La manifestazione
PRATO
Scuole vuote per l'influenza
Ilenia Reali
◗
L’influenza sta lasciando a casa centinaia di alunni: ma non è detto che sia influenza AL'ondata dell'influenza è arrivata, con il primo freddo, in città. A farne le spese sono stati, per ora, i più piccoli. Se si tratti della tanto temuta influenza suina o di un virus acuto meno famoso non si sa anche se l'Asl ritiene probabile che per diversi casi possa esserlo. E proprio per monitorare la situazione Luigi Ricci dell'ufficio igiene e prevenzione annuncia verifiche a campione sui bimbi ammalati.
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PRATO. L'ondata dell'influenza è arrivata, con il primo freddo, in città. A farne le spese sono stati, per ora, i più piccoli. Se si tratti della tanto temuta influenza suina o di un virus acuto meno famoso non si sa anche se l'Asl ritiene probabile che per diversi casi possa esserlo. E proprio per monitorare la situazione Luigi Ricci dell'ufficio igiene e prevenzione annuncia verifiche a campione sui bimbi ammalati.
L'appello da parte di tutti gli addetti ai lavori è quello di massima calma perché su un bambino sano l'influenza A non è diversa da una banale patologia infettiva acuta virale.
Tanti banchi vuoti Da un paio di giorni tantissimi banchi sono vuoti. Una grossa fetta di bambini, in particolare delle scuole elementari, sono a casa con la febbre. Una situazione più o meno analoga in tutte le scuole con, ad esempio, 140 assenti su 180 alunni alla scuola De Andrè della Castellina e una classe con sei bimbi presenti alle Cesare Guasti. Una situazione che ha spinto diversi medici e presidi a inviare un'informativa all'Asl.
Asl, pandemia in atto Dall'Asl non nascondono che l'epidemia è in atto. Anche se numeri certi non ce ne sono. «Abbiamo avuto nella settimana passata - spiega Ricci - la segnalazione di 10 casi di sospetta influenza A ma non gravi. Il servizio sanitario non fa più i tamponi per accertare il tipo di influenza se non in casi in cui è necessario il ricovero e ad oggi non ce ne sono. Sarebbe inutile perché di qualunque influenza si tratti, se non ci sono complicazioni, le cure si possono fare tranquillamente da casa». «Non escludo, anzi è verosimile, ci siano casi tra i bambini di influenza A - aggiunge Ricci - ma questo era prevedibile e non è un problema. Faremo solo una serie di verifiche a campione per seguire l'evoluzione della patologia, un monitoraggio. Niente di più. E di chiudere le scuole non se ne parla neanche».
Incontri con i presidi «La scorsa settimana - è sempre Ricci a parlare - in una riunione in prefettura abbiamo deciso di fare degli incontri con i presidi e con i responsabili dei circoli per dare delle informazioni utili a tranquillizzare i genitori. Per adesso ci stiamo vaccinando noi sanitari, poi toccherà agli addetti all'assistenza e a coloro che svolgono servizi essenziali».
«Nessun allarme» «Gran parte dei bambini - commenta il pediatra Enrico Davalli - sono a letto ammalati, le scuole mi risulta siano mezze vuote. E' probabile che ci siano bambini colpiti da influenza suina ma c'è solo da stare tranquilli perché è una influenza come un'altra. Si cura con i sintomatici e non con gli antibiotici. Solo con sintomi particolarmente gravi e con reazioni sospette del bambino c'è da fare un po' più di attenzione».
L'appello da parte di tutti gli addetti ai lavori è quello di massima calma perché su un bambino sano l'influenza A non è diversa da una banale patologia infettiva acuta virale.
Tanti banchi vuoti Da un paio di giorni tantissimi banchi sono vuoti. Una grossa fetta di bambini, in particolare delle scuole elementari, sono a casa con la febbre. Una situazione più o meno analoga in tutte le scuole con, ad esempio, 140 assenti su 180 alunni alla scuola De Andrè della Castellina e una classe con sei bimbi presenti alle Cesare Guasti. Una situazione che ha spinto diversi medici e presidi a inviare un'informativa all'Asl.
Asl, pandemia in atto Dall'Asl non nascondono che l'epidemia è in atto. Anche se numeri certi non ce ne sono. «Abbiamo avuto nella settimana passata - spiega Ricci - la segnalazione di 10 casi di sospetta influenza A ma non gravi. Il servizio sanitario non fa più i tamponi per accertare il tipo di influenza se non in casi in cui è necessario il ricovero e ad oggi non ce ne sono. Sarebbe inutile perché di qualunque influenza si tratti, se non ci sono complicazioni, le cure si possono fare tranquillamente da casa». «Non escludo, anzi è verosimile, ci siano casi tra i bambini di influenza A - aggiunge Ricci - ma questo era prevedibile e non è un problema. Faremo solo una serie di verifiche a campione per seguire l'evoluzione della patologia, un monitoraggio. Niente di più. E di chiudere le scuole non se ne parla neanche».
Incontri con i presidi «La scorsa settimana - è sempre Ricci a parlare - in una riunione in prefettura abbiamo deciso di fare degli incontri con i presidi e con i responsabili dei circoli per dare delle informazioni utili a tranquillizzare i genitori. Per adesso ci stiamo vaccinando noi sanitari, poi toccherà agli addetti all'assistenza e a coloro che svolgono servizi essenziali».
«Nessun allarme» «Gran parte dei bambini - commenta il pediatra Enrico Davalli - sono a letto ammalati, le scuole mi risulta siano mezze vuote. E' probabile che ci siano bambini colpiti da influenza suina ma c'è solo da stare tranquilli perché è una influenza come un'altra. Si cura con i sintomatici e non con gli antibiotici. Solo con sintomi particolarmente gravi e con reazioni sospette del bambino c'è da fare un po' più di attenzione».
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