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Sarti, stangata da 18 milioni

Paolo Nencioni
In Tribunale Sarti ha patteggiato un anno e due mesi
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In Tribunale Sarti ha patteggiato un anno e due mesi

L'intera somma è coperta da alcune fideiussioni. Ora la palla passa alle compagnie assicuratrici: saranno loro a rifondere l'Erario

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PRATO. Oltre 18 milioni di euro potrebbero presto rientrare nelle casse dell'Erario grazie a una sentenza depositata la scorsa settimana, il 28 ottobre, dalla Commissione tributaria regionale, che ha nuovamente dato torto alle dieci aziende del gruppo Sarti sui crediti Iva indebitamente percepiti prima del 2005.
Si tratta degli accertamenti dell'Agenzia delle entrate che poi dettero origine all'inchiesta della Procura che portò all'arresto di sei persone, tra cui gli immobiliaristi Leonardo Lombardi e Leonardo Gacci, accusati di aver messo in piedi una truffa per lucrare sui crediti Iva.
Paolo Sarti, ex presidente dell'Unione industriale e titolare di numerose società coinvolte nell'inchiesta, fu solo indagato e lo scorso 27 maggio ha patteggiato una condanna a un anno e due mesi di reclusione.
La vera partita, però, almeno per quanto riguarda Sarti, si è giocata e si sta giocando davanti alla giustizia tributaria, perché è qui che ballano i soldi, visto che finora l'imprenditore non ha dovuto metter mano al portafoglio. Una giustizia tributaria che già due volte gli è stata avversa. Nel gennaio dell'anno scorso la quinta sezione della Commissione tributaria provinciale ha respinto i ricorsi di dieci aziende (Lanificio Faliero Sarti, Food Italia, Filatura Tre Esse in liquidazione, Oasis, Savim, Philos, Beatrix in liquidazione, S-Mall, Viste e Filmar). Si tratta del procedimento in cui l'Agenzia delle entrate ha contestato alle società di Paolo Sarti, Roberto Sarti e Viviana Scotti fatture per operazioni inesistenti pari a 58 milioni di euro, dalle quali sarebbero emersi crediti Iva per oltre 16 milioni, grazie a triangolazioni con le società londinesi 25 Plus Club e Liveman ltd. Tra queste anche la cessione del diritto di superficie sui terreni della Multisala di San Giusto (posseduti all'epoca dalla Oasis) e la cessione dell'usufrutto dell'immobile di via Zarini 203 (la caserma della guardia di finanza).
Davanti alla Commissione provinciale è stata combattuta una dura battaglia legale, dalla quale è uscito sconfitto lo studio di Pasquale Russo, il tributarista fiorentino al quale si erano affidate le società del gruppo Sarti. Ora la Commissione regionale ha di nuovo respinto tutti i ricorsi. L'udienza si è tenuta lo scorso 16 ottobre e la sentenza è stata depositata il 28.
Ciò non significa che Sarti e C. verranno subito chiamati a pagare. C'è sempre la possibilità di un ricorso in Cassazione, che sicuramente verrà tentato. In ogni caso non sarà l'ex presidente dell'Unione o la nipote a dover pagare. I presunti crediti Iva reclamati dall'Agenzia delle entrate sono coperti da alcune fideiussioni e dunque la patata bollente adesso è nelle mani di alcune tra le più importanti compagnie assicurative (Ina, Generali, Fondiaria, tra le altre) che se la Cassazione confermerà il verdetto dovranno versare oltre 18 milioni di euro all'Agenzia delle entrate.

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