La manifestazione
PRATO
Piana, Prato deve contare
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La pista dell’aeroporto di PeretolaAl sindaco non è piaciuta l’esclusione dal tavolo sui problemi dell’area metropolitana
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PRATO. «La questione non è se Prato debba comprare un uno o due per cento delle quote dell'aeroporto di Peretola. Il problema è capire se lo sviluppo dell'aeroporto, assieme alla nuova stazione dell'alta velocità, dei rifiuti, del parco della Piana, siamo problemi da affrontare ciascun Comune per contro proprio o se invece la riflessione debba essere comune a tutti i protagonisti dell'area metropolitana».
Non è piaciuta al sindaco Roberto Cenni l'esclusione dalla riunione di ieri in Provincia a Firenze - invitata la Regione, i Comuni dell'hinterlanda fiorentino - dove sono stati affrontati i problemi più spinosi della Piana. «Non siamo stati invitati noi - continua Cenni - ma non è stata invitata nemmeno Pistoia. Credo invece che interventi così importanti a livello regionale come la revisione del sistema aeroportule o ferroviario, abbiano ricadute impressionanti anche sui nostri territori. Che devono partecipare alle discussioni e alle decisioni. Non si può continuare come si è fatto negli ultimi venti anni».
Cenni è chiaro sulle questione quote Adf: «Se si riterrà opportuno, per lo sviluppo futuro di Peretola, analizzare gli equilibri del sistema aeroportuale toscano nel suo complesso, evitando manovre contro Pisa, per esempio, e tenendo conto delle necessità non solo di Firenze ma dell'intera area metropolitana, allora io credo che sarà necessario ripensare anche i rapporti di forza tra pubblico e privato: la quota pubblica (oggi 80% in mano privato, il 20% in mano pubblica ndr) dovrebbe avere maggiore peso».
La necessità che «Prato si sieda a pieno titolo nei tavoli nei quali si discute il futuro dell'area metropolitna» la sostiene anche il presidente della Camera di Commercio Carlo Longo. «Prato dovrà incidere sui progetti di sviluppo di Peretola (la CCaa di Prato posside circa il 4% delle quote pubbliche di Peretola ndr) - spiega - perché da lì passerà anche futuro turistico e produttivo dell'area».
Più o meno la stessa opinione degli industriali pratesi che, sulla questione aeroporto, affermano che «è bene - è la nota dell'Uip - che Prato abbia maggiore parola in capitolo e che abbia anche maggiori possibilità di raggiungere lo scalo in tempi brevi: oggi infatti accade che il trasferimento da Prato a Peretola abbia una durata maggiore del volo che si va a prendere». L'unione industriali auspica «la realizzazione di adeguamenti strutturali del Vespucci, in particolare dell'allungamento dell'attuale pista di atterraggio e decollo o, in alternativa, di una nuova pista orientata diversamente».
Secondo Uip: «Far crescere l'aeroporto di Firenze - conclude - non avrebbe alcun impatto negativo nemmeno sull'aeroporto di Pisa che, anzi, potrebbe avere un ruolo più strettamente integrato col Vespucci per i collegamenti di più lungo raggio».
Non è piaciuta al sindaco Roberto Cenni l'esclusione dalla riunione di ieri in Provincia a Firenze - invitata la Regione, i Comuni dell'hinterlanda fiorentino - dove sono stati affrontati i problemi più spinosi della Piana. «Non siamo stati invitati noi - continua Cenni - ma non è stata invitata nemmeno Pistoia. Credo invece che interventi così importanti a livello regionale come la revisione del sistema aeroportule o ferroviario, abbiano ricadute impressionanti anche sui nostri territori. Che devono partecipare alle discussioni e alle decisioni. Non si può continuare come si è fatto negli ultimi venti anni».
Cenni è chiaro sulle questione quote Adf: «Se si riterrà opportuno, per lo sviluppo futuro di Peretola, analizzare gli equilibri del sistema aeroportuale toscano nel suo complesso, evitando manovre contro Pisa, per esempio, e tenendo conto delle necessità non solo di Firenze ma dell'intera area metropolitana, allora io credo che sarà necessario ripensare anche i rapporti di forza tra pubblico e privato: la quota pubblica (oggi 80% in mano privato, il 20% in mano pubblica ndr) dovrebbe avere maggiore peso».
La necessità che «Prato si sieda a pieno titolo nei tavoli nei quali si discute il futuro dell'area metropolitna» la sostiene anche il presidente della Camera di Commercio Carlo Longo. «Prato dovrà incidere sui progetti di sviluppo di Peretola (la CCaa di Prato posside circa il 4% delle quote pubbliche di Peretola ndr) - spiega - perché da lì passerà anche futuro turistico e produttivo dell'area».
Più o meno la stessa opinione degli industriali pratesi che, sulla questione aeroporto, affermano che «è bene - è la nota dell'Uip - che Prato abbia maggiore parola in capitolo e che abbia anche maggiori possibilità di raggiungere lo scalo in tempi brevi: oggi infatti accade che il trasferimento da Prato a Peretola abbia una durata maggiore del volo che si va a prendere». L'unione industriali auspica «la realizzazione di adeguamenti strutturali del Vespucci, in particolare dell'allungamento dell'attuale pista di atterraggio e decollo o, in alternativa, di una nuova pista orientata diversamente».
Secondo Uip: «Far crescere l'aeroporto di Firenze - conclude - non avrebbe alcun impatto negativo nemmeno sull'aeroporto di Pisa che, anzi, potrebbe avere un ruolo più strettamente integrato col Vespucci per i collegamenti di più lungo raggio».
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