Sicurezza
risparmiare
Caro benzina? Torniamo all'autostop
Maria Lardara
Nessuna stranezza se un giorno, lungo la strada provinciale della Vallata, si raduneranno degli autostoppisti in cerca di passaggio. Non si tratterà di passeggeri distratti o rimasti a piedi, ma di utenti del servizio "Jungo" che decidono di lasciare l'auto a casa per "imbarcarsi" non su quella di un estraneo, ma di automobilisti accreditati
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PRATO. Nessuna stranezza se un giorno, lungo la strada provinciale della Vallata, si raduneranno degli autostoppisti in cerca di passaggio. Non si tratterà di passeggeri distratti o rimasti a piedi, ma di utenti del servizio "Jungo" che decidono di lasciare l'auto a casa per "imbarcarsi" non su quella di un estraneo, ma di automobilisti accreditati con cui condivideranno le spese della benzina.
A Trento e Bergamo si sono già attrezzati per dare questa risposta alla mobilità sostenibile. A Prato, c'è in ballo un progetto da 10mila euro firmato dalla rete dei Gas pratesi (Gruppi di acquisto solidale), ora all'esame di un bando regionale con la collaborazione della Federconsumatori.
«Il nostro obiettivo - spiega Piero Ianniello del gruppo I'Gasse (come viene declinato alla pratese) - è quello di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni pratesi sull'importanza di sviluppare forme di mobilità alternativa che riducano il traffico. Ben vengano anche il potenziamento del car e del bike sharing».
Ma con la strategia mangiatraffico di "Jungo" sarebbe tutta un'altra storia. Perché, a differenza del car sharing (peraltro già in funzione a Firenze dal 2005 e da qualche anno anche a Sesto Fiorentino), il metodo "Jungo" non affida a un'agenzia le auto in condivisione, né ammette programmazione e vincoli d'orario. Chiunque potrà aprire la portiera della propria auto a un autostoppista da imbarcare, purché in condizione di sicurezza (automobilista e passeggeri dovranno accreditarsi con una tessera di riconoscimento). «Chiaramente non potranno essere le famiglie dei Gas a gestire questo servizio che comunque richiederà l'interessamento da parte delle amministrazioni locali. Di questo sistema di trasporto - osserva Ianniello - ce ne sarebbe necessità per i lavoratori che si spostano tra Prato e i comuni della Vallata, secondo una mappatura dei bisogni sul territorio».
Una famiglia in crescita, quella dei gruppi d'acquisto solidali di Prato. Che oggi tocca quota sette, di cui uno a Vaiano (anche l'assessore Stefano Arrighini nel suo piccolo è un "gassista" con i prodotti del proprio orticello). Nel 2002 vide la luce il primo Gas, nel maggio 2008 erano tre le realtà sul territorio. Un vero e proprio boom che sta rivoluzionando lo stile di vita e il modo di fare shopping, con un occhio di riguardo per la qualità e i valori della solidarietà, di circa 300 famiglie pratesi, per un totale di oltre 500-600 persone. Ma come in ogni famiglia che si rispetti, i problemi non mancano.
L'imperativo è diversificare. Non solo patate e zucchine nel sacchetto della spesa dei gassisti. «Sulle verdure ormai siamo coperti - spiega Cristina Cozzi, una delle referenti più attive del "Gasse" -. I contatti e le visite dirette con i piccoli produttori agricoli non ci mancano. Anzi, il nostro è un bacino di mercato che si sta allargando: quelli che interessano a noi soprattutto prodotti naturali e biologici».
Pochi i produttori agricoli della zona, se si eccettua qualche nome del Montalbano e della Vallata, come Paolo Betti e Rigoccioli. Anche per questo, i Gas sono impegnati nel Forum del parco agricolo per limitare la diffusione del florovivaismo sui terreni pratesi.
Intanto, c'è chi pensa di far arrivare il pesce fresco da Viareggio. Un referente fa la spesa per tutti, e poi le famiglie si dividono le spese...
A Trento e Bergamo si sono già attrezzati per dare questa risposta alla mobilità sostenibile. A Prato, c'è in ballo un progetto da 10mila euro firmato dalla rete dei Gas pratesi (Gruppi di acquisto solidale), ora all'esame di un bando regionale con la collaborazione della Federconsumatori.
«Il nostro obiettivo - spiega Piero Ianniello del gruppo I'Gasse (come viene declinato alla pratese) - è quello di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni pratesi sull'importanza di sviluppare forme di mobilità alternativa che riducano il traffico. Ben vengano anche il potenziamento del car e del bike sharing».
Ma con la strategia mangiatraffico di "Jungo" sarebbe tutta un'altra storia. Perché, a differenza del car sharing (peraltro già in funzione a Firenze dal 2005 e da qualche anno anche a Sesto Fiorentino), il metodo "Jungo" non affida a un'agenzia le auto in condivisione, né ammette programmazione e vincoli d'orario. Chiunque potrà aprire la portiera della propria auto a un autostoppista da imbarcare, purché in condizione di sicurezza (automobilista e passeggeri dovranno accreditarsi con una tessera di riconoscimento). «Chiaramente non potranno essere le famiglie dei Gas a gestire questo servizio che comunque richiederà l'interessamento da parte delle amministrazioni locali. Di questo sistema di trasporto - osserva Ianniello - ce ne sarebbe necessità per i lavoratori che si spostano tra Prato e i comuni della Vallata, secondo una mappatura dei bisogni sul territorio».
Una famiglia in crescita, quella dei gruppi d'acquisto solidali di Prato. Che oggi tocca quota sette, di cui uno a Vaiano (anche l'assessore Stefano Arrighini nel suo piccolo è un "gassista" con i prodotti del proprio orticello). Nel 2002 vide la luce il primo Gas, nel maggio 2008 erano tre le realtà sul territorio. Un vero e proprio boom che sta rivoluzionando lo stile di vita e il modo di fare shopping, con un occhio di riguardo per la qualità e i valori della solidarietà, di circa 300 famiglie pratesi, per un totale di oltre 500-600 persone. Ma come in ogni famiglia che si rispetti, i problemi non mancano.
L'imperativo è diversificare. Non solo patate e zucchine nel sacchetto della spesa dei gassisti. «Sulle verdure ormai siamo coperti - spiega Cristina Cozzi, una delle referenti più attive del "Gasse" -. I contatti e le visite dirette con i piccoli produttori agricoli non ci mancano. Anzi, il nostro è un bacino di mercato che si sta allargando: quelli che interessano a noi soprattutto prodotti naturali e biologici».
Pochi i produttori agricoli della zona, se si eccettua qualche nome del Montalbano e della Vallata, come Paolo Betti e Rigoccioli. Anche per questo, i Gas sono impegnati nel Forum del parco agricolo per limitare la diffusione del florovivaismo sui terreni pratesi.
Intanto, c'è chi pensa di far arrivare il pesce fresco da Viareggio. Un referente fa la spesa per tutti, e poi le famiglie si dividono le spese...
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