Lutto
Le primarie
Prato sceglie Bersani ma di misura
Cri. Or.
Le primarie del Pd a Prato le ha vinte Pierluigi Bersani che la città, confermando il risultato ottenuto su scala nazionale, ha scelto come segretario nazionale, tallonato a soli quattro punti percentuali da Dario Franceschini
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PRATO. Di misura. Ma le primarie del Pd a Prato le ha vinte Pierluigi Bersani che la città, confermando il risultato ottenuto su scala nazionale, ha scelto come segretario nazionale, tallonato a soli quattro punti percentuali da Dario Franceschini. Ignazio Marino consolida l'ottimo risultato ottenuto nei circoli. I numeri vedono Bersani primeggiare in città, dove raggiunge quota 43,23%, mentre Franceschini si ferma al 39,29% e Marino raggiunge il 17,48.
Il totale provinciale poco si discosta, anche se Bersani sale di poco più di un punto granzie alla Vallata "rossa": 44,6 per l'ex ministro, 38 per Franceschini, 17,3 per Marino. Numeri decisamente diversi dalla tornata elettorale dei circoli (solo per gli iscritti) nei quali Bersani aveva raggiunto il 48%, Franceschini il 34% e Marino saldo sul 17%. Il voto di opinione, quello dei simpatizzanti, il "voto liquido", a Prato ha premiato, non c'è che dire, il segretario nazionale rimasto in carica almeno fino al risultato elettorale. Ago della bilancia, a Prato, negli equilibri politici futuri tra le due "anime" forti del partito, risultate sostanzialmente testa a testa, sarà la considerevole quota dei "mariniani" e già qualcuno ieri sera, scherzando, nella sede del partito di via Carraia, diceva sornione: «Siamo in vendita». Partirà la campagna acquisti? E' quasi scontato. Un patto di ferro con i "mariniani" pratesi metterebbe in salvo da qualsiasi cedimento. Dalla parte dei "bersaniani" perché darebbe ancora più solidità al neo eletto segretario Bruno Ferranti. Dalla parte dei "franceschiniani" perchè sposterebbe gli equilibri, blindando i numeri. Equilibri complicati, comunque vada, nel partito pratese.
L'affluenza, nonostante le incertezze, ha tenuto ed è anzi stata buona: complessivamente in città hanno votato 10.653 cittadini, in tutta la provia 14.106. Con una flessione - che rispecchia quella regionale - di circa il 20% in meno rispetto alle primarie per Veltroni del luglio 2007 nelle quali avevano votato su Prato città in 12.500 e in tutta la provincia circa 16.000.
Giornata ordinata, procedure snelle, pochi intoppi - qualche ritardo solo in quelle sezioni nelle quali sono finite le schede - nessun contrattempo, voto degli immigrati in flessione, spoglio veloce. Poco dopo le 22 si è avuto il risultato definitivo per il nazionale. Con alcuni exploit. La sezione Centro, per esempio, ha fatto registrare due record: per Bersani che ha strappato il risultato migliore di tutta Prato con 357 voti e per Ignazio Marino che con le sue 245 preferenze ha battuto per due voti Franceschini (243). Il segretario Pd - almeno fino a ieri - è andato forte nella Circoscrizione Ovest (Chiesanuova, Borgonuovo, Vergaio, Viaccia, Maliseti, Casale) dove ha sempre battuto, per una manciata di voti, Bersani. Che è andato invece molto bene a Figline, Galceti, in centro storico, al Soccorso. Marino ha fatto il pieno a Coiano, centro storico e Mezzana.
Il totale provinciale poco si discosta, anche se Bersani sale di poco più di un punto granzie alla Vallata "rossa": 44,6 per l'ex ministro, 38 per Franceschini, 17,3 per Marino. Numeri decisamente diversi dalla tornata elettorale dei circoli (solo per gli iscritti) nei quali Bersani aveva raggiunto il 48%, Franceschini il 34% e Marino saldo sul 17%. Il voto di opinione, quello dei simpatizzanti, il "voto liquido", a Prato ha premiato, non c'è che dire, il segretario nazionale rimasto in carica almeno fino al risultato elettorale. Ago della bilancia, a Prato, negli equilibri politici futuri tra le due "anime" forti del partito, risultate sostanzialmente testa a testa, sarà la considerevole quota dei "mariniani" e già qualcuno ieri sera, scherzando, nella sede del partito di via Carraia, diceva sornione: «Siamo in vendita». Partirà la campagna acquisti? E' quasi scontato. Un patto di ferro con i "mariniani" pratesi metterebbe in salvo da qualsiasi cedimento. Dalla parte dei "bersaniani" perché darebbe ancora più solidità al neo eletto segretario Bruno Ferranti. Dalla parte dei "franceschiniani" perchè sposterebbe gli equilibri, blindando i numeri. Equilibri complicati, comunque vada, nel partito pratese.
L'affluenza, nonostante le incertezze, ha tenuto ed è anzi stata buona: complessivamente in città hanno votato 10.653 cittadini, in tutta la provia 14.106. Con una flessione - che rispecchia quella regionale - di circa il 20% in meno rispetto alle primarie per Veltroni del luglio 2007 nelle quali avevano votato su Prato città in 12.500 e in tutta la provincia circa 16.000.
Giornata ordinata, procedure snelle, pochi intoppi - qualche ritardo solo in quelle sezioni nelle quali sono finite le schede - nessun contrattempo, voto degli immigrati in flessione, spoglio veloce. Poco dopo le 22 si è avuto il risultato definitivo per il nazionale. Con alcuni exploit. La sezione Centro, per esempio, ha fatto registrare due record: per Bersani che ha strappato il risultato migliore di tutta Prato con 357 voti e per Ignazio Marino che con le sue 245 preferenze ha battuto per due voti Franceschini (243). Il segretario Pd - almeno fino a ieri - è andato forte nella Circoscrizione Ovest (Chiesanuova, Borgonuovo, Vergaio, Viaccia, Maliseti, Casale) dove ha sempre battuto, per una manciata di voti, Bersani. Che è andato invece molto bene a Figline, Galceti, in centro storico, al Soccorso. Marino ha fatto il pieno a Coiano, centro storico e Mezzana.
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