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PRATO/FIAMME ALLA CASA DELL'ESPONENTE LEGHISTA
"Salvi per le urla di mia moglie"dopo l'attentato paura in città
Si indaga negli ambienti della sinistra estrema. Ma ogni possibilità è aperta. Gli inquirenti non hanno dubbi: è un’intimidazione politica, un attentato che segna un preoccupante salto di qualità. Perché all’ora dell’attentato Emilio Paradiso e la moglie erano in casa, a letto. Poteva essere una tragedia se la signora Paradiso non fosse stata sveglia e non avesse visto il bagliore delle fiamme che erano già entrate dentro la casa insieme al fumo
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PRATO. Hanno imbevuto uno straccio di liquido infiammabile, l’hanno legato alla maniglia del portone d’ingresso e hanno appiccato il fuoco. La villetta di via dei Fossi, tra il centro della città e la zona industriale di Prato, è quella di Emilio Paradiso, leader storico della Lega Nord toscana e ora capogruppo in consiglio comunale del partito di Bossi. Gli inquirenti non hanno dubbi: è un’intimidazione politica.
Dietro l’episodio inquietante c’è una tensione che cresce tra la sinistra antagonista e i partiti di destra, in questo caso la Lega Nord. Lo scontro su temi come la sicurezza e l’immigrazione riscalda la passione politica e Prato, città «polveriera», come l’ha definita il sindaco di centrodestra Roberto Cenni qualche settimana fa, si conquista il primato dello scontro, del confronto che supera ogni steccato e sfocia nel vandalismo e nella violenza. Un paio di settimane fa l’aggressione a un venditore di rose bengalese da parte di un gruppo di naziskin in pieno centro storico e ora l’attentato ai danni di Paradiso. Non solo sassi, scritte o incendi nelle sedi dei partiti. Ora si passa alle abitazioni private.
Era ancora buio, domenica mattina. Erano le 4,10 e al piano superiore Emilio Paradiso e la moglie stavano dormendo. La figlia era ancora fuori a festeggiare Halloween.
Non è stata una tragedia ma poteva esserlo. I danni sono stati limitati all’incendio della porta solo perché la signora Paradiso era alle prese con un brutto dolore alla spalla. Si è svegliata, voleva prendere qualcosa per calmare quel dolore. E’ scesa al piano terra e ha visto il bagliore e le fiamme che dall’esterno avevano cominciato a propagarsi all’interno dell’abitazione. Il vetro del portone si era rotto. Sopra le fiamme avevano cominciato a lambire il soffitto, sotto il liquido infiammabile aveva già imbevuto il tappeto posto proprio a un passo dall’ingresso.
«Sono stato svegliato dalle urla di mia moglie», racconta il consigliere comunale che di professione fa il rappresentante di materiale per le videoteche. «Sono sceso dal letto, ho raggiunto il piano terra e non riuscivo a capire se stessi sognando o se davvero stesse bruciando la porta. Il piano terra era già pieno di fumo e non si respirava. Istintivamente ho aperto le finestre».
I vicini allertati dalle urla e resosi conto del bagliore che arrivava da fuori si erano già precipitati nel giardino attiguo. «Abbiamo cominciato con coperte e tappeti a spengere le fiamme», ripercorre quanto accaduto l’esponente della Lega.
E’ arrivata la polizia. Pochi minuti e in via dei Fossi c’era anche la Scientifica per i rilievi. Fuori dal giardino, al di là del cancellino che gli autori dell’intimidazione hanno scavalcato per raggiungere il portone, è stata trovata una bottiglietta di plastica utilizzata per trasportare il liquido infiammabile. Nessuno ha però udito alcun rumore. Il pensiero è andato alla figlia, arrivata poco dopo, che poteva trovarsi difronte a quelle persone che, senza paura, hanno dato fuoco al portone. E’ poi è stato il momento delle domande. Il consigliere Paradiso giura di non aver ricevuto minacce, di non aver notato niente di strano nei giorni precedenti. Gli inquirenti gli credono e sembrano escludere che dietro possano esserci vicende personali. Anzi. Il giorno precedente informalmente avevano parlato con un collega di Paradiso, il consigliere Leonardo Soldi, spiegandogli che in alcuni blog di gruppi di estrema sinistra della Toscana (di Pistoia, Firenze e della Versilia) ci si stava organizzando per protestare contro le ronde e il pacchetto sicurezza di Maroni. Nessun riferimento preciso, nessuna minaccia esplicita ma forse era bene tenere gli occhi aperti. A Prato la Lega ha vinto le elezioni e c’era già stato un principio di scontri lo scorso marzo durante una ronda organizzata proprio nell’area industriale dove sorgono migliaia di aziende cinesi.
Tra i primi ad essere avvertiti la mattina presto l’europarlamentare pratese della Lega Nord Claudio Morganti. «Ci preoccupa il fatto - è stato il suo commento - che questa volta, a differenza di quanto ci saremmo aspettati e di quanto siamo abituati a vedere, non è stata colpita una delle nostre sedi ma la casa di uno di noi».
Nel quartier generale del partito ieri pomeriggio politici e amministratori della Lega Nord si sono ritrovati. Hanno organizzato una conferenza stampa per ribadire l’ intenzione di andare avanti nei loro progetti politici. «Abbiamo promesso ai nostri elettori - ha concluso Morganti - di lavorare per dare più sicurezza e meno degrado. Continueremo nel nostro lavoro. Chiediamo all’assessore comunale Aldo Milone di continuare i controlli. Non ci faremo fermare da gruppi che di democratico non hanno niente».
La notizia dell’attentato incendiario alla casa del capogruppo in consiglio comunale Paradiso ha suscitato numerose reazioni. Il deputato Pd Andrea Lulli, ha espresso solidarietà a Paradiso: «Si tratta di atti - commenta - da condannare in ogni caso. Invito ad abbassere i toni del confronto che può essere anche duro ma sempre nei limiti della civiltà».
L’Italia dei Valori di Prato esprime solidarietà al capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord, Emilio Paradiso, e a tutta la sua famiglia «per il vile attentato subito ieri notte. L’Italia dei Valori ribadisce con fermezza che il confronto politico deve sempre e comunque svilupparsi su un piano di civile dibattito e confronto e non deve mai trascendere dal piano della dialettica. Chi ha deciso di appiccare l’incendio al portone d’ingresso del rappresentante della Lega Nord è fuori da ogni logica politica e civile e va assolutamente condannato».
Enrico Mencattini, segretario Udc, ha espresso a nome del partito dei gruppi consiliari del Comune di Prato e della Provincia solidarietà e vicinanza ad Emilio Paradiso.
Condanna del gesto è arrivata anche da parte della Destra e da Andrea Bonacchi (Pdl).
Dietro l’episodio inquietante c’è una tensione che cresce tra la sinistra antagonista e i partiti di destra, in questo caso la Lega Nord. Lo scontro su temi come la sicurezza e l’immigrazione riscalda la passione politica e Prato, città «polveriera», come l’ha definita il sindaco di centrodestra Roberto Cenni qualche settimana fa, si conquista il primato dello scontro, del confronto che supera ogni steccato e sfocia nel vandalismo e nella violenza. Un paio di settimane fa l’aggressione a un venditore di rose bengalese da parte di un gruppo di naziskin in pieno centro storico e ora l’attentato ai danni di Paradiso. Non solo sassi, scritte o incendi nelle sedi dei partiti. Ora si passa alle abitazioni private.
Era ancora buio, domenica mattina. Erano le 4,10 e al piano superiore Emilio Paradiso e la moglie stavano dormendo. La figlia era ancora fuori a festeggiare Halloween.
Non è stata una tragedia ma poteva esserlo. I danni sono stati limitati all’incendio della porta solo perché la signora Paradiso era alle prese con un brutto dolore alla spalla. Si è svegliata, voleva prendere qualcosa per calmare quel dolore. E’ scesa al piano terra e ha visto il bagliore e le fiamme che dall’esterno avevano cominciato a propagarsi all’interno dell’abitazione. Il vetro del portone si era rotto. Sopra le fiamme avevano cominciato a lambire il soffitto, sotto il liquido infiammabile aveva già imbevuto il tappeto posto proprio a un passo dall’ingresso.
«Sono stato svegliato dalle urla di mia moglie», racconta il consigliere comunale che di professione fa il rappresentante di materiale per le videoteche. «Sono sceso dal letto, ho raggiunto il piano terra e non riuscivo a capire se stessi sognando o se davvero stesse bruciando la porta. Il piano terra era già pieno di fumo e non si respirava. Istintivamente ho aperto le finestre».
I vicini allertati dalle urla e resosi conto del bagliore che arrivava da fuori si erano già precipitati nel giardino attiguo. «Abbiamo cominciato con coperte e tappeti a spengere le fiamme», ripercorre quanto accaduto l’esponente della Lega.
E’ arrivata la polizia. Pochi minuti e in via dei Fossi c’era anche la Scientifica per i rilievi. Fuori dal giardino, al di là del cancellino che gli autori dell’intimidazione hanno scavalcato per raggiungere il portone, è stata trovata una bottiglietta di plastica utilizzata per trasportare il liquido infiammabile. Nessuno ha però udito alcun rumore. Il pensiero è andato alla figlia, arrivata poco dopo, che poteva trovarsi difronte a quelle persone che, senza paura, hanno dato fuoco al portone. E’ poi è stato il momento delle domande. Il consigliere Paradiso giura di non aver ricevuto minacce, di non aver notato niente di strano nei giorni precedenti. Gli inquirenti gli credono e sembrano escludere che dietro possano esserci vicende personali. Anzi. Il giorno precedente informalmente avevano parlato con un collega di Paradiso, il consigliere Leonardo Soldi, spiegandogli che in alcuni blog di gruppi di estrema sinistra della Toscana (di Pistoia, Firenze e della Versilia) ci si stava organizzando per protestare contro le ronde e il pacchetto sicurezza di Maroni. Nessun riferimento preciso, nessuna minaccia esplicita ma forse era bene tenere gli occhi aperti. A Prato la Lega ha vinto le elezioni e c’era già stato un principio di scontri lo scorso marzo durante una ronda organizzata proprio nell’area industriale dove sorgono migliaia di aziende cinesi.
Tra i primi ad essere avvertiti la mattina presto l’europarlamentare pratese della Lega Nord Claudio Morganti. «Ci preoccupa il fatto - è stato il suo commento - che questa volta, a differenza di quanto ci saremmo aspettati e di quanto siamo abituati a vedere, non è stata colpita una delle nostre sedi ma la casa di uno di noi».
Nel quartier generale del partito ieri pomeriggio politici e amministratori della Lega Nord si sono ritrovati. Hanno organizzato una conferenza stampa per ribadire l’ intenzione di andare avanti nei loro progetti politici. «Abbiamo promesso ai nostri elettori - ha concluso Morganti - di lavorare per dare più sicurezza e meno degrado. Continueremo nel nostro lavoro. Chiediamo all’assessore comunale Aldo Milone di continuare i controlli. Non ci faremo fermare da gruppi che di democratico non hanno niente».
La notizia dell’attentato incendiario alla casa del capogruppo in consiglio comunale Paradiso ha suscitato numerose reazioni. Il deputato Pd Andrea Lulli, ha espresso solidarietà a Paradiso: «Si tratta di atti - commenta - da condannare in ogni caso. Invito ad abbassere i toni del confronto che può essere anche duro ma sempre nei limiti della civiltà».
L’Italia dei Valori di Prato esprime solidarietà al capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord, Emilio Paradiso, e a tutta la sua famiglia «per il vile attentato subito ieri notte. L’Italia dei Valori ribadisce con fermezza che il confronto politico deve sempre e comunque svilupparsi su un piano di civile dibattito e confronto e non deve mai trascendere dal piano della dialettica. Chi ha deciso di appiccare l’incendio al portone d’ingresso del rappresentante della Lega Nord è fuori da ogni logica politica e civile e va assolutamente condannato».
Enrico Mencattini, segretario Udc, ha espresso a nome del partito dei gruppi consiliari del Comune di Prato e della Provincia solidarietà e vicinanza ad Emilio Paradiso.
Condanna del gesto è arrivata anche da parte della Destra e da Andrea Bonacchi (Pdl).
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