Il dolore
Denuncia una rapina per non pagare un debito
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Aveva denunciato un suo connazionale, accusandolo di averlo rapinato, ma in realtà la presunta vittima, un nigeriano di 33 anni, M.B. si era inventato tutto per non pagare 400 euro che doveva al suo fantomatico aggressore. Il trentatreenne è stato così denunciato dai carabinieri di Montemurlo (Prato) per simulazione di reato.
Agli stessi carabinieri che lo hanno poi smascherato e denunciato, il nigeriano aveva raccontato, il 28 settembre scorso, di aver subito una rapina, la sera precedente, mentre si trovava a Prato. Quattro gli aggressori, tra i quali uno in particolare veniva descritto con dovizia di particolari: si trattava di un connazionale che, minacciandolo con un grosso coltello, gli avrebbe portato via il portafogli con 250 euro.
Il racconto aveva destato fin da subito qualche sospetto, si spiega dai carabinieri, perchè sembra che M.B. avesse in precedenza già presentato una denuncia, per lo stesso fatto, ma contro ignoti. La vicenda si è poi chiarità quando i militari sono risaliti al presunto aggressore il quale ha raccontato un'altra storia: era vero che aveva incontrato a Prato il trentatreenne, ma perché quest'ultimo avrebbe dovuto dargli 400 euro per una compravendita di un'auto, cosa poi non avvenuta. Secondo i militari M.B. si era quindi inventato la storia della rapina per evitare di saldare il conto per la macchina.
Agli stessi carabinieri che lo hanno poi smascherato e denunciato, il nigeriano aveva raccontato, il 28 settembre scorso, di aver subito una rapina, la sera precedente, mentre si trovava a Prato. Quattro gli aggressori, tra i quali uno in particolare veniva descritto con dovizia di particolari: si trattava di un connazionale che, minacciandolo con un grosso coltello, gli avrebbe portato via il portafogli con 250 euro.
Il racconto aveva destato fin da subito qualche sospetto, si spiega dai carabinieri, perchè sembra che M.B. avesse in precedenza già presentato una denuncia, per lo stesso fatto, ma contro ignoti. La vicenda si è poi chiarità quando i militari sono risaliti al presunto aggressore il quale ha raccontato un'altra storia: era vero che aveva incontrato a Prato il trentatreenne, ma perché quest'ultimo avrebbe dovuto dargli 400 euro per una compravendita di un'auto, cosa poi non avvenuta. Secondo i militari M.B. si era quindi inventato la storia della rapina per evitare di saldare il conto per la macchina.
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