Gioco
LA PRIMA VITTIMA IN TOSCANA
Pensionato muore per l'influenza A:85 anni, malato di fibrosi polmonare
Paolo Nencioni
◗
Un tecnico durante le prove del vaccino contro l’influenza AUn ex tessitore di 85 anni è diventato la prima vittima toscana - la quarta in Italia - dell'influenza A. Una crisi respiratoria violenta è subentrata quando le condizioni dell'uomo sembravano in via di miglioramento. Si stima che i pratesi che potranno ammalarsi della nuova influenza saranno 40-60mila casi, con un numero di decessi, nella peggiore delle ipotesi, di cinquanta persone
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PRATO. Quando è passato il medico di guardia per il solito giro alle 17,30 sembrava tutto a posto. G.T. era vigile e di lì a poco avrebbe cenato. Sono trascorsi pochi minuti ed è arrivata la crisi respiratoria che non gli ha lasciato scampo: pareva in via di guarigione e invece un ex tessitore di 85 anni è diventato la prima vittima toscana - la quarta in Italia - dell'influenza A, il virus H1N1 associato all'inizio ai suini e ora ribattezzato "nuova influenza".
G.T. era arrivato nel reparto di malattie infettive del nosocomio "Misericordia e Dolce" nella giornata di giovedì della scorsa settimana. «Fino a tre giorni prima stava bene - racconta uno dei nipoti - L'avevo incontrato per strada e l'ho salutato come sempre. Mi sembrava che non avesse particolari problemi».
Ma a dispetto delle apparenze G.T. qualche problema ce l'aveva. In passato era stato sottoposto a un intervento al cuore per l'installazione di una valvola aortica, poi aveva accusato una grave forma di fibrosi polmomare che gli aveva causato un'insufficienza respiratoria. Per questo era seguito da mesi dall'unità operativa di pneumologia dell'ospedale. Proprio a causa dei problemi respiratori era stato trattato con una terapia a base di cortisone, una sostanza che ha molti pregi ma tende a ridurre le difese immunitarie.
La scorsa settimana, dunque, l'anziano è stato accompagnato in ospedale coi sintomi dell'influenza, gli hanno fatto il "tampone" ed è risultato positivo al virus H1N1, il quindicesimo caso nella provincia di Prato, il secondo ad aver avuto bisogno del ricovero.
«Quando è arrivato era cianotico e appariva confuso - spiega il dottor Adriano Paladini, primario di malattie infettive - Poi però il quadro clinico è migliorato. Nei primi giorni la respirazione è stata aiutata con un ventilatore Bipap, poi da martedì siamo passati al normale ossigeno con la mascherina».
Insomma, il paziente, nonostante l'età e gli acciacchi, sembrava sulla via della guarigione e riusciva ad alimentarsi da solo. Ieri mattina è stato sottoposto a una radiografia al torace che ha confermato il miglioramento, e anche la febbre era scomparsa. La situazione è precipitata alle 18, quando gli allarmi delle apparecchiature hanno iniziato a suonare tutti insieme per segnalare che qualcosa non andava. G.T. si è spento in pochi minuti, senza che i medici riuscissero a fargli riprendere conoscenza: una crisi respiratoria letale. Non è prevista l'autopsia, la salma verrà restituita al figlio col quale il pensionato viveva a Prato da quando era rimasto vedovo, dopo una vita passata a Vaiano a lavorare sui telai.
Come già accaduto in altre parti della nostra penisola, si parla di vittima della nuova influenza, ma è chiaro che il virus è stato solo una delle cause che hanno portato al decesso. L'H1N1 ha aggravato patologie già piuttosto gravi, specialmente in un paziente di 85 anni. Nei giorni scorsi il dottor Adriano Paladini ha provato a fare una stima di quanti pratesi potranno ammalarsi della nuova influenza e ha ipotizzato tra i 40 e i 60mila casi, con un numero di decessi, nella peggiore delle ipotesi, di cinquanta unità.
«Ma in realtà sono convinto che l'incidenza sarà intorno al 12% della popolazione - aggiunge ora il medico dell'ospedale pratese - e che la mortalità potrà essere di 4 o 5 su ogni 10mila casi». Casi reali, va precisato, perché le forme più lievi dell'influenza non saranno registrate.
G.T. era arrivato nel reparto di malattie infettive del nosocomio "Misericordia e Dolce" nella giornata di giovedì della scorsa settimana. «Fino a tre giorni prima stava bene - racconta uno dei nipoti - L'avevo incontrato per strada e l'ho salutato come sempre. Mi sembrava che non avesse particolari problemi».
Ma a dispetto delle apparenze G.T. qualche problema ce l'aveva. In passato era stato sottoposto a un intervento al cuore per l'installazione di una valvola aortica, poi aveva accusato una grave forma di fibrosi polmomare che gli aveva causato un'insufficienza respiratoria. Per questo era seguito da mesi dall'unità operativa di pneumologia dell'ospedale. Proprio a causa dei problemi respiratori era stato trattato con una terapia a base di cortisone, una sostanza che ha molti pregi ma tende a ridurre le difese immunitarie.
La scorsa settimana, dunque, l'anziano è stato accompagnato in ospedale coi sintomi dell'influenza, gli hanno fatto il "tampone" ed è risultato positivo al virus H1N1, il quindicesimo caso nella provincia di Prato, il secondo ad aver avuto bisogno del ricovero.
«Quando è arrivato era cianotico e appariva confuso - spiega il dottor Adriano Paladini, primario di malattie infettive - Poi però il quadro clinico è migliorato. Nei primi giorni la respirazione è stata aiutata con un ventilatore Bipap, poi da martedì siamo passati al normale ossigeno con la mascherina».
Insomma, il paziente, nonostante l'età e gli acciacchi, sembrava sulla via della guarigione e riusciva ad alimentarsi da solo. Ieri mattina è stato sottoposto a una radiografia al torace che ha confermato il miglioramento, e anche la febbre era scomparsa. La situazione è precipitata alle 18, quando gli allarmi delle apparecchiature hanno iniziato a suonare tutti insieme per segnalare che qualcosa non andava. G.T. si è spento in pochi minuti, senza che i medici riuscissero a fargli riprendere conoscenza: una crisi respiratoria letale. Non è prevista l'autopsia, la salma verrà restituita al figlio col quale il pensionato viveva a Prato da quando era rimasto vedovo, dopo una vita passata a Vaiano a lavorare sui telai.
Come già accaduto in altre parti della nostra penisola, si parla di vittima della nuova influenza, ma è chiaro che il virus è stato solo una delle cause che hanno portato al decesso. L'H1N1 ha aggravato patologie già piuttosto gravi, specialmente in un paziente di 85 anni. Nei giorni scorsi il dottor Adriano Paladini ha provato a fare una stima di quanti pratesi potranno ammalarsi della nuova influenza e ha ipotizzato tra i 40 e i 60mila casi, con un numero di decessi, nella peggiore delle ipotesi, di cinquanta unità.
«Ma in realtà sono convinto che l'incidenza sarà intorno al 12% della popolazione - aggiunge ora il medico dell'ospedale pratese - e che la mortalità potrà essere di 4 o 5 su ogni 10mila casi». Casi reali, va precisato, perché le forme più lievi dell'influenza non saranno registrate.
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