Sicurezza
PRATO
Tutto come prima all'ex lanificio Fedora
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Le valige dei cinesi costretti a sloggiare dalle confezioniUn imprenditore prova a salvare la merce ma viene individuato. Tre arresti per sfruttamento di manodopera clandestina
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PRATO. La polizia municipale si appresta a sigillare l'ultima confezione col nastro adesivo e il timbro della Procura quando una vigilessa si avvicina al titolare cinese e gli chiede che fine ha fatto una parte della merce vista poco prima nel capannone. Il cinese fa spallucce, ma quando gli ordinano di aprire il furgone si scopre che in pochi minuti l'aveva riempito di cappotti.
«Questi ci prendono in giro!» sbotta l'agente della polizia municipale e il confezionista cinese è costretto a scaricare la merce e a rimetterla nello stanzone, borbottando qualche imprecazione nella sua lingua.
Sono da poco passate le 13 e nel piazzale dell'ex Lanificio Fedora di Piero Nardi, in via di Gello, sono rimasti solo i vigili urbani. E' la fine di una lunga mattinata nel corso della quale, insieme a polizia e carabinieri, hanno sequestrato ben otto confezioni cinesi, hanno rintracciato numerosi clandestini e messo i sigilli a centinaia di macchine da cucire. Qui la polizia municipale c'era già stata altre due volte, a gennaio e luglio dell'anno scorso, trovando la medesima situazione e la seconda volta era stato il sindaco Marco Romagnoli a sentirsi preso in giro, visto che pochi mesi prima il consiglio comunale, non senza patemi, aveva dato il via libera all'allargamento della fabbrica di Nardi in via Albano Laziale, per poi scoprire che l'imprenditore affittava in via di Gello a confezioni cinesi che facevano massiccio uso di clandestini. «L'azienda che occupava la struttura si è trasferita in un nuovo stabilimento - disse Romagnoli - e il consiglio comunale ha dimostrato una grande attenzione alle richieste dell'imprenditore. Bene, la nuova struttura non ha mantenuto l'occupazione, come era stato promesso, e quella vecchia è stata affittata ai cinesi, facendo emergere numerose irregolarità».
Ora la storia si ripete e ieri mattina c'è stato un grande spiegamento di forze, forse eccessivo visto che è stato usato anche un elicottero, per controllare le otto confezioni che sono state sottoposte a sequestro preventivo. «Ma hanno sequestrato anche un paio di stanzoni che non presentavano irregolarità - si lamenta una conoscente dei titolari, l'unica a parlare bene l'italiano - C'era soltanto un materasso buttato per terra, nessun dormitorio, la cucina a posto, nessun operaio clandestino. Ora per chiedere il dissequestro serviranno soldi e un bel po' di tempo».
I carabinieri hanno arrestato tre confezionisti cinesi con l'accusa di sfruttamento della manodopera clandestina (17 i cinesi trovati senza permesso di soggiorno) e sequestrato 38 macchine da cucire.
Dove verranno accertate serie irregolarità, in base al un'ordinanza firmata proprio dall'ex sindaco Romagnoli, si procederà alla revoca dell'agibilità, che è un bel guaio per i confezionisti cinesi, visto che passerà molto tempo prima di poterla ottenere di nuovo (alle pratiche dovrebbe pensare la proprietà italiana).
Le confezioni controllate all'ex Fedora lavorano prevalentemente per i pronto moda cinesi del Macrolotto di Iolo e in questo periodo sono molto impegnate nella produzione dei cappotti, quelli che si possono trovare in vendita anche a meno di 20 euro.
«Questi ci prendono in giro!» sbotta l'agente della polizia municipale e il confezionista cinese è costretto a scaricare la merce e a rimetterla nello stanzone, borbottando qualche imprecazione nella sua lingua.
Sono da poco passate le 13 e nel piazzale dell'ex Lanificio Fedora di Piero Nardi, in via di Gello, sono rimasti solo i vigili urbani. E' la fine di una lunga mattinata nel corso della quale, insieme a polizia e carabinieri, hanno sequestrato ben otto confezioni cinesi, hanno rintracciato numerosi clandestini e messo i sigilli a centinaia di macchine da cucire. Qui la polizia municipale c'era già stata altre due volte, a gennaio e luglio dell'anno scorso, trovando la medesima situazione e la seconda volta era stato il sindaco Marco Romagnoli a sentirsi preso in giro, visto che pochi mesi prima il consiglio comunale, non senza patemi, aveva dato il via libera all'allargamento della fabbrica di Nardi in via Albano Laziale, per poi scoprire che l'imprenditore affittava in via di Gello a confezioni cinesi che facevano massiccio uso di clandestini. «L'azienda che occupava la struttura si è trasferita in un nuovo stabilimento - disse Romagnoli - e il consiglio comunale ha dimostrato una grande attenzione alle richieste dell'imprenditore. Bene, la nuova struttura non ha mantenuto l'occupazione, come era stato promesso, e quella vecchia è stata affittata ai cinesi, facendo emergere numerose irregolarità».
Ora la storia si ripete e ieri mattina c'è stato un grande spiegamento di forze, forse eccessivo visto che è stato usato anche un elicottero, per controllare le otto confezioni che sono state sottoposte a sequestro preventivo. «Ma hanno sequestrato anche un paio di stanzoni che non presentavano irregolarità - si lamenta una conoscente dei titolari, l'unica a parlare bene l'italiano - C'era soltanto un materasso buttato per terra, nessun dormitorio, la cucina a posto, nessun operaio clandestino. Ora per chiedere il dissequestro serviranno soldi e un bel po' di tempo».
I carabinieri hanno arrestato tre confezionisti cinesi con l'accusa di sfruttamento della manodopera clandestina (17 i cinesi trovati senza permesso di soggiorno) e sequestrato 38 macchine da cucire.
Dove verranno accertate serie irregolarità, in base al un'ordinanza firmata proprio dall'ex sindaco Romagnoli, si procederà alla revoca dell'agibilità, che è un bel guaio per i confezionisti cinesi, visto che passerà molto tempo prima di poterla ottenere di nuovo (alle pratiche dovrebbe pensare la proprietà italiana).
Le confezioni controllate all'ex Fedora lavorano prevalentemente per i pronto moda cinesi del Macrolotto di Iolo e in questo periodo sono molto impegnate nella produzione dei cappotti, quelli che si possono trovare in vendita anche a meno di 20 euro.
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