Il dolore
PRATO
Boom di cassa integrazione
◗
Il presidente degli industriali Riccardo MariniGli industriali e il distretto L'economia, le infrastrutture, i conti Un bilancio da Palazzo dell'Industria
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il numero ore di cassa integrazione utilizzate a settembre dalle imprese è aumentato di quasi il 500%. Un dato che ha fatto impennare la media annuale di un più 220%. Un dato catastrofico per i lavoratori pratesi che preoccupa il presidente dell'Unione industriale Riccardo Marini che, ieri, con una conferenza stampa ha fatto un bilancio a 360 gradi della situazione pratese.
LA CRISI «Questi dati - ha esordito Marini riferendosi alla cassa integrazione - mi sembrano fantascienza e mi fanno male. La situazione è dal punto di vista dell'occupazione drammatica e nei prossimi mesi continuerà ad essere veramente dura. Non mi resta che dire che si vedrà davvero quali sono gli imprenditori bravi».
Un commento amaro nonostante il lieve ottimismo che arriva dall'export e dal clima di fiducia che si respira tra una parte dei produttori di filato. «Recentissimi dati Istat sull'export della provincia - ha sottolineato Marini - registrano un -9,6% su luglio 2008: per quanto pesante è il miglior dato da molti mesi, difficile però da leggere in quanto su base mensile l'Istat non fornisce il dettaglio per comparti. Le ore lavorate a settembre di quest'anno invece segnalano un meno 13,1% anche se tra i produttori di filati che lavorano per le grandi catene c'è un po' di ottimismo. La preoccupazione permane: la crisi non è superata e i prossimi mesi saranno durissimi».
AEROPORTO Il dialogo con le istituzioni è definito da Marini «aperto, assiduo e costruttivo» a tutti i livelli, da quelli nazionale e regionale alle amministrazioni del distretto. Fra i temi oggetto del confronto con il mondo politico, in primo piano le infrastrutture. «In questi giorni si è parlato molto dell'aeroporto di Firenze - ha ricordato Marini -. L'Unione ha ribadito la propria posizione storica: è strategico, va qualificato e fatto crescere; quanto a Prato, è evidente che debba essere ascoltata, a prescindere dalla posizione societaria dei soggetti cittadini».
EX BANCI E INTERPORTO. Tra i temi di stretta attualità anche l'interporto e l'ex Banci. Per il primo ribadiamo che si tratta di un volano essenziale per lo sviluppo locale: basti dire che ogni giorno nell'area dell'interporto gravitano stabilmente circa 2000 lavoratori, con in media 700-800 Tir che entrano e altrettanti che escono. Il nostro auspicio è che la Regione abbandoni l'atteggiamento titubante avuto finora e che scommetta davvero su Gonfienti. Quanto all'ex Banci, l'Unione non ha cambiato idea: ben difficilmente basterebbe l'attività fieristica a consentire l'equilibrio economico di nuove strutture; la strada da percorrere è la polifunzionalità, unita ad interventi di radicale potenziamento dei collegamenti dell'area sia con gli snodi della mobilità cittadina che con l'area metropolitana. D'obbligo poi richiamare le difficoltà di collegamento di Prato via ferro, in relazione anche alla Tav: per Prato Castello sarebbe stato ottimale; è essenziale in ogni caso che vi sia un'attenzione preferenziale ai collegamenti dell'alta velocità con l'area metropolitana».
I CINESI L'Unione ha ribadito il proprio impegno sia alla denuncia e al contrasto, nei limiti imposti dalla sua natura, a questi fenomeni, ma anche all'apertura e alla disponibilità a favorire i processi di emersione e di avvicinamento alla legalità degli operatori cinesi disposti ad integrarsi. «La fermezza da un lato e la disponibilità dall'altro sono facce di una stessa medaglia che si chiama rispetto ed attenzione per l'imprenditoria sana e corretta, indipendentemente dalla nazionalità dei titolari», ha commentato Marini.
LA CRISI «Questi dati - ha esordito Marini riferendosi alla cassa integrazione - mi sembrano fantascienza e mi fanno male. La situazione è dal punto di vista dell'occupazione drammatica e nei prossimi mesi continuerà ad essere veramente dura. Non mi resta che dire che si vedrà davvero quali sono gli imprenditori bravi».
Un commento amaro nonostante il lieve ottimismo che arriva dall'export e dal clima di fiducia che si respira tra una parte dei produttori di filato. «Recentissimi dati Istat sull'export della provincia - ha sottolineato Marini - registrano un -9,6% su luglio 2008: per quanto pesante è il miglior dato da molti mesi, difficile però da leggere in quanto su base mensile l'Istat non fornisce il dettaglio per comparti. Le ore lavorate a settembre di quest'anno invece segnalano un meno 13,1% anche se tra i produttori di filati che lavorano per le grandi catene c'è un po' di ottimismo. La preoccupazione permane: la crisi non è superata e i prossimi mesi saranno durissimi».
AEROPORTO Il dialogo con le istituzioni è definito da Marini «aperto, assiduo e costruttivo» a tutti i livelli, da quelli nazionale e regionale alle amministrazioni del distretto. Fra i temi oggetto del confronto con il mondo politico, in primo piano le infrastrutture. «In questi giorni si è parlato molto dell'aeroporto di Firenze - ha ricordato Marini -. L'Unione ha ribadito la propria posizione storica: è strategico, va qualificato e fatto crescere; quanto a Prato, è evidente che debba essere ascoltata, a prescindere dalla posizione societaria dei soggetti cittadini».
EX BANCI E INTERPORTO. Tra i temi di stretta attualità anche l'interporto e l'ex Banci. Per il primo ribadiamo che si tratta di un volano essenziale per lo sviluppo locale: basti dire che ogni giorno nell'area dell'interporto gravitano stabilmente circa 2000 lavoratori, con in media 700-800 Tir che entrano e altrettanti che escono. Il nostro auspicio è che la Regione abbandoni l'atteggiamento titubante avuto finora e che scommetta davvero su Gonfienti. Quanto all'ex Banci, l'Unione non ha cambiato idea: ben difficilmente basterebbe l'attività fieristica a consentire l'equilibrio economico di nuove strutture; la strada da percorrere è la polifunzionalità, unita ad interventi di radicale potenziamento dei collegamenti dell'area sia con gli snodi della mobilità cittadina che con l'area metropolitana. D'obbligo poi richiamare le difficoltà di collegamento di Prato via ferro, in relazione anche alla Tav: per Prato Castello sarebbe stato ottimale; è essenziale in ogni caso che vi sia un'attenzione preferenziale ai collegamenti dell'alta velocità con l'area metropolitana».
I CINESI L'Unione ha ribadito il proprio impegno sia alla denuncia e al contrasto, nei limiti imposti dalla sua natura, a questi fenomeni, ma anche all'apertura e alla disponibilità a favorire i processi di emersione e di avvicinamento alla legalità degli operatori cinesi disposti ad integrarsi. «La fermezza da un lato e la disponibilità dall'altro sono facce di una stessa medaglia che si chiama rispetto ed attenzione per l'imprenditoria sana e corretta, indipendentemente dalla nazionalità dei titolari», ha commentato Marini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
