Il Tirreno

Prato

ALLARME VIRUS

Influenza A: previsti 50mila casi

Fabio Barni
Sopra il primario di Malattie infettive Adriano Paladini
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Sopra il primario di Malattie infettive Adriano Paladini

L'influenza A colpirà duro, con un picco tra un mese o poco più. Un pratese su 5, finirà a letto col termometro sul comodino e i sintomi tipici della malattia. Parola del direttore del reparto di malattie infettive dell'ospedale, Adriano Paladini, che si aspetta «tra i 40mila e i 60mila casi»

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PRATO. L'influenza A colpirà duro, con un picco tra un mese o poco più. Un pratese su 5, finirà a letto col termometro sul comodino e i sintomi tipici della malattia. Parola del direttore del reparto di malattie infettive dell'ospedale, Adriano Paladini, che si aspetta «tra i 40mila e i 60mila casi». Il che si traduce, in provincia, in una percentuale d'ammalati compresa tra il 20 e il 25% della popolazione.

Uno su 5 o, addirittura, uno su 4. Calcoli alla mano, quelli del tasso previsto di mortalità, potrebbero verificarsi una cinquantina di decessi. I numeri vanno però presi con le molle, come suol dirsi, perché previsioni se ne sentono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. Fra 40 e 60mila, del resto, la forbice è ampia, anche perché «non è possibile sbilanciarsi e avanzare previsioni certe». «Questi numeri sono soltanto quelli che mi aspetto», dice Paladini.

Molto dipenderà da come il virus verrà trattato a livello di prevenzione, tanto con la vaccinazione (che avrà modalità differenti rispetto alla consueta campagna antinfluenzale) quanto attraverso i comportamenti delle persone. «Lavarsi le mani, evitare i luoghi affollati e al chiuso» sono due delle raccomandazioni del medico che tuttavia precisa che non bisogna allarmarsi.

«Agli amici che mi chiedono se possono andare in Inghilterra o in un altro Paese nel quale l'influenza si è già diffusa, dico di non preoccuparsi - riprende il direttore di malattie infettive - Primo, perché il virus H1N1 è già qui. Secondo, perché questa influenza non deve spaventare». La prima preoccupazione è quella d'evitare panico, timori, eccesso di zelo che, oltre a mandare in tilt il pronto soccorso, potrebbero sortire l'effetto contrario, finendo per provocare ancora più contagi. Mettiamo il caso che una persona con sintomi da raffreddamento si presenti al pronto soccorso, «ambiente chiuso e dove è possibile incontrare chi ha contratto il virus». Ecco che, anche se il suo è un semplice, forte raffreddore, rischierà di prendere davvero l'influenza da uno degli altri pazienti.

Salvo pochi casi, come quello dell'anziano paziente ricoverato in questi giorni, il virus H1N1 non deve far paura. «La mortalità è addirittura più bassa di quella dell'influenza dello scorso anno - spiega ancora Paladini - Il fatto è che si ammaleranno tante persone e che, di conseguenza, ci saranno più casi gravi» e più decessi. «Il paziente che abbiamo in cura in questi giorni, per esempio, di per sé ha una serie di patologie, oltre all'età, che hanno reso necessario il ricovero e la respirazione assistita», spiega il direttore.

Malattie infettive, in ogni caso, è un reparto attrezzato e pronto ad affrontare l'epidemia, benché non si sappia di preciso come questa si evolverà. È possibile che alla fine i casi risulteranno minori di quelli previsti. Ma è ovviamente meglio attrezzarsi. A caratterizzare la "nuova" influenza rispetto a quella "vecchia" è insomma la legge dei grandi numeri. «È una malattia molto contagiosa ma non è una malattia grave», sintetizza il dottor Paladini. Il tasso di mortalità più attendibile è dell'1 per mille. Basso rispetto a tante altre malattie ma alto se consideriamo il numero di soggetti che verranno colpiti. Il conto è del resto facile facile: se 50mila pratesi si ammaleranno, 50 di questi - «già indeboliti da altre malattie» - potrebbero morire. Potrebbero. Perché le cure ci sono e perché la campagna di vaccinazione sarà mirata proprio a coloro che rischiano sul serio e gestita direttamente dalle aziende sanitarie, in raccordo con i medici di base. Il vaccino, per intendersi, non si potrà comprare in farmacia.

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