La manifestazione
Prato
Colf e badanti: sono 1.724
Paolo Nencioni
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Un’anziana accompagnata da una badanteUn esercito di 1.724 persone, quasi tutti stranieri, è in attesa di emergere dalla clandestinità per diventare colf o badanti e poter andare in giro senza la paura di essere espulse.
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PRATO. Un esercito di 1.724 persone, quasi tutti stranieri, è in attesa di emergere dalla clandestinità per diventare colf o badanti e poter andare in giro senza la paura di essere espulse.
Tante sono le domande inviate dalla provincia di Prato al Ministero dell'Interno per la sanatoria che dal 21 agosto al 30 settembre consentiva l'emersione dei lavoratori finora impiegati a nero, sostanzialmente perché privi del permesso di soggiorno.
Dalle cifre dell'ultima sanatoria Prato sembra una città quasi normale, nel senso che stavolta non c'è quella sproporzione rispetto ad altri posti che caratterizza la provincia quando si parla di percentuale di stranieri soggiornanti, bimbi nati da stranieri o bambini stranieri che frequentano le scuole. Forse è perché alla sanatoria non hanno aderito molti cinesi, lo sapremo solo se e quando verranno diffusi i dati divisi per nazionalità. Sta di fatto che in Toscana Prato è al terzo posto dopo Firenze (5.496 domande) e Pisa (2.511), mentre in Italia è al 39º posto, anche se ovviamente è sempre ai primi posti nel rapporto tra residenti e domande.
Il problema più spinoso riguarda la veridicità delle domande. Nessuno si illude che tutte le 1.724 istanze che sono state presentate dai datori di lavoro italiani o stranieri siano autentiche. Potrebbero esserci casi di operaie fatte figurare come colf per ottenere il permesso di soggiorno, oppure di muratori che si improvvisano badanti allo stesso scopo.
In questo caso si ipotizza che siano loro stessi ad accollarsi il pagamento dei 500 euro di contributo una tantum richiesto dallo Stato e chissà, forse anche i contributi all'Inps.
I controlli non sono ancora iniziati. La legge prevede che il rapporto di lavoro da far emergere sia iniziato nel febbraio 2009 e che il datore di lavoro abbia un reddito di almeno 20.000 euro annui (25.000 per le famiglie). Condizioni minime che però hanno fatto desistere molti, se è vero che il governo, nonostante le smentite, si attendeva molte più delle 294.744 domande effettivamente presentate.
I controlli sul reddito non potranno essere immediati, visto che non sono stati ancora caricati on line i numeri relativi alle dichiarazioni Irpef 2008. Sarà comunque lo Sportello unico per l'immigrazione, in Prefettura, a vagliare tutte le domande con la collaborazione di Inps, Direzione provinciale del lavoro e Questura. Venerdì c'è già stato un incontro tra Prefettura e Dpl, a giorni ce ne sarà un altro con l'Inps e con la Questura, poi partiranno le prime convocazioni di datori di lavoro e aspiranti colf e badanti per perfezionare la pratica e la posizione con l'Inps.
Alla fine, in Prefettura confidano che non ci voglia poi molto, Prato si troverà con almeno 1.500 nuovi cittadini, usciti finalmente dall'ombra per vivere, si spera, un'esistenza più normale.
Tante sono le domande inviate dalla provincia di Prato al Ministero dell'Interno per la sanatoria che dal 21 agosto al 30 settembre consentiva l'emersione dei lavoratori finora impiegati a nero, sostanzialmente perché privi del permesso di soggiorno.
Dalle cifre dell'ultima sanatoria Prato sembra una città quasi normale, nel senso che stavolta non c'è quella sproporzione rispetto ad altri posti che caratterizza la provincia quando si parla di percentuale di stranieri soggiornanti, bimbi nati da stranieri o bambini stranieri che frequentano le scuole. Forse è perché alla sanatoria non hanno aderito molti cinesi, lo sapremo solo se e quando verranno diffusi i dati divisi per nazionalità. Sta di fatto che in Toscana Prato è al terzo posto dopo Firenze (5.496 domande) e Pisa (2.511), mentre in Italia è al 39º posto, anche se ovviamente è sempre ai primi posti nel rapporto tra residenti e domande.
Il problema più spinoso riguarda la veridicità delle domande. Nessuno si illude che tutte le 1.724 istanze che sono state presentate dai datori di lavoro italiani o stranieri siano autentiche. Potrebbero esserci casi di operaie fatte figurare come colf per ottenere il permesso di soggiorno, oppure di muratori che si improvvisano badanti allo stesso scopo.
In questo caso si ipotizza che siano loro stessi ad accollarsi il pagamento dei 500 euro di contributo una tantum richiesto dallo Stato e chissà, forse anche i contributi all'Inps.
I controlli non sono ancora iniziati. La legge prevede che il rapporto di lavoro da far emergere sia iniziato nel febbraio 2009 e che il datore di lavoro abbia un reddito di almeno 20.000 euro annui (25.000 per le famiglie). Condizioni minime che però hanno fatto desistere molti, se è vero che il governo, nonostante le smentite, si attendeva molte più delle 294.744 domande effettivamente presentate.
I controlli sul reddito non potranno essere immediati, visto che non sono stati ancora caricati on line i numeri relativi alle dichiarazioni Irpef 2008. Sarà comunque lo Sportello unico per l'immigrazione, in Prefettura, a vagliare tutte le domande con la collaborazione di Inps, Direzione provinciale del lavoro e Questura. Venerdì c'è già stato un incontro tra Prefettura e Dpl, a giorni ce ne sarà un altro con l'Inps e con la Questura, poi partiranno le prime convocazioni di datori di lavoro e aspiranti colf e badanti per perfezionare la pratica e la posizione con l'Inps.
Alla fine, in Prefettura confidano che non ci voglia poi molto, Prato si troverà con almeno 1.500 nuovi cittadini, usciti finalmente dall'ombra per vivere, si spera, un'esistenza più normale.
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