Attenzione
PRATO
A Paperino la scuola può attendere
Maria Lardara
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Il cantiere per la costruzione della nuova scuola primaria di PaperinoQuei cocci risalenti presumibilmente all'età romana, il muratore Vincenzo li ha imballati e riposti con cura in una cassetta. Li esaminerà scrupolosamente la Soprintendenza: nel frattempo, i ritrovamenti archeologici spuntati a sorpresa nel cantiere della ditta romana, hanno messo i bastoni fra le ruote ai genitori di Paperino, che devono rassegnarsi a veder seduti i loro bambini sui banchi della nuova scuola, a settembre 2010.
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PRATO. Quei cocci risalenti presumibilmente all'età romana, il muratore Vincenzo li ha imballati e riposti con cura in una cassetta. Li esaminerà scrupolosamente la Soprintendenza: nel frattempo, i ritrovamenti archeologici spuntati a sorpresa nel cantiere della ditta romana, hanno messo i bastoni fra le ruote ai genitori di Paperino, che devono rassegnarsi a veder seduti i loro bambini sui banchi della nuova scuola, a settembre 2010.
Sì perché l'immobile tanto agognato non sarà pronto prima della primavera/estate dell'anno prossimo. Altro che gennaio 2010 come data di consegna dei lavori. E la sensazione dei residenti è che nel cantiere di via Como si vada a rilento: qualche ruspa in azione si vede e a occhio nudo si scorgono dalle transenne anche le fondamenta, ma otto muratori impegnati su un terreno di 9600 metri quadrati effettivamente sono pochi. «Il piano interrato sarà pronto entro la prossima settimana - promette Vincenzo, addetto al cantiere -. Ma la brutta stagione si avvicina e per questo non contiamo di terminare l'opera entro la scadenza prestabilita». Una brutta notizia per le mamme di Paperino che da sempre sperano di mandare il loro bambino in una scuola non troppo distante da casa. È quello che è successo a settembre di quest'anno: per sette piccoli alunni della frazione, infatti, è stata trovata una sistemazione alternative negli istituti di Cafaggio.
E guai a parlare del nuovo edificio con le insegnanti della sede vecchia di via dell'Alloro: le maestre non pronunciano su questa materia tecnica e burocratica senza autorizzazione della dirigente. Qui le classi sono strapiene, così come dell'asilo che sorge in maniera adiacente. «La frazione ha avuto uno sviluppo demografico incredibile negli ultimi anni. C'è necessità di andare via da questo luogo per fare posto all'allargamento dell'asilo», spiega la coordinatrice Gaetana.
I dolori più grossi, infatti, sono alla scuola materna. «Il mio bambino è stato mandato a Cafaggio perché non c'era più posto a Paperino», spiega l'estetista Ilaria che lavora vicino via Como. Più fortunato il figlioletto di Fabrizio, del negozio alimentari "Arturo". «Ce l'ha fatta a rientrare in graduatoria, ma nella sua classe ci sono 28 alunni».
Sonia e Carla, invece, sono due signore residenti di una certa età, depositarie della memoria storica del quartiere. «Mio figlio andava ancora alle elementari quando si sentì parlare per la prima volta della nuova scuola. Sono passati più di trent'anni», racconta Sonia. Per la sua vicina di casa, invece, i ritardi sono colpa anche... dei Romani. «Ma come si fa a fermare i lavori di un'opera così importante e attesa da decenni dalla popolazione di Paperino per tre pezzi di tegole rosse di una vecchia casa contadina attribuite alla civiltà romana? Siamo curiosi di sapere cosa avrà da dire la Soprintendenza in proposito».
Sì perché l'immobile tanto agognato non sarà pronto prima della primavera/estate dell'anno prossimo. Altro che gennaio 2010 come data di consegna dei lavori. E la sensazione dei residenti è che nel cantiere di via Como si vada a rilento: qualche ruspa in azione si vede e a occhio nudo si scorgono dalle transenne anche le fondamenta, ma otto muratori impegnati su un terreno di 9600 metri quadrati effettivamente sono pochi. «Il piano interrato sarà pronto entro la prossima settimana - promette Vincenzo, addetto al cantiere -. Ma la brutta stagione si avvicina e per questo non contiamo di terminare l'opera entro la scadenza prestabilita». Una brutta notizia per le mamme di Paperino che da sempre sperano di mandare il loro bambino in una scuola non troppo distante da casa. È quello che è successo a settembre di quest'anno: per sette piccoli alunni della frazione, infatti, è stata trovata una sistemazione alternative negli istituti di Cafaggio.
E guai a parlare del nuovo edificio con le insegnanti della sede vecchia di via dell'Alloro: le maestre non pronunciano su questa materia tecnica e burocratica senza autorizzazione della dirigente. Qui le classi sono strapiene, così come dell'asilo che sorge in maniera adiacente. «La frazione ha avuto uno sviluppo demografico incredibile negli ultimi anni. C'è necessità di andare via da questo luogo per fare posto all'allargamento dell'asilo», spiega la coordinatrice Gaetana.
I dolori più grossi, infatti, sono alla scuola materna. «Il mio bambino è stato mandato a Cafaggio perché non c'era più posto a Paperino», spiega l'estetista Ilaria che lavora vicino via Como. Più fortunato il figlioletto di Fabrizio, del negozio alimentari "Arturo". «Ce l'ha fatta a rientrare in graduatoria, ma nella sua classe ci sono 28 alunni».
Sonia e Carla, invece, sono due signore residenti di una certa età, depositarie della memoria storica del quartiere. «Mio figlio andava ancora alle elementari quando si sentì parlare per la prima volta della nuova scuola. Sono passati più di trent'anni», racconta Sonia. Per la sua vicina di casa, invece, i ritardi sono colpa anche... dei Romani. «Ma come si fa a fermare i lavori di un'opera così importante e attesa da decenni dalla popolazione di Paperino per tre pezzi di tegole rosse di una vecchia casa contadina attribuite alla civiltà romana? Siamo curiosi di sapere cosa avrà da dire la Soprintendenza in proposito».
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