se venduti a pochi euro) incentiva a tentare. Anche nel Nord Italia sono avvenuti furti simili: sicuramente in una filatura dove sono stati asportati quadri elettrici e parti di macchinari.
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