Il Tirreno

Prato

Influenza

L'influenza A si tinge di giallo

Ilenia Reali
Il primario Adriano Paladini
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Il primario Adriano Paladini

Il primario di malattie infettive «Difficile pensare che ci siano più virus simili in una stessa classe»

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PRATO. La pandemia è in atto ma quanto sia estesa in città nessuno sembra saperlo. Le scuole, in particolare materne e primarie, sono praticamente vuote. Tantissimi scolari hanno l'influenza ma sembra impossibile riuscire a sapere se si tratta di influenza A, la N1H1, o se piuttosto si è alle prese con altri virus. Le analisi a campione effettuate dall'Asl su una parte di bimbi ammalati raccontano di un 15-20% colpiti da febbre suina ma è la stessa azienda sanitaria a non dare troppo affidamento a questi dati. «E' difficile riuscire a credere - spiega Paladini, primario di malattie infettive - che su una classe di 20 bambini, su 10 ammalati, 2 abbiano l'influenza A e il resto un altro virus. E' più facile pensare che non ci sia stato un campionamento adeguato: test ad esempio fatti troppo tardi. Per capire qual è la situazione come azienda sanitaria di Prato abbiamo chiesto al laboratorio di verificare la presenza di altri virus sui campioni. Se questi fossero assenti allora sarebbe molto più probabile che i bambini siano stati colpiti dalla febbre suina e che al momento del test fossero già guariti e l'influenza già risolta. Comunque da ora in poi non abbiamo intenzione di fare altri campionamenti e di limitarci a fare il test solo sui casi più gravi, quelli per cui è necessario un ricovero».
Di fatto quindi è ancora mistero sull'estensione della febbre ma, per evitare che l'influenza si propaghi ulteriormente, l'obiettivo è raggiungere il massimo delle vaccinazioni possibili. Per i medici il risultato è stato raggiunto solo parzialmente: a Prato si è vaccinato il 15%, più di Firenze ma la percentuale è ancora bassa.
In questi giorni sono stati distribuiti i vaccini ai medici e ai pediatri da utilizzare sui bambini e gli adulti con patologie a rischio. «Invitiamo i sanitari - commenta Luigi Ricci del servizio di igiene e sanità pubblica - a vaccinarsi: questo virus si diffonde moltissimo e deve essere bloccato: dobbiamo far cessare la pandemia. Ciò è possibile solo se la popolazione si vaccinerà in misura massiccia. Tra l'altro i vaccini che stiamo distribuendo sono efficaci anche per altri virus: hanno più anticorpi e servono anche se l'influenza si modificasse».
La pandemia è per il momento piuttosto leggera. «Sono aumentati - aggiunge Paladini - gli accessi al pronto soccorso in particolar modo di bambini ma le forme influenzali sono per la stragrande maggioranza semplici e dal punto di vista dei ricoveri non c'è quella pressione che ci eravamo immaginati all'inizio: la situazione è, per ora, nella stragrande maggioranza dei casi, sotto controllo».

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