Sicurezza
Influenza A, il medico: "La vittima era già grave"
Il direttore del reparto malattie infettive dell'ospedale di Prato: «Le condizioni di salute del paziente, affetto da fibrosi polmonare e con problemi cardiaci, erano tali che l'eventuale esito letale di questa influenza come di qualsiasi altra infiammazione alle vie respiratorie non poteva che essere considerato»
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L'uomo di 85 anni deceduto nel tardo pomeriggio di ieri nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Prato a causa delle complicazioni dell'influenza A, presentava un quadro clinico tale da poter precipitare da un momento all'altro. Lo ha ribadito il direttore del reparto, Adriano Paladini, precisando che il «caso è assai differente da quello registrato un paio di settimane fa in Sicilia» dove una donna morì dopo aver contratto il virus.
Secondo il dottor Paladini «le condizioni di salute del paziente, affetto da fibrosi polmonare e con problemi cardiaci, erano tali che l'eventuale esito letale di questa influenza come di qualsiasi altra infiammazione alle vie respiratorie non poteva che essere considerato».
Il medico spiega inoltre che non è il caso di allarmarsi: «Il virus A H1N1 si diffonde con estrema facilità ma l'influenza non è grave». La pericolosità, ricorda ancora il direttore, sta nella legge dei grandi numeri: si ammaleranno tantissime persone e qualcuno, «in presenza di una mortalità stimata dell'1 per mille», non riuscirà a superare l'influenza. In molti casi, invece, «le persone non si accorgeranno neppure d'aver contratto il virus» e basterà loro qualche giorno di riposo.
Secondo il dottor Paladini «le condizioni di salute del paziente, affetto da fibrosi polmonare e con problemi cardiaci, erano tali che l'eventuale esito letale di questa influenza come di qualsiasi altra infiammazione alle vie respiratorie non poteva che essere considerato».
Il medico spiega inoltre che non è il caso di allarmarsi: «Il virus A H1N1 si diffonde con estrema facilità ma l'influenza non è grave». La pericolosità, ricorda ancora il direttore, sta nella legge dei grandi numeri: si ammaleranno tantissime persone e qualcuno, «in presenza di una mortalità stimata dell'1 per mille», non riuscirà a superare l'influenza. In molti casi, invece, «le persone non si accorgeranno neppure d'aver contratto il virus» e basterà loro qualche giorno di riposo.
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