Il dolore
PRATO
Pratesi "formiche" contro la crisi
Alessandro Pattume
◗
Si fa sempre più attenzione a cosa mettere nel carrello della spesaLa crisi, il denaro, il risparmio. Tirando in ballo Esopo, i pratesi sono cicale o formiche? Dall'indagine del Ceis "Euro 1", presentata ieri mattina in prefettura, i pratesi sembrano proprio rientrare nella seconda categoria. Ma non è tutto oro quel che luccica, perchè dietro alla crisi si annida il sovraindebitamento e poi l'usura.
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La crisi, il denaro, il risparmio. Tirando in ballo Esopo, i pratesi sono cicale o formiche? Dall'indagine del Ceis "Euro 1", presentata ieri mattina in prefettura, i pratesi sembrano proprio rientrare nella seconda categoria. Ma non è tutto oro quel che luccica, perchè dietro alla crisi si annida il sovraindebitamento e poi l'usura.
Finanziato dal Cesvot e realizzato con la collaborazione di Arci e Airp, il questionario, rivolto a 1072 studenti e a 633 famiglie, si prefiggeva d'indagare il rapporto con il denaro e di promuovere comportamenti più responsabili nel suo utilizzo.
Formiche. E così si scopre che i giovani pratesi spendono sì molto e spesso per abbigliamento e divertimento, chiedendo tra l'altro i soldi ai genitori, ma che le loro spese riguardano soprattutto beni in qualche modo necessari. Però, alla domanda diretta su cosa sia un uso responsabile del denaro scuotono la testa. Pochi di loro legano il denaro al lavoro quanto, invece, al prestigio sociale. Discorso un pò diverso quello che invece ha interessato le 633 famiglie. Sono state soprattutto madri di famiglia a completare il questionario, e anche in questo caso ne è uscito un ritratto abbastanza aderente al modello formica. Si preferisce la grande distribuzione una volta a settimana e oltre al cibo, individuano nei trasporti e nella manutenzione della casa i motivi di spesa maggiore.
Di fronte alla necessità di risparmiare scelgono invece rinunciare ai viaggi, al divertimento, alla cultura e all'abbigliamento. Grande prudenza anche negli acquisti a rate, una soluzione che dichiarano di usare soprattutto per l'acquisto di auto o per l'arredamento perchè è una soluzione che può risultare ingannevole. Il rapporto con le banche è invece quello più sorprendente. Quasi il 60% delle famiglie risponde infatti di sapere quando un tasso d'interesse può dirsi tasso da usura.
Consapevolezza. Dall'indagine curata da Claudia Rastelli del Ceis è nato anche un fumetto per l'educazione all'uso consapevole del denaro che verrà distribuito nelle scuole. «Le scuole sono fondamentali perchè andare incontro al futuro sapendo quello che si ha in tasca aiuta anche le famiglie a vivere con maggiore serenità la crisi - ha tirato le fila l'assessore provinciale alle politiche sociali e alla legalità Loredana Ferrara - e quando nei prossimi mesi la crisi toccherà il suo apice ci dovremo far trovare pronti. Lo stato è assente nel campo del sovraindebitamento e dell'usura e a Prato, adesso, ci sono famiglie che hanno perso tutti gli stipendi - continua - dove prendono di che vivere queste famiglie se anche le banche li hanno sbattuti fuori? Lo scenario è drammatico, anche perchè esistono centinaia di meccanismi che possono spingere una famiglia a chiedere un prestito con tassi proibitivi. Il 2010 è l'anno in cui deve ripartire la battaglia di sensibilizzazione contro le nuove povertà - conclude Loredana Ferrara - e invito al dialogo e alla programmazione comune tutte le associazioni di volontariato che si occupano dell'argomento».
Finanziato dal Cesvot e realizzato con la collaborazione di Arci e Airp, il questionario, rivolto a 1072 studenti e a 633 famiglie, si prefiggeva d'indagare il rapporto con il denaro e di promuovere comportamenti più responsabili nel suo utilizzo.
Formiche. E così si scopre che i giovani pratesi spendono sì molto e spesso per abbigliamento e divertimento, chiedendo tra l'altro i soldi ai genitori, ma che le loro spese riguardano soprattutto beni in qualche modo necessari. Però, alla domanda diretta su cosa sia un uso responsabile del denaro scuotono la testa. Pochi di loro legano il denaro al lavoro quanto, invece, al prestigio sociale. Discorso un pò diverso quello che invece ha interessato le 633 famiglie. Sono state soprattutto madri di famiglia a completare il questionario, e anche in questo caso ne è uscito un ritratto abbastanza aderente al modello formica. Si preferisce la grande distribuzione una volta a settimana e oltre al cibo, individuano nei trasporti e nella manutenzione della casa i motivi di spesa maggiore.
Di fronte alla necessità di risparmiare scelgono invece rinunciare ai viaggi, al divertimento, alla cultura e all'abbigliamento. Grande prudenza anche negli acquisti a rate, una soluzione che dichiarano di usare soprattutto per l'acquisto di auto o per l'arredamento perchè è una soluzione che può risultare ingannevole. Il rapporto con le banche è invece quello più sorprendente. Quasi il 60% delle famiglie risponde infatti di sapere quando un tasso d'interesse può dirsi tasso da usura.
Consapevolezza. Dall'indagine curata da Claudia Rastelli del Ceis è nato anche un fumetto per l'educazione all'uso consapevole del denaro che verrà distribuito nelle scuole. «Le scuole sono fondamentali perchè andare incontro al futuro sapendo quello che si ha in tasca aiuta anche le famiglie a vivere con maggiore serenità la crisi - ha tirato le fila l'assessore provinciale alle politiche sociali e alla legalità Loredana Ferrara - e quando nei prossimi mesi la crisi toccherà il suo apice ci dovremo far trovare pronti. Lo stato è assente nel campo del sovraindebitamento e dell'usura e a Prato, adesso, ci sono famiglie che hanno perso tutti gli stipendi - continua - dove prendono di che vivere queste famiglie se anche le banche li hanno sbattuti fuori? Lo scenario è drammatico, anche perchè esistono centinaia di meccanismi che possono spingere una famiglia a chiedere un prestito con tassi proibitivi. Il 2010 è l'anno in cui deve ripartire la battaglia di sensibilizzazione contro le nuove povertà - conclude Loredana Ferrara - e invito al dialogo e alla programmazione comune tutte le associazioni di volontariato che si occupano dell'argomento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
