Il dolore
PRATO
Falsa commercialistacondannata a 4 anni
Paolo Nencioni
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Condannata falsa ragionieraImbroglio su imbroglio, Cristina Ponzecchi è diventata una truffatrice seriale e ieri è stata condannata a quattro anni di reclusione per aver raggirato una dozzina di clienti, spacciandosi di volta in volta come commercialista o avvocato. In realtà non era né l'uno né l'altro, ma i clienti del suo studio in via Baracca se ne sono accorti troppo tardi e difficilmente recupereranno i soldi spariti.
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PRATO. Imbroglio su imbroglio, Cristina Ponzecchi è diventata una truffatrice seriale e ieri è stata condannata a quattro anni di reclusione per aver raggirato una dozzina di clienti, spacciandosi di volta in volta come commercialista o avvocato. In realtà non era né l'uno né l'altro, ma i clienti del suo studio in via Baracca se ne sono accorti troppo tardi e difficilmente recupereranno i soldi spariti.
I fatti risalgono agli anni tra il 1999 e l'ottobre del 2003, quando Annamaria Fiesoli, una venditrice ambulante, sporse querela contro Cristina Ponzecchi sostenendo di averle dato quasi tremila euro per le pratiche di una licenza commerciale mai andata in porto. Una seconda querela fu presentata dalla parrucchiera Antonietta Ricca, che lamentava di aver pagato la "commercialista" per tenerle la contabilità del negozio e fare un condono fiscale.
Fu la squadra di pg della polizia municipale a scoprire che Cristina Ponzecchi, 47 anni, non aveva alcun titolo per esercitare le professione di commercialista e tantomeno di avvocato. «E dire che certe volte, quando veniva agli incontri, si portava dietro in una busta anche la toga...» commentano ora due dei quattro clienti che si sono costituiti parte civile, all'uscita dal Tribunale. In teoria dovrebbero essere risarciti con 10.000 euro a testa (così ha stabilito il giudice monocratico Lunghi), ma non ci sperano troppo. «Quella donna vive coi genitori e non ha nulla intestato a suo nome» spiegano.
Secondo quanto accertato dalla Procura, Cristina Ponzecchi curava la contabilità di numerose piccole aziende. In certi casi per poche centinaia di euro al mese, in altri di cifre più alte. Ma, in veste di avvocato, offriva anche servizi più complessi, come la cura di procedure esecutive immobiliari, controversie legali, ricorsi contro le multe. Ad alcuni clienti aveva raccontato di essere un ex magistrato anti-mafia, praticamente il braccio destro del procuratore Pietro Grasso.
Una storia che hanno avuto modo di ascoltare anche in Versilia. Un anno fa la Fondazione Carnevale accettò la proposta di organizzare un concerto di Claudio Baglioni da tenersi il giorno di San Valentino 2009. A fare da intermediario tra i promoter del cantante e la Fondazione di Viareggio c'era sempre lei, Cristina Ponzecchi, che si faceva chiamare Cristina Bartolomei. L'inghippo fu scoperto appena in tempo, prima che iniziasse la prevendita dei biglietti. E sempre in Versilia la Ponzecchi è stata condannata a 14 mesi per truffa, sostituzione di persona e millantato credito ai danni di alcuni ristoratori.
I fatti risalgono agli anni tra il 1999 e l'ottobre del 2003, quando Annamaria Fiesoli, una venditrice ambulante, sporse querela contro Cristina Ponzecchi sostenendo di averle dato quasi tremila euro per le pratiche di una licenza commerciale mai andata in porto. Una seconda querela fu presentata dalla parrucchiera Antonietta Ricca, che lamentava di aver pagato la "commercialista" per tenerle la contabilità del negozio e fare un condono fiscale.
Fu la squadra di pg della polizia municipale a scoprire che Cristina Ponzecchi, 47 anni, non aveva alcun titolo per esercitare le professione di commercialista e tantomeno di avvocato. «E dire che certe volte, quando veniva agli incontri, si portava dietro in una busta anche la toga...» commentano ora due dei quattro clienti che si sono costituiti parte civile, all'uscita dal Tribunale. In teoria dovrebbero essere risarciti con 10.000 euro a testa (così ha stabilito il giudice monocratico Lunghi), ma non ci sperano troppo. «Quella donna vive coi genitori e non ha nulla intestato a suo nome» spiegano.
Secondo quanto accertato dalla Procura, Cristina Ponzecchi curava la contabilità di numerose piccole aziende. In certi casi per poche centinaia di euro al mese, in altri di cifre più alte. Ma, in veste di avvocato, offriva anche servizi più complessi, come la cura di procedure esecutive immobiliari, controversie legali, ricorsi contro le multe. Ad alcuni clienti aveva raccontato di essere un ex magistrato anti-mafia, praticamente il braccio destro del procuratore Pietro Grasso.
Una storia che hanno avuto modo di ascoltare anche in Versilia. Un anno fa la Fondazione Carnevale accettò la proposta di organizzare un concerto di Claudio Baglioni da tenersi il giorno di San Valentino 2009. A fare da intermediario tra i promoter del cantante e la Fondazione di Viareggio c'era sempre lei, Cristina Ponzecchi, che si faceva chiamare Cristina Bartolomei. L'inghippo fu scoperto appena in tempo, prima che iniziasse la prevendita dei biglietti. E sempre in Versilia la Ponzecchi è stata condannata a 14 mesi per truffa, sostituzione di persona e millantato credito ai danni di alcuni ristoratori.
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