La manifestazione
A rischio soppressione i lavori socialmente utili
Tagli ai "nonni" a scuola e nei giardini
Cri. Or.
◗
Un anziano controlla l’attraversamento dei bambini all’uscita di scuolaChe valore hanno cento euro? Per un anziano con la pensione minima, un valore enorme. Eppure 400 pensionati impegnati nei lavori socialmente utili - nelle scuole come nei giardini - o impegnati nelle circoscrizioni, rischiamo di perdere anche quel qualcosa in più che arrivava ogni mese
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PRATO. Che valore hanno cento euro? Per un anziano con la pensione minima, un valore enorme. Eppure 400 pensionati impegnati nei lavori socialmente utili - nelle scuole come nei giardini - o impegnati nelle circoscrizioni, rischiamo di perdere anche quel qualcosa in più che arrivava ogni mese.
«E che consentiva loro - commenta Silvano Donatini, responsabile di Arci Ragazzi - di fare tante cose». Piccole, ovviamente, ma importanti.
Il settore dei Servizi sociali del Comune, a causa dei tagli che da qui al 31 dicembre dovranno essere fatti per mantenere l'equilibro di una manovra certamente difficile, potrebbe tagliare il 60% del contributo destinato all'esercito di anziani, bloccandone, già a partire da metà ottobre, l'attività. Basta anziani ad aiutare i ragazzi a scuola, basta nonni ai giardinetti, basta piccola manutenzione nei parchi, basta anche manutenzione ai giochi o alle attrezzature sportive negli spazi pubblici.
I fatti. La scorsa amministrazione ha firmato un protocollo d'intesa con cinque associazioni cittadine: Arci Ragazzi, Auser verde argento, Misericordia di Grignano, Antea e Ada con la quale si stabilì che gli anziani potevano scegliere di dedicare una parte del loro tempo libero a progetti di utilità pubblica e sociale, ricevendo una piccola retribuzione. La cifra messa a disposizione era di 450.000 euro l'anno. Avevano aderito circa 400 anziani che ricevevano 103 euro ciascuno. «Poco più che un rimorso spese» continua Donatini, uno dei responsabili delle associazioni firmatarie del protocollo. Il contributo veniva versato in due tranche: la prima di 300.000 euro è stata messa a disposizione dalla scorsa amministrazione, il rimanente: 150.000 euro è la quota in campo dell'attuale giunta e che rischia il taglio. A disposizione ci sarebbero solo 70.000 euro, con un taglio netto di 80.000, pari al 60%.
«Dovendo coprire le spese di settembre, i 70.000 euro serviranno per garantire il lavoro fino al 15-16 ottobre - aggiunge Donatini - poi non si riuscirà nemmeno più a coprire le spese. Agli anziani non si può certo chiedere di spendere di tasca anche quell'euro per pagare il biglietto dell'autobus per arrivare sul posto di lavoro». Le associazioni hanno fissato un incontro il 16 con l'assessore al sociale Dante Mondanelli per chiedere, in via definitiva, cosa accadrà e come poter mantenere il servizio «che è utile alla società - conclude Donatini - ma anche agli anziani soprattutto in un momento così difficile». Mondanelli si sta muovendo per garantire alle associazioni qualcosa in più. «Proprio per il ruolo che ricoprono - spiega - e proprio perchè quel guadagno in più al mese è importante. Ma non si possono nascondere le difficoltà - aggiunge - La situazione economica del Comune rispetto all'anno scorso è profondamente cambiata. Ma sarà impegno della giunta fare tutto il possibile». Sul piede di guerra il centrosinistra. E' il capogruppo di minoranza in consiglio Massimo Carlesi a chiedersi se fosse proprio necessario iniziare a tagliare "dal basso" andando a colpire le fasce più fragili della società: «Questa giunta - conclude - è forte con i deboli e debole con i forti».
«E che consentiva loro - commenta Silvano Donatini, responsabile di Arci Ragazzi - di fare tante cose». Piccole, ovviamente, ma importanti.
Il settore dei Servizi sociali del Comune, a causa dei tagli che da qui al 31 dicembre dovranno essere fatti per mantenere l'equilibro di una manovra certamente difficile, potrebbe tagliare il 60% del contributo destinato all'esercito di anziani, bloccandone, già a partire da metà ottobre, l'attività. Basta anziani ad aiutare i ragazzi a scuola, basta nonni ai giardinetti, basta piccola manutenzione nei parchi, basta anche manutenzione ai giochi o alle attrezzature sportive negli spazi pubblici.
I fatti. La scorsa amministrazione ha firmato un protocollo d'intesa con cinque associazioni cittadine: Arci Ragazzi, Auser verde argento, Misericordia di Grignano, Antea e Ada con la quale si stabilì che gli anziani potevano scegliere di dedicare una parte del loro tempo libero a progetti di utilità pubblica e sociale, ricevendo una piccola retribuzione. La cifra messa a disposizione era di 450.000 euro l'anno. Avevano aderito circa 400 anziani che ricevevano 103 euro ciascuno. «Poco più che un rimorso spese» continua Donatini, uno dei responsabili delle associazioni firmatarie del protocollo. Il contributo veniva versato in due tranche: la prima di 300.000 euro è stata messa a disposizione dalla scorsa amministrazione, il rimanente: 150.000 euro è la quota in campo dell'attuale giunta e che rischia il taglio. A disposizione ci sarebbero solo 70.000 euro, con un taglio netto di 80.000, pari al 60%.
«Dovendo coprire le spese di settembre, i 70.000 euro serviranno per garantire il lavoro fino al 15-16 ottobre - aggiunge Donatini - poi non si riuscirà nemmeno più a coprire le spese. Agli anziani non si può certo chiedere di spendere di tasca anche quell'euro per pagare il biglietto dell'autobus per arrivare sul posto di lavoro». Le associazioni hanno fissato un incontro il 16 con l'assessore al sociale Dante Mondanelli per chiedere, in via definitiva, cosa accadrà e come poter mantenere il servizio «che è utile alla società - conclude Donatini - ma anche agli anziani soprattutto in un momento così difficile». Mondanelli si sta muovendo per garantire alle associazioni qualcosa in più. «Proprio per il ruolo che ricoprono - spiega - e proprio perchè quel guadagno in più al mese è importante. Ma non si possono nascondere le difficoltà - aggiunge - La situazione economica del Comune rispetto all'anno scorso è profondamente cambiata. Ma sarà impegno della giunta fare tutto il possibile». Sul piede di guerra il centrosinistra. E' il capogruppo di minoranza in consiglio Massimo Carlesi a chiedersi se fosse proprio necessario iniziare a tagliare "dal basso" andando a colpire le fasce più fragili della società: «Questa giunta - conclude - è forte con i deboli e debole con i forti».
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