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I cinesi comincianoa mettersi in regolaCalano i sequestri

Barbara Burzi
Il tenente colonnello Emilio Mazza il questore Domenico Savi e il prefetto Maffei
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Il tenente colonnello Emilio Mazza il questore Domenico Savi e il prefetto Maffei

Cinesi, i laboratori sono sempre più in regola. Se pur a ritmo modesto rispetto alle esigenze del distretto, i numeri della Prefettura confermano questa tendenza

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PRATO. Cinesi, i laboratori sono sempre più in regola. Se pur a ritmo modesto rispetto alle esigenze del distretto, i numeri della Prefettura confermano questa tendenza. Su un totale di 185 ditte controllate, gli immobili sequestrati nel 2009 sono stati 81: solo il 44% a fronte di un 63% registrato nel 2008 quando sono stati sequestrati ben 100 immobili su 158 controlli effettuati.
A luglio erano 59 i capannoni ad aver ricevuto l'ordinanza di inagibilità. «E da qui alla fine dell'anno - annuncia il gruppo di lavoro della Prefettura - ne arriveranno altre 4».
«I controlli - spiega il prefetto Eleonora Maffei - sono aumentati rispetto al 2008 e diventati più efficaci». Il questore Domenico Savi ha voluto fare chiarezza con dati alla mano sul lavoro svolto dalle forze dell'ordine negli ultimi due anni sottolineando che «il messaggio uscito dalla trasmissione Exit andata in onda di recente sul distretto cinese non trova riscontro nei numeri e non rende giustizia al lavoro che quotidianamente viene svolto». A Prato le unità locative per attività lavorative sono 13.182 di cui 5.862 manifatturiere. Ben 5.676 sono le ditte intestate a cittadini stranieri in particolare, 3.227 risultano partite Iva aperte da cinesi, 2.395 per confezioni.
L'effetto deterrente si farà sentire presto anche nelle case e in altri settori diversi dal manifatturiero, come l'agrolimentare e il commercio. «Durante i nostri controlli non troviamo più alloggi all'interno della ditta - dice il prefetto - Ciò ha determinato l'aumento delle locazioni ad uso residenziale, dove però accade spesso che si moltiplichino le presenze oltre il numero consentito. Per un'attività più mirata, adesso ci stiamo basando solo sugli esposti dei cittadini e valuteremo poi la possibilità di intervenire con il sequestro penale e l'ordinanza d'inagibilità». Nel mirino delle forze dell'ordine anche le attività commerciali: «Da novembre la guardia di finanza avvierà un'attività di controllo fiscale». Sarà invece il Corpo Forestale a monitorare la produzione agroalimentare cinese: «Prato sta diventando un mercato importante nel settore - conclude il prefetto - Speriamo che arrivi presto anche un aiuto dalla Regione in materia normativa per far sì che i controlli siano più efficaci».

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