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Aggredita troupe del Tg Uno

Ilenia Reali
Uno scorcio del Macrolotto di Iolo
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Uno scorcio del Macrolotto di Iolo

Erano andati al Macrolotto di Iolo per raccontare come funzionano i pronto moda cinesi. Per raccontare come gli orientali siano riusciti a diventare la capitale europea dell'abbigliamento a basso costo

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PRATO. Erano andati al Macrolotto di Iolo per raccontare come funzionano i pronto moda cinesi. Per raccontare come gli orientali siano riusciti a diventare la capitale europea dell'abbigliamento a basso costo. Un servizio ordinario. Niente scoop. Qualche immagine, qualche testimonianza. Poi l'aggressione.
E' accaduto giovedì ma la notizia è trapelata solo ieri. Erano circa le 17 e la troupe Rai del Tg1 - formata dalla giornalista che segue l'economia per il telegiornale nazionale Marisa Nalesso, dal cameraman e da un assistente - stavano facendosi un'idea della capitale dell'economia tessile cinese in Europa. Con loro la corrispondente di Prato del Sole 24 Ore Silvia Pieraccini autrice di un libro sulla realtà economica cinese della città tessile toscana.
Le due giornaliste sono entrate all'interno di un pronto moda di via Calabria e stavano guardando dei capi esposti. Il cameraman e l'assistente stavano aspettando le colleghe sul cancello del pronto moda. Telecamera spenta, le immagini del quadrilatero del Macrolotto erano già state girate. Quando il titolare dell'azienda, un cinese, ha visto i due si è subito precipitato fuori.
«L'imprenditore ha cominciato a inveire contro il cameraman - racconta Pieraccini - l'ha un po' scosso, voleva la cassetta».
Pochi minuti dopo è arrivato anche un italiano. Si è qualificato come socio del cinese è ha preso con insistenza a urlare che le immagini non dovevano andare in onda.
Il motivo? La sua insegna non doveva essere trasmessa in tv per alcun motivo. Inutili le spiegazioni della troupe: le immagini dalla strada, che è un luogo pubblico, possono essere girate e trasmesse. Questo prevede la legge. E' libertà di informazione.
La discussione sembrava essersi interrotta. Gli operatori Rai stavano facendo un'intervista in un'altra strada della zona quando è arrivato nuovamente il cinese che li aveva raggiunti con la sua auto. «Ha ripreso a inveire contro la troupe - riferisce Pieraccini - ma questa volta con offese e minacce».
"Vi spacco tutto", urlava il cinese spintonando il cameraman e reclamando con insulti la cassetta. E' stato necessario chiamare la polizia e cinque volanti sono arrivate sul posto. Hanno sentito le persone coinvolte. Dell'italiano, il socio, invece non c'era più traccia.
Dell'episodio è stato avvisato il questore e la troupe subito dopo è andata in caserma per inoltrare denuncia.
Un episodio che non ha avuto conseguenze violente ma che apre un nuovo capitolo sul distretto parallelo. Non era mai successo che giornalisti - e dal Macrolotto ne sono passati tanti - fossero aggrediti e minacciati. Tantopiù che nessuna ripresa era stata fatta all'interno dei pronto moda.

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