Il dolore
Giro di vite della Digos
«Non ci faremo intimorire»
◗
L’europarlamentare Claudio Morganti insieme a Emilio ParadisoGli indirizzi dei militanti della Lega Nord pratese sono sulle scrivanie della Digos. Dopo l'atto incendiario ai danni dell'abitazione del capogruppo in consiglio comunale Emilio Paradiso sale la preoccupazione
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PRATO. Gli indirizzi dei militanti della Lega Nord pratese sono sulle scrivanie della Digos. Dopo l'atto incendiario ai danni dell'abitazione del capogruppo in consiglio comunale Emilio Paradiso sale la preoccupazione e, nei prossimi giorni, le case dei maggiori esponenti del partito saranno messe sotto stretto controllo per evitare che si ripetano episodi come quello di sabato notte.
L'europarlamentare leghista Claudio Morganti non è sorpreso di quanto accaduto. Non ci sono state né minacce né avvertimenti, tantomeno rivendicazioni, ma in casa della Lega Nord si sottolinea che «il rischio di ritorsione nei nostri confronti era nell'aria».
«Non ci aspettavamo - spiega l'europarlamentare pratese - che fosse presa di mira la casa di qualcuno di noi ma che potesse accadere qualcosa, magari nella nostra sede, non era improbabile. A Firenze è accaduto più volte. Informalmente, proprio sabato, personale della Digos parlando con il consigliere comunale Leonardo Soldi ci aveva avvisato che il clima era infuocato e che gruppi di sinistra antagonista si stavano organizzando, che c'erano forti contestazioni su temi che noi portiamo avanti. Non potevamo sapere cosa sarebbe accaduto né tantomeno che nel mirino c'era Prato anche se qui siamo nella maggioranza e quindi più in vista rispetto ad altre realtà toscane. Ci è stato riferito che comunque nella nostra città non ci sono gruppi di sinistra organizzati per compiere atti di questo tipo: è quindi molto probabile che chi ha dato fuoco alla porta di Paradiso sia arrivato da fuori».
Nel quartier generale di piazza Ciardi si era però pensato a scritte sui muri, a qualche sasso contro la sede della Lega ma mai a un atto ai danni della casa di uno dei militanti. «Per quel che ci riguarda - è sempre Morganti a parlare - andremo avanti. E' nostro compito non fermarci: dobbiamo, come garantito ai nostri elettori, rendere questa città più sicura, fermare il degrado e soprattutto non dobbiamo farci intimorire da gruppi che niente hanno di democratico. E allora chiediamo all'assessore comunale alla sicurezza Aldo Milone di continuare con i controlli».
E sulla stessa linea anche il consigliere Soldi e il capogruppo Emilio Paradiso, vittima dell'atto incendiario. «Dovremo continuare a lavorare per portare avanti i nostri progetti per la città», dice durante la conferenza stampa convocata dal partito ieri pomeriggio.
«Ronde, sicurezza e Cie - conclude il capogruppo - sono temi che abbiamo affrontato finora anche in consiglio comunale e continueremo a farlo».
ALTRO SERVIZIO PAG. 3
L'europarlamentare leghista Claudio Morganti non è sorpreso di quanto accaduto. Non ci sono state né minacce né avvertimenti, tantomeno rivendicazioni, ma in casa della Lega Nord si sottolinea che «il rischio di ritorsione nei nostri confronti era nell'aria».
«Non ci aspettavamo - spiega l'europarlamentare pratese - che fosse presa di mira la casa di qualcuno di noi ma che potesse accadere qualcosa, magari nella nostra sede, non era improbabile. A Firenze è accaduto più volte. Informalmente, proprio sabato, personale della Digos parlando con il consigliere comunale Leonardo Soldi ci aveva avvisato che il clima era infuocato e che gruppi di sinistra antagonista si stavano organizzando, che c'erano forti contestazioni su temi che noi portiamo avanti. Non potevamo sapere cosa sarebbe accaduto né tantomeno che nel mirino c'era Prato anche se qui siamo nella maggioranza e quindi più in vista rispetto ad altre realtà toscane. Ci è stato riferito che comunque nella nostra città non ci sono gruppi di sinistra organizzati per compiere atti di questo tipo: è quindi molto probabile che chi ha dato fuoco alla porta di Paradiso sia arrivato da fuori».
Nel quartier generale di piazza Ciardi si era però pensato a scritte sui muri, a qualche sasso contro la sede della Lega ma mai a un atto ai danni della casa di uno dei militanti. «Per quel che ci riguarda - è sempre Morganti a parlare - andremo avanti. E' nostro compito non fermarci: dobbiamo, come garantito ai nostri elettori, rendere questa città più sicura, fermare il degrado e soprattutto non dobbiamo farci intimorire da gruppi che niente hanno di democratico. E allora chiediamo all'assessore comunale alla sicurezza Aldo Milone di continuare con i controlli».
E sulla stessa linea anche il consigliere Soldi e il capogruppo Emilio Paradiso, vittima dell'atto incendiario. «Dovremo continuare a lavorare per portare avanti i nostri progetti per la città», dice durante la conferenza stampa convocata dal partito ieri pomeriggio.
«Ronde, sicurezza e Cie - conclude il capogruppo - sono temi che abbiamo affrontato finora anche in consiglio comunale e continueremo a farlo».
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