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Dietro il Mc Donald's il depositoCap Un'idea allo studio

Vista aerea dell’area delle Badie
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Vista aerea dell’area delle Badie

Summit Pdl al quartiere Borchi: «Non potevamo rinunciare ai soldi Piuss»

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PRATO. Il futuro delle Badie nell'era Cenni. Di questo si è discusso lunedì sera in un'assemblea convocata dal gruppo Pdl - minoranza nel quartiere Sud che ha mantenuto la presidenza di Luisa Peris - alla quale hanno partecipato, tra gli altri, i comitati, che prima della tornata elettorale avevano dato fiducia al centrodestra e i grillini, anche questi, almeno in parte, ben disposti vero il programma dell'allora candidato sindaco Roberto Cenni. Tris di assessori all'incontro: il vicesindaco Goffredo Borchi, l'assessore alla Sicurezza Aldo Milone e alle Politiche di integrazione Giorgio Silli.

Temi caldi, quelli alle Badie, quartiere "toccato" da un gran numero di progetti di forte impatto, quasi tutti contrastati dai comitati. Si parte dal più importante: il progetto del polo espositivo lungo la Declassata che coinvolgerà direttamente l'area delle Badie. I comitati, di polo expò, non volevano sentire parlare almeno fino a qualche tempo fa. E sono rimasti piuttosto stupiti dell'apertura del sindaco alla realizzazione dell'intervento. Spiegazione in questo senso, infatti, sono state chieste al vicesindaco Goffredo Borchi. Che ha risposto cio che è: che il Comune non se l'è sentita di rinunciare a quella ventina di milioni del bando Piuss (per le trasformazioni urbane) ma comunque - ha rassicurato - il progetto verrà rivisto sostanzialmente se non integralmente. Resterà da capire - tra sei mesi quando il progetto esecutivo dovrà essere presentato - cosa il Comune riuscirà a "raccattare", visto che il contributo regionale è stata stanziato su progetti già ben individuati, i quattro firmati da Urban, società partecipata messa in liquidazione. Secondo tema "caldo": la realizzazione del deposito Cap, intervento contrastato con tutti i mezzi dal comitato delle Badie. Anche in questo caso il vicesindaco Borchi ha potuto solo dire che Cap ha già in mano i permessi di costruzione e che il progetto - in questa fase - è praticamente impossibile da bloccare. Ha però comunicato una novità: ci sono in corso trattive con la Cap per verificare la possibilità di realizzare il deposito dove gli uffici tenici della Mobilità avevano individuato l'area per la costruzione del deposito della tramvia: proprio dietro il Mc Donald's, all'ingresso della città. Il progetto tramvia pare essere stato definitivamente messo nel cassetto. L'area destinata - sulla carta - a deposito potrebbe invece essere recuperata.

Problema Gida, ultimo all'ordine del giorno della riunione. O meglio problema delle emissioni dell'inceneritore e di conseguenza di qualità dell'aria in tutta la zona. Anche questo uno dei "cavalli di battaglia" dei comitati che ne avevano chiesto la chiusura. Risposta negativa. Sempre Borchi ha ribadito che, secondo le indagini Arpat, di problemi di inquinamento non ne esistono: numeri alla mano. In più l'inceneritore Gida accoglie e trasforma in fanghi i residui industriali: che accadrebbe alle imprese se venisse chiuso? Borchi però ha promesso la costituzione di un osservatorio composto da comitati, cittadini e istituzioni affinchè le informazioni, sul funzionamento di Gida, siamo garantite e trasparenti.

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