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Preso il Monaco, terrore dei cinesi

Paolo Nencioni
Nel video due aggressori minacciano i gestori di un Internet point
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Nel video due aggressori minacciano i gestori di un Internet point

Il capo si fa chiamare "il Monaco" e secondo il questore Savi è un pezzo da novanta, uno dei personaggi più pericolosi in circolazione nella comunità cinese, non solo a Prato. Il vice non ha soprannomi, è finito in carcere anche lui, mentre altri tre scagnozzi sono ancora in circolazione e su di loro pende l'accusa di associazione a delinquere finalizzata a estorsioni e rapine.

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PRATO. Il capo si fa chiamare "il Monaco" e secondo il questore Savi è un pezzo da novanta, uno dei personaggi più pericolosi in circolazione nella comunità cinese, non solo a Prato. Il vice non ha soprannomi, è finito in carcere anche lui, mentre altri tre scagnozzi sono ancora in circolazione e su di loro pende l'accusa di associazione a delinquere finalizzata a estorsioni e rapine.

Cai Wang Lin, 25 anni, alias il Monaco, è finito in manette lo scorso 9 settembre in quello che era sembrato un normale controllo in un'abitazione di via Strozzi. Tre settimane dopo, lunedì, è stato preso anche Zheng Wei Ming, di 23 anni. Sono entrambi originari del Fujian, come i tre ricercati, e secondo la polizia costituiscono il vertice di un' agguerrita banda cinese che si è contrapposta e forse ancora si contrappone al cosiddetto "gruppo di Empoli" o banda del Dragone nero, un'altra gang i cui 5 componenti furono arrestati nel settembre dell'anno scorso in un appartamento di via Nino Rota dopo una serie di pestaggi con mazze da baseball. Venivano da Empoli, dove sembra che abbiano ancora una base.

Il Monaco non è il solito cinese. E' alto 1,88 e pesa più di cento chili. Altri capi criminali si sono fatti chiamare con questo soprannome, ma nel suo caso c'è anche una faccia che ricorda quella di un religioso tibetano, specialmente se si rasa la testa, come ha fatto quando, difeso dall'avvocato Stefano Belli, si è presentato davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia.
Il suo luogotenente Zheng è stato arrestato con uno stratagemma. Sapevano il suo numero di cellulare e una cinese è stata incaricata dalla polizia di chiamarlo fingendo di aver sbagliato numero. La ragazza però gli ha fatto capire di essere "disponibile", insieme a qualche amica, e lui ci è cascato come un pollo: lo hanno preso in via Marini.

Al gruppo del Monaco vengono per ora attribuiti sei episodi: l'accoltellamento di due cinesi davanti alla discoteca Siddartha l'8 febbraio, l'aggressione di un orientale al ristorante Hua Li Du il 3 maggio, il pestaggio di due clandestini in via Boccherini il 18 maggio, l'aggressione del gestore del circolo Hong Mo Fang di via Tasso (un braccio rotto) il 6 luglio, il tentato omicidio di un altro cinese in via Don Tazzoli l'11 agosto e la tentata estorsione e rapina ai danni del titolare del ristorante Mio di via Puccini il 21 agosto. Su altri dieci episodi si indaga, ma la paura è forte, tanto che il gestore di un Internet point devastato in ottobre (la polizia ha diffuso il video che si può trovare sul sito on line del Tirreno) si è rifiutato di sporgere denuncia. Le immagini riprese dalle telecamere interne sono eloquenti: due cinesi, forse c'è anche Cai Wang, entrano nel locale, minacciano i due gestori e spaccano un paio di computer senza che gli altri battano ciglio. Anche due avventori rimangono seduti ai loro posti come se nulla fosse, aspettando che gli aggressori se ne vadano.

Il Monaco e i suoi amici fanno paura, forse anche perché si sospetta qualcosa di peggio. Sono in corso accertamenti per capire se il suo gruppo abbia qualcosa a che fare con l'omicidio di Qiu Shiwei, il sedicenne accoltellato a morte la sera dell'11 luglio alla Festa del Pd. E si indaga anche su un eventuale livello superiore. Se Cai Wang ha scelto quel nomignolo, chi sta sopra potrebbe farsi chiamare Dalai Lama.

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